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Russia, Turchia ed energia: rapporti in evoluzione

aprile 28, 2015 • Mondo, z in evidenza

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Redazione

La Russia e la Turchia si affacciano entrambe sul Mar Nero, e per questo sono sempre state in competizione tra loro. L’Impero Russo e quello Ottomano si sono scontrati 12 volte in 400 anni per il controllo delle coste della Crimea e del Caucaso. Nel 1952 la Turchia entrò nella NATO e, controllando il Bosforo, giocò un ruolo fondamentale nella Guerra Fredda, impedendo ai Sovietici l’accesso al Mediterraneo.

Da circa dieci anni la Turchia sta conducendo una politica regionale indipendente dai dettami degli USA, ed è attenta a non sfidare direttamente la Russia. La Turchia ha bisogno del gas naturale russo, perciò non contrasta apertamente l’egemonia di Mosca sul Caucaso e sul Mar Nero, anche se guarda con apprensione alla nuova assertività russa in Crimea e in Ucraina.

Tuttavia nelle ultime settimane le tensioni tra i governi di Russia e Turchia si sono palesate. Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha criticato pubblicamente la Russia a proposito del trattamento delle minoranze turche in Crimea – i Tatari – e ha definito un atto di “oppressione” la chiusura dell’emittente televisiva di riferimento per questi ultimi. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha risposto ricordando che la Turchia sbaglia a cercare di mantenere i contatti con i Tatari di Crimea attraverso l’Ucraina – invece di farlo attraverso la Russia, riconoscendo la sovranità russa sulla Crimea. Questo scambio tra Mosca e Ankara è avvenuto durante il viaggio in Ucraina di alti funzionari turchi e la visita del Ministro degli esteri polacco ad Ankara. Tra la fine di marzo e l’inizio di aprile alti funzionari turchi hanno anche firmato accordi in Slovacchia, Romania, Moldavia e Lituania, irritando i Russi, tanto più che gli USA stanno cercando di costruire un’alleanza militare di Paesi europei confinanti con la Russia, che includa anche la Turchia.

Mosca peraltro sta dotando la flotta miliare di stanza sul Mar Nero di strumenti modernissimi, all’avanguardia.
Nei rapporti fra Turchia e Russia l’energia gioca un ruolo importante. Metà del gas importato dalla Turchia è acquistato in Russia, a prezzi molto cari: nel 2014 circa 418 dollari per 1000 metri cubi. Tra le priorità della Turchia c’è l’ottenimento di un prezzo molto più conveniente per il gas, e la costruzione di centrali nucleari per produrre energia. La prima centrale nucleare turca dovrebbe costruirla l’impresa statale russa Rosatom nei pressi della città di Akkuyu, nel sud del Paese. Ma il progetto, finanziato dalla Russia, continua a essere rimandato, sembra per ragioni ambientali e finanziarie, e il suo completamento, previsto per il 2019, è slittato al 2022.

Mosca ha iniziato a pianificare un nuovo gasdotto, il Turkish Stream, che attraverserebbe il Mar Nero, raggiungerebbe la Turchia e porterebbe il gas russo fino al confine con la Grecia. Il nuovo gasdotto porterebbe nuovi introiti alla Turchia e migliorerebbe la sicurezza energetica del Paese, dato che al momento il gas importato dalla Russia deve passare attraverso l’instabile Ucraina. Putin ha aggiunto che concederà alla Turchia uno sconto sul gas acquistato dalla Russia nel 2015.
Pare tuttavia che la Russia non sia attualmente in grado di finanziare neanche il Turkish Stream.

La Turchia attende di vedere che sviluppi ci saranno nei rapporti con l’Iran. Se Ankara ricevesse il gas dall’Iran il ruolo della Russia perderebbe d’importanza. Inoltre nel 2018 la Turchia dovrebbe ricevere circa 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno dal giacimento Shah Deniz II, in Azerbaigian.

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