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Chiesa contro e colonizzazione ideologica

giugno 17, 2015 • Cultura e Società, z in evidenza

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di Matteo Cresti

Come se avessimo un continuo déjà vu siamo di nuovo ai ferri corti. La Chiesa Cattolica ricomincia con le manifestazioni. Sono giorni caldi questi per il Santo Padre, pronto di nuovo a piantare la bandierina bianco-gialla sul suolo italiano (questo fine settimana sarà a Torino, per l’ostensione della sindone), a firmare l’enciclica green, ora si prepara anche alle manifestazioni contro il matrimonio gay, le unioni civili e la “colonizzazione dell’ideologia gender nelle scuole”. Certo a quest’ultima manifestazione non parteciperà direttamente (sarà pure Santo ma non ubiquo, infatti ci sarà sabato 20 a Roma, quando lui sarà ormai all’ombra della Mole), ma è difficile pensare che non arrivi qualche benedizione o qualche strale verso “l’ideologia gender” (come già fatto a Napoli, e come continua a ripetere come un mantra, anzi no, come un più consono rosario).
Mentre il disegno di legge Cirinnà (che dovrebbe istituire le unioni civili omosessuali) procede, e sta per essere calendarizzato, ecco che rispuntano appunto le manifestazioni conto, per sottolineare “un malessere diffuso, di chi vorrebbe riaffermare i valori della Costituzione” (ma la Costituzione non afferma l’uguaglianza dei cittadini e la laicità dello Stato?). Ecco allora, che sabato in Piazza San Giovanni a Roma si terrà una manifestazione organizzata dall’Associazione “Difendiamo i nostri figli”, dal titolo “Stop al Gender nelle Scuole”. In piazza non ci sarà solo qualche sparuta minoranza, o le chiassose “sentinelle in piedi”; ma anche il Comitato Parlamentare per La Famiglia. Così si esprime uno dei promotori, Alessandro Pagano, deputato di Area Popolare “L’educazione dei figli spetta ai genitori, come prevedono la nostra Costituzione e la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo, e deve contare sulla complementarietà e sulle differenze della mamma e del papà, come ribadito dal Papa”.
Ma oltre ai parlamentari, ecco che arriva il sostegno del Pontificio Consiglio per la Famiglia, che augura “pieno successo”. Così si esprime il giornalista  Paolo Ondarza, ai microfoni di Radio Vaticana: “Riprendendo quello che il Papa ha detto ieri pomeriggio, mi è piaciuta l’espressione: “colonizzazione ideologica”. Noi dobbiamo stare attenti oggi a questa colonizzazione ideologica. I bambini non possono essere trattati come imbuti dove i più grandi, invece di farli crescere, gli fanno divorare certe ideologie, come quella del gender, che non hanno nessun senso. Questi bambini, cioè, devono crescere in un contesto totalmente umano, totalmente accessibile, totalmente libero.
Dobbiamo fare questo lavoro di difesa, che rispetti la bellezza, che rispetti l’innocenza, che rispetti il candore”. E alla domanda se il Papa fosse informato della manifestazione ha risposto “Ci mancherebbe altro che il Papa non sia informato! Il Papa sa benissimo che la Chiesa ha un grande compito: quello di difendere i figli da queste ideologie, che sono veramente delle colonizzazioni, cioè hanno un appalto culturale sulla scuola, sulla crescita, sui ragazzi, sull’anima, sull’intelligenza. E proprio non è opportuno che questo avvenga. Dobbiamo, a tutti i costi, difendere (…)”.
Ora ci sarebbe da dire, che se proprio i figli dovessero essere difesi da qualche violenza, bisognerebbe proprio stare attenti a quei troppi sacerdoti e religiosi che, sfruttando il proprio potere e il proprio abito, abusano di quei fanciulli che i genitori ignari affidano loro per una “educazione morale”.
La Chiesa parla di “colonizzazione ideologica”, come se quello che fa, in quanto istituzione, non lo fosse. Che cosa è, se non “colonizzare ideologicamente”, il battesimo di bambini che non possono manifestare il consenso, crescerli a suon di catechismo, di doveri assoluti, di favolette di ragazzine che rimangono incinta grazie ad una colomba, di uomini che risorgono, di giovinetti che vengono bruciati sulla graticola?
Non è forse “ideologizzare” lo Stato, pretendere un’ora della scuola pubblica per insegnare i fondamenti del cattolicesimo? Non è forse “ideologizzare”, la radicalizzazione del dibattito e impedire il riconoscimento di un diritto laico come quello del matrimonio, o come quello di decidere della propria vita e quindi della propria morte?
E poi, Cara Chiesa, basta con questa “ideologia gender”, che non esiste (semmai esistono i “gender studies”…). Non è un’invenzione di una lobby, che una cosa è il genere e una il sesso, né che il i ruoli di genere (stirare le camice, portare i pantaloni, allevare i figli) sono un prodotto culturale.
Le donne non sono per natura subordinate agli uomini, nè hanno come compito supremo quello dell’educazione della prole, e gli uomini non sono i “capi” della famiglia, e non sono necessariamente quelli che portano il pane in tavola. Tutti gli uomini sono uguali, hanno pari dignità, diritti e doveri. E queste non sono invenzioni di un marxismo ateo e fondamentalista, ma delle scienze sociali, psicologiche, mediche e umane. La scienza progredisce, non fare la figuaraccia che hai fatto con Gallileo.

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One Response to Chiesa contro e colonizzazione ideologica

  1. Paolus ha detto:

    Vorrei solo segnalare che non sono il portavoce del Pontificio Consiglio per la Famiglia, ma un giornalista di Radio Vaticana. Varrebbe la pena verificare l’esattezza di ciò che si scrive prima di pubblicarlo. Grazie. Paolo Ondarza

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