MENU

Non lasceremo indietro nessuno

aprile 9, 2015 • Ipparchia Docet

supposte-assunta1

 

 

di Seila Bernacchi

Avete lavorato come co.co.pro per due anni e mezzo, ovviamente non secondo le regole di un lavoro a progetto ma come un lavoratore dipendente con tutti i doveri di un subordinato ma senza i diritti che gli spettano  – malattia, tredicesima etc.. – ? Conclusa l’esperienza lavorativa pensate di aver diritto di accedere ad una qualche forma di ammortizzatore sociale?

Troppo facile. Per poter accedere all’UnaTantum per i co.co.pro dovete, oltre ad aver lavorato 10 ore al giorno quando il vostro contratto non prevedeva nemmeno l’obbligatorietà di essere fisicamente presente sul luogo di lavoro, avere almeno la sfortuna di non aver lavorato per due mesi nell’anno precedente alla risoluzione del contratto. Sintesi: avete lavorato troppo e quindi non avete bisogno di ammortizzatori, siete sin troppo prestanti per riuscire ad ammortizzarvi da soli.
Avete continuato a lavorare presso la stessa azienda per altri tre mesi di cui uno e mezzo pagato con voucher (quindi avete svolto il solito lavoro di 10 ore al giorno pagate come si paga un cameriere a ore il sabato sera) e uno e mezzo con contratto a tempo determinato e pensate di poter accedere ad un’indennità di disoccupazione anche minima?

Non siete solo prestanti fisicamente siete anche pretenziosi e la pretenziosità è una gran brutta referenza da presentare allo Stato. Potete però utilizzare le matrici del voucher che avete conservato per fare bellissimi modellini di barchette in carta per i vostri nipotini.

Quanto al contratto a termine, il vostro mese e mezzo è roba da svogliati, ci vogliono almeno tredici settimane nell’anno per poter accedere al 75% dello stipendio percepito per un periodo di godimento della disoccupazione che sia il 50% del periodo lavorato che infatti si chiama mini-Aspi. Con le vostre sei settimane dove pensate di andare?
Un attimo però: state per compiere 65 anni di età? Allora potete tre mesi dopo il compimento del vostro sessantacinquesimo anno, far richiesta dell’assegno sociale. E’ poco ma meglio di niente. Come avete detto? avete delle proprietà che vi danno reddito (magari un paio di appartamenti affittati di cui non ricevete l’affitto da diversi mesi)? Allora niente assegno sociale, e che scherziamo?! Siete possidenti e volete lucrare sugli sforzi che lo stato mette in atto per i più deboli.
Però l’operatore di un patronato potrà sempre dirvi con candore e simpatia che basta che vi facciate riassumere da qualcuno, raggiungere le 13 settimane e poi è senz’altro il caso di tornare da loro e fare la richiesta per la mini-Aspi. Del resto con la facilità con cui in Italia si trova lavoro a qualunque età, è praticamente gioco fatto che qualcuno ti assuma quando hai 65 anni e ti manca un anno per andare in pensione.
Quindi avete lavorato per 2 anni e 9 mesi per 10 ore al giorno ma non vi spetta niente. La colpa è vostra: avete lavorato troppo e troppo poco e non vi siete nemmeno presi la briga la domenica di studiare l’Aspi, la mini- Aspi, l’Una tantum, la Naspi che arriverà e i Voucher che trallallà.
Siete incorreggibili e ingrati a Renzi, a Letta, alla Fornero e a chi lavora un anno intero .
Sveglia! L’Italia ha cambiato verso. Non si sa bene dove sta andando ma potete star certi che se chiedete “vengo anch’io?”, sarà Iannaci a rispondervi.

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »