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Muscoli, anabolizzanti e (poco) cervello

maggio 11, 2015 • Europa, z in evidenza

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di Carlo Manfredi

Efisio si lamentava di affanno anche per piccoli sforzi, di una grande stanchezza, di gambe gonfie e dell’impossibilità di riposare perché aveva strani pensieri, tosse secca fastidiosa e difficoltà a stare sdraiato. Sentiva che gli mancava l’aria. Nessuno avrebbe immaginato che quel ragazzone di 50 anni che sembrava il ritratto della salute, avesse il cuore dilatato e scompensato, un massiccio aumento dei globuli rossi che rendevano il suo sangue esageratamente vischioso e una grave insufficienza renale.

Il suo ematocrito, ossia la massa dei globuli rossi, era pari a 58. Tanto per dare un riferimento, a 50 di ematocrito fermano i corridori al Giro d’Italia per sospetto doping. Efisio, almeno fino ad allora, aveva praticato il culturismo, la sua passione più grande. Per sviluppare le sue evidenti masse muscolari aveva assunto per lungo tempo e con modalità scriteriate dosi generose di anabolizzanti “di tutti i tipi”, come ha riferito in seguito, anche prodotti veterinari reperiti attraverso canali che non ha voluto rivelare. Sono state queste sostanze a farlo ammalare. Ma partiamo dagli ormoni. Il testosterone, ormone maschile o androgeno, ha effetti anabolizzanti e virilizzanti sia nel maschio che nella femmina ed è responsabile dello sviluppo dei caratteri sessuali durante pubertà e adolescenza.

Gli effetti anabolici del testosterone comprendono un’aumentata velocità di crescita di muscoli e ossa, stimolazione della produzione di globuli rossi, riparazione dei danni muscolari da sforzi fisici intensi o successivi a traumi Il testosterone può anche essere utilizzato impropriamente come farmaco per migliorare le prestazioni in molti sport, contro l’invecchiamento o per aumentare il desiderio sessuale. Gli androgeni furono impiegati per la prima volta dalle truppe naziste durante la seconda guerra mondiale per aumentare l’aggressività dei soldati. Gli steroidi anabolizzanti (SA) sono strettamente correlati agli ormoni sessuali maschili e sono le sostanze più spesso utilizzate per aumentare le performance sia negli sport professionisti sia in quelli amatoriali. Gli SA sono stati sintetizzati in laboratorio per avere meno effetti sulla sfera sessuale e conservare gli effetti anabolizzanti sui tessuti del testosterone. La differenza fra ormoni androgeni e SA è però in pratica quasi inesistente. Per decenni sono stati somministrati ai bambini inappetenti o che non crescevano nella convinzione di poterne sfruttarne solo gli effetti “buoni” (rafforzamento dello scheletro, aumento dell’appetito e delle masse muscolari) senza avere effetti mascolinizzanti e senza provocare saldatura precoce dell’accrescimento delle ossa lunghe.

L’impiego nello sport iniziò negli anni ’50 da parte dei sollevatori di pesi sovietici e si diffuse in seguito anche in altri sport “di potenza” per incrementare le masse muscolari e la forza muscolare, per prolungare i periodi di allenamento, per migliorare le prestazioni e avere una più forte carica agonistica. Anche i culturisti li impiegano per ottenere uno sviluppo armonico del volume delle masse muscolari compatibile con un aspetto fisico statuario.
Chi fa uso di androgeni e di SA tende a tenere segrete le modalità di assunzione, ha una illimitata e cieca fiducia sulla loro efficacia e non teme di incorrere in effetti tossici gravi.

Gli AS provocano frequentemente mascolinizzazione nelle donne (acne deturpante nel 45% dei casi) e femminilizzazione negli uomini (ginecomastia, 30% circa).
Gli atleti che usano di androgeni e SA programmano i loro schemi di autosomministrazione per massimizzare il più possibile gli effetti e ridurre al minimo la possibilità di essere riscontrati positivi ai controlli antidoping. Lo schema “a piramide” (pyramiding),con il passaggio a dosi sempre più elevate nell’arco di alcune settimane, riducendo in seguito gradualmente la posologia fino alla sospensione in prossimità delle competizioni sportive.
Un altro schema prevede l’impiego contemporaneo di più anabolizzanti ad accumulo (“stacking” o “a catasta”), aumentando il loro numero fino anche a cinque tipi diversi, comprese molecole approvate per solo uso veterinario) e la dose (“stacking the pyramid”) che può essere superiore da 10 a 100 e più volte quella consigliata in terapia.
Gli androgeni hanno effetti virilizzanti negli adolescenti e nelle donne (irsutismo, acne, ipertrofia clitoridea, regressione della linea di attacco dei capelli, modifiche del timbro della voce). La somministrazione di testosterone nel maschio blocca la produzione di ormoni ipofisari con riduzione del volume testicolare del 20% circa, inibizione della formazione di spermatozoi che, in parte, risultano alterati, sterilità e attenuazione del richiamo sessuale.

Inoltre ci può essere femminilizzazione per la trasformazione di alcuni androgeni in estrogeni (ormoni femminili) con tendenza alla ginecomastia, molto pronunciata negli adolescenti. In alcuni sollevatori di peso, ad esempio, sono stati trovati aumenti dei livelli di estradiolo simili a quelli di una donna in fase ovulatoria. L’impiego anabolizzanti può dare ritenzione di liquidi (edema) e produrre danni al fegato con la possibilità che si verifichino complicazioni più gravi come l’epatoma, il cancro del fegato. Anche il tumore di Wilms che è tipico dell’infanzia si riscontra con maggiore frequenza negli adulti che assumono SA.
Dopo l’assunzione di SA si distinguono degli effetti precoci come euforia, aumento dell’autostima, cioè della fiducia in se stessi, dell’energia ed un incremento dell’entusiasmo e della motivazione. Diminuisce la stanchezza, migliora la capacità di sopportazione del dolore e compare insonnia. La libido spesso è aumentata; collera, agitazione e irritabilità sono sempre presenti. Dopo alte dosi si verifica perdita dei freni inibitori e della mancanza di giudizio, con umore instabile e maniacale. Dopo assunzioni per periodi prolungati si sviluppano comportamenti aggressivi aumentano fino a sfociare nella violenza, ostilità, comportamento antisociale. La rabbia da steroidi può portare ad azioni molto pericolose quali tentati suicidi od omicidi.

La convinzione degli atleti che gli anabolizzanti diano vantaggi apprezzabili, li ha portati a non prestare attenzione o a sottovalutare gli avvertimenti e le segnalazioni riguardanti la loro tossicità.
Nonostante l’elevato numero di consumatori di SA, la portata e la gravità delle reazioni avverse non sono state definite accuratamente. Restano molti lati oscuri, specialmente in campo psichiatrico, e per quanto riguarda la tossicità ritardata. L’uso degli SA avviene senza verifica oggettiva della loro efficacia e del rischio tossicologico reale. Come per le sostanze d’abuso, è in atto una insensata sperimentazione di massa senza alcun controllo e senza sapere quale sarà il prezzo in termini di salute per le persone che utilizzano SA. Si tratta di sperimentazioni al buio e non controllate, come quella di Efisio.

Ora Efisio, dopo 2 anni di sospensione dell’assunzione di SA, di riposo e di terapie farmacologiche idonee, sta bene, ma forse non guarirà mai del tutto. Attualmente è alle prese con una fastidiosa parassitosi intestinale. Chissà se i suoi vermi sono stati potenziati dagli anabolizzanti. Per ora non gli è venuto in mente di affrontarli ricorrendo a un preparato veterinario! Ma forse ora ha imparato ad essere più cauto.

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