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“Scala Mercalli”, insieme per il Pianeta.

febbraio 25, 2015 • Cultura e Società, z in evidenza

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di Luigi Coppola

  E’ già pronto l’avveniristico Centro Multimediale “Sheikh Zayed” all’interno della sede della FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura. In esclusiva per Caratteri Liberi, l’intervista a Rita Rocca.

Lo speciale studio romano, allestito in Viale Aventino, ospiterà a partire dal prossimo sabato 28 febbraio, la nuova trasmissione di Rai3, “Scala Mercalli” Un programma di Luca Mercalli, Stefano Di Gioacchino, Elisabetta Marino e Mariella Salvi. Con la regia di Claudio Del Signore, sarà il climatologo Luca Mercalli a condurre la prima serata del sabato sera con la divulgazione scientifica. Per un modello di vita sostenibile al nostro Pianeta.

La trasmissione sarà arricchita da documentari spettacolari girati in tutto il mondo. Un pool di documentaristi affiancherà la conduzione del meteorologo della Val di Susa, tra i quali Rita Rocca, inviato speciale e filmaker, che offrirà inedite corrispondenze dal Villaggio Globale. A poche ore dal debutto in uno delle serrate pause caffè, direttamente dal backstage “Scala Mercalli”, la giornalista romana, già operativa per le redazioni di Porta a Porta e Ballarò, ci ha concesso in una diretta telefonica, queste anticipazioni esclusive, rispondendo ad alcune domande:

«Inviato speciale»: due parole che schiudono orizzonti vasti sui modi d’intendere giornalismo e informazione. Cosa evoca questo termine nella sua esperienza – oltre il titolo del popolare rotocalco radiofonico che ben conosce – pochi giorni dopo il passaggio su RaiUno, del film di Marco Turco, dedicato a Oriana Fallaci?

Quella dell’inviato speciale è una grande e bella professione ma comporta una dedizione quasi totale al proprio lavoro. Rispetto al giornalista di redazione, che si sposta solo occasionalmente per seguire un fatto di cronaca, l’inviato trascorre la maggior parte del suo tempo all’estero o sul campo, vive sulla propria pelle gli eventi attimo per attimo. E’ completamente immerso nella realtà che lo circonda e anche quando è difficile, in casi estremi, tenere a freno le proprie emozioni, deve riuscire ad avere sempre una grande lucidità e capacità di analisi per elaborare il più possibile una visione obiettiva e bilanciata della notizia. L’inviato speciale è tale perché ha una visione “speciale” della realtà, egli tesse relazioni, rapporti privilegiati con il territorio e con le persone: è un “osservatore partecipante”. Uso questo termine perché, per me che provengo da una formazione come antropologa culturale, ritengo che sia quanto mai calzante. Come un antropologo sul campo, l’inviato speciale è parte della realtà che lo circonda, la vive pienamente, partecipa delle emozioni a caldo degli eventi che racconta, ma deve avere un forte bagaglio culturale e professionale che gli permetta di non esserne travolto. Gli inviati speciali, come Oriana Fallaci, vivono sulla propria pelle la realtà che raccontano e spesso ne pagano le conseguenze in termini di rinuncia ad una vita privata, ad una relazione affettiva stabile… ad un figlio. Un grande amore per la propria professione e per la vasta e meravigliosa umanità muove gli inviati speciali, una passione tanto forte che supera qualsiasi altro affetto e che è più forte della paura. La loro è una dedizione totale ed è questo che li rende grandi. Sono pochi i giornalisti che possono fregiarsi pienamente di questo titolo e Oriana Fallaci è sicuramente una di loro. Ma prima di lei, c’è un grandissimo inviato al quale tutti noi dovremmo ispirare il nostro modesto lavoro, ed è Tiziano Terzani. Leggere le sue cronache è sempre una scoperta, è un viaggio non solo nel mondo ma nel vasto universo dello spirito. Ecco, in un’altra vita mi piacerebbe poter essere come lui.”

La sua recente esperienza cinematografica nella regia e sceneggiatura del cortometraggio Eu-daymonia ( http://caratteriliberi.eu/2013/10/03/cultura-e-societa/eu-daymonia-la-banca-dati-della-felicita/ ) riconduce ai temi della prima domanda con delle

estensioni inquietanti: il server della felicità che “taglia” i ricordi sporchi.

Il sottotitolo “Stay in the happy net” può indurre lo spettatore ad una lettura epicurea della vita? Incentivare sensi della nostra esistenza valorizzando inclinazioni o passioni spesso recondite o ignorate per gran parte del nostro passaggio terreno?

No, non si tratta di un lettura epicurea della vita. Tutt’altro. Il mio cortometraggio intende sollecitare una riflessione sulla realtà che ci circonda e se vogliamo anche sul mondo dell’informazione. La mia è una visione distopica del futuro. Un futuro che non lascia speranza purtroppo, dove tutto è sotto controllo, anche le nostre stesse coscienze. Il mio voleva essere un “moto” di ribellione al sistema ed è per questo che la mia “eroina” è una ribelle ma anche lei non può sottrarsi al server globale. Il film non offre una via di salvezza e lo stato di inquietudine che comunica vorrebbe gettare un seme per il risveglio delle coscienze. Per sfuggire a “Eu-daymonia”, il server globale, dovremmo mantenere alta la nostra capacità critica, ma riconosco che non è semplice e sopratutto potrebbe essere doloroso. In fondo è più facile lasciarsi andare al server della felicità e addormentare le nostre coscienze.”

Fra pochi giorni la rivedremo in tv in una nuova trasmissione dedicata all’Ambiente. Da qualche giorno Rai3 lancia il promo con un albero stilizzato che ricorda l’Ulivo.

Dopo Giovanni Floris a Ballarò, la vedremo di nuovo nelle vesti in inviato per il programma condotto dal meteorologo Luca Mercalli. Due esperienze diverse, accomunate dall’esplorazione di territori, geografici e umani, tanto diversi dal nostro immaginario quotidiano. Alcune anticipazioni le abbiamo apprezzate, nelle sue recenti corrispondenze dall’Honduras postate in rete. Fra i sui numerosi reportage, c’è un aspetto o un fatto che non potrà mai dimenticare? Quali saranno i temi forti di “Scala Mercalli”?

I temi forti di “Scala Mercalli” saranno le «big questions» del pianeta Terra. Domande che ci riguardano tutti, da Obama al ragazzo che percorre a piedi nudi una strada affollata di Calcutta. Sappiamo ormai da oltre 40 anni quali sono i mali del nostro pianeta, problemi causati prevalentemente dalle attività umane, ma nessuno fino ad oggi si è veramente impegnato nelle soluzioni. L’inquinamento, lo sfruttamento delle risorse energetiche, i cambiamenti climatici, la crisi economica e la finanza globale. La comunità scientifica è ben consapevole che tra gli impatti ambientali e quelli sociali esiste una interconnessione sia su larga scala (pensiamo all’influenza climatica sulle migrazioni di popoli, alla connessione tra le risorse energetiche e le guerre ) sia su piccola scala (le raccolte differenziate fatte da piccoli e grandi comuni, l’agricoltura a kilometro zero, l’uso di lampadine a risparmio energetico). Scala Mercalli vuole rappresentare una sfida culturale che racconti le nuove geografie del mondo, sul piano ambientale e sul piano sociale per porre ai cittadini le grandi domande che ci riguardano tutti cercando di dare risposte. Perché le risposte le stiamo cercando tutti insieme, scienziati, governi e cittadini.

In questo nuovo programma, la Rai torna a produrre dei documentari che racconteranno con grande spettacolarità gli impatti ambientali, gli impatti sociali e le meraviglie del nostro pianeta. Il mio compito è proprio quello di realizzare alcuni di questi documentari. E’ una sfida impegnativa ed affascinante che mi permette di toccare con mano realtà che spesso non si ha la possibilità di sperimentare. Con questo ruolo torno alla mia vocazione di “documentarista” che avevo messo da parte negli ultimi anni per seguire la politica e l’attualità italiana con Ballarò. In Honduras mi sono immersa in una realtà terribile, da girone dantesco: due settimane con i cosiddetti “pepinadores”, gente che vive e lavora nei rifiuti. Non ci sono parole per descrivere ciò che abbiamo visto: solo le immagini del documentario potranno in parte riportare la miseria senza scampo di questa povera gente, la contaminazione e la devastazione dell’ambiente. Ma non voglio anticipare troppo. Nella prima puntata, in onda Sabato 28 febbraio dalle 21.30, il mio documentario “Città invisibili” racconterà in modo pratico come si possa cambiare la realtà che ci circonda. Il movimento del Transition tonws a Londra sta già creando delle alternative all’economia basata sui combustibili fossili, alle multinazionali e alla finanza globale”.

Una sfida sempre avvincente la “conquista” del sabato sera televisivo. Prima di salutarci ci ricordi la buona ragione per scegliere “Scala Mercalli”:

Per concludere, vorrei prendere in prestito una frase di Tiziano Terzani perchè mi sembra più che mai appropriata allo spirito del programma e allo spirito con il quale da sempre porto avanti il mio lavoro. Scriveva Terzani: «La soluzione ai problemi umani non può venire dalla ragione, perché proprio dalla ragione è all’origine di gran parte di quei problemi. La ragione è dietro all’efficienza che sta progressivamente disumanizzando le nostre vite e distruggendo la terra da cui dipendiamo. La ragione è dietro alla violenza con cui crediamo di metter fine alla violenza. La ragione è dietro alle armi che costruiamo e vendiamo in sempre maggiore quantità per poi chiederci come mai ci sono così tante guerre e tanti bambini che vengono uccisi. La ragione è dietro alla cinica crudeltà dell’economia che fa credere ai poveri che un giorno potranno essere ricchi mentre il mondo in verità si sta sempre più spaccando fra chi ha sempre di più e chi ha sempre di meno».

Noi crediamo in questo programma e ce la stiamo mettendo tutta. Speriamo di contribuire nel nostro piccolo a diffondere una nuova cultura ambientale. Sono convinta che il futuro non sarà oscuro ma sarà fantastico. Addio petrolio!”

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