MENU

Occhetto, una lacrima sul viso

maggio 20, 2015 • Ipparchia Docet

achille-occhetto-ed-il-suo-vitalizio

di Maria Teresa Busca

Achille Occhetto è facile alla commozione. Ha l’occhio predisposto, proprio come conformazione fisica. Anche la voce pare sempre sul punto di spezzarsi.
E di lacrime, in effetti ne ha versate. La maggior parte alla cosiddetta svolta della Bolognina, nel 1989, ai funerali del partito comunista italiano, dove pare singhiozzasse sia in solitudine che fra braccia amiche.

Bisogna capirlo, seppelliva i suoi sogni di gloria. Infatti dopo circa cinque anni come segretario del neonato partito democratico della sinistra, nel 1994 sonoramente sconfitto da un Berlusconi ridens ecco che il Nostro, purtroppo nuovamente in lacrime, deve lasciare il posto a uno stizzoso D’Alema. E nel 2004( si dirà che c’azzecca?) ecco l’insolito duo Di Pietro & Occhetto. Ma sono di nuovo lacrime, Di Pietro, da solo, otteneva più voti.

Che fare? Il melenso Achille a questo punto punta all’Europa. Anche qui il destino gli rema contro. Dopo un’indegna parata di ricorsi alle varie Corti di giustizia europee, il Nostro deve abbandonare il seggio di deputato europeo cui tentava di tenersi abbarbicato con le unghie e con i denti.

Adesso potrebbe essere felice, dopo tanto faticare si gode una bella pensione di cinquemila (5.000) euro al mese. Anche la moglie, che si è fatta tre legislature con serenità, ha la sua pensione di oltre tremilasettecento (3.700) euro, sempre al mese. Ma qualcuno mette in giro la voce che questi vitalizi sono sproporzionati, che devono essere ridotti, che i pensionati in Italia percepiscono molto meno e hanno lavorato molto di più. E Achille non resiste, l’occhio gli intorbidisce e la lacrima scende. Tengo famiglia, precisa, questa è la mia unica fonte di reddito, i miei figli sono disoccupati, dobbiamo pur vivere. Certo Achille, però adesso basta, perché questo non è uno spettacolo commovente.

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »