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Segolene e nutella, mon amour

giugno 17, 2015 • Contributi dei lettori

 

 

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di Maria Gullo
Apprendo stamattina, dalla rassegna stampa di radio3, che il ministro francese (in lingua originale per non sbagliare) de l’Écologie, du Développement Durable et de l’Énergie , Ségolène Royal ha dato, in diretta tv al Grand Journal di Canal + la sua ricetta per salvare il mondo dai cambiamenti climatici. Il ministro ha ricordato che, come ormai anche i neonati sanno, la deforestazione massiccia ha come conseguenza il riscaldamento climatico aggiungendo che la deforestazione è causata anche dall’uso dell’olio di palma contenuto nella Nutella. Quindi ha esortato gli spettatori a non mangiarla più, se si vuole salvare il pianeta.

La notizia, appresa fra una doccia e la spazzolatura dei denti, mi ha sorpresa assai di più del ricatto di Renzi fatto ai precari della scuola pubblica (slitterebbe a data da destinarsi l’assunzione dei centomila precari).
Tuttavia, non mi ha sorpresa per l’infondatezza di parte dei contenuti: è vero infatti, che la coltivazione intensiva delle palme da cui si ricava l’olio sta devastando interi territori; ed è altrettanto vero che l’olio di palma non sia certo una boccata di salute per il sistema cardiovascolare degli umani, cui “Madame la ministre” sembra meno interessata; d’altra parte è ministro dell’ecologia e non della salute, unicuique suum.

Mi ha, invece, sorpresa per la carica demagogica che ormai caratterizza la comunicazione di un numero sempre più elevato di “decisori”, politici inclusi, che, invece, dovrebbero essere più cauti nell’esternare opinioni personali.

Infatti, la Nutella nazionale è stata elevata a ruolo di nemico pubblico mondiale dell’ambiente dimenticando, la ministre, che secondo il Fonds français pour l’alimentation et la santé (FFAS), in terra di Francia le stime al 2012 indicano un consumo medio di 2 kg/anno di olio di palma pro capite (non tutti attribuibili evidentemente al consumo di Nutella) e che 130.000 tonnellate di olio di palma vengono (testualmente) « incorporée dans les produits alimentaires transformés en France. Cela représente 31% des importations d’huile de palme”. L’informazione è facilmente reperibile all’indirizzo http://www.eufic.org/page/it/page/FAQ/faqid/question-answer-palm-oil/

Quindi, chère la Ministre, in Francia non vi fate mancare niente in merito all’importazione e utilizzo di olio di palma nell’indigena industria alimentare; allora, che ti ha fatto la Nutella di male più delle vostre industrie?
Come persona politica la ministre Roayal dovrebbe ricordare come l’Unione Europea nel 2000 ha sdoganato, a torto a mio avviso, l’utilizzo di grassi vegetali, fra cui l’olio di palma, sostituibili al burro di cacao nel cioccolato (direttiva 2000/36) e che soltanto a dicembre 2014 è entrata in vigore la direttiva 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori che ci consente di sapere, finalmente, quali sono i grassi vegetali contenuti negli alimenti. Questo non vuol dire che i consumatori sono salvi, intendiamoci, questo vuol dire che: i produttori usino l’olio di palma che vogliano, che i consumatori siano informati e che scelgano loro cosa mangiare e cosa no.
Peccato che, da una verifica da me fatta al supermercato sotto casa, sulla totalità dei prodotti dolciari da forno disponibili uno solo, e ripeto uno solo, non contiene olio di palma ma il caro e più innocuo burro.

Mi chiedo allora se Madame ha riservato analoga foga missionaria nei confronti dell’europarlamento e se ha ostacolato, almeno indirettamente, visto che dal suo curriculum sembra che non sia mai seduta sugli scranni dell’europarlamento, l’introduzione dell’olio di palma nell’industria alimentare.
Mi viene da pensare, quindi, che l’esortazione a non mangiare Nutella sia stata una scorretta, umana e politica soprattutto. Scorrettezza per scorrettezza, allora chiedo al ministro “Bella, ma con le vostre centrali nucleari che un anno si e uno no, hanno fughe radioattive come la mettiamo”?

E ci dica ancora, cosa ne pensa dell’oasi tropicale, creata con le acque di raffreddamento della centrale nucleare di Cruas sul Rodano, a casa sua cioè, dove allevano anche centinaia di coccodrilli, tra cui i famosi albini? Lo trova ecologicamente compatibile? Vada a guardarsi il docufilm di Herzog sulla grotta di Chauvet con il post scriptum sull’oasi tropicale e rifletta prima di parlare.

Visto che si tratta di un personaggio politico e vuole salvare il mondo, esorto lei e i suoi colleghi francesi, europei e mondiali, ad adoperarvi affinché sia proibito l’uso dell’olio di palma da specifiche norme e non boicottando un solo prodotto alimentare.

Concludo, scusandomi per la confidenza che mi sono concessa e citando il buon vecchio Paracelso che ci ha insegnato che, con parole mie, tutto è veleno e niente è veleno: dipende dalla dose. Quindi, poiché io ho eliminato da tempo dalla mia alimentazione, per quello che mi è dato in potere, tutti gli alimenti che contengono olio di palma posso ancora concedermi almeno un barattolino small/anno della meravigliosa Nutella.
Viva l’Italia, viva la Nutella, abbasso i coccodrilli albini del Rodano.

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