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La conigliera: istruzioni per l’uso

gennaio 25, 2015 • Ipparchia Docet

 

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di Maria Teresa Busca

A Bergoglio piace tanto fingere di parlare liberamente, senza schemi per far parlare di sé. Gli piace parzialmente smentirsi e gli piace riproporsi. In puro stile gesuitico. Una delle ultime trovate è stata quella di dire che i credenti non sono come i conigli, riferendosi alla capacità riproduttiva di questi animali.

Affermazione essenziale quanto evidentemente attesa dai fedeli. Scompiglio giornalistico. Mossa seguente: Angelo Becciu, sostituto della segreteria di stato della Santa Sede, su Avvenire, ha avuto il compito di far notare che: “A vedere i titoli dei giornali, il Santo Padre, con il quale ho parlato ieri, ha sorriso ed è rimasto un pochino sorpreso dal fatto che le sue parole – volutamente semplici – non sono state pienamente contestualizzate rispetto a un passo chiarissimo della Humanae Vitae sulla paternità responsabile”.
Certo, è rimasto un pochino sorpreso e spiazzato dal fatto che nessuno si fosse ricordato che già Paolo VI aveva parlato della conigliera in modo chiarissimo. Fedeli di poca memoria.
Sempre rimanendo nell’ambito riproduttivo, che chissà perché è quello che interessa di più la Chiesa, Bergoglio ha spiegato che il numero perfetto per i figli è tre. E figuriamoci! Tre è il numero magico del monoteismo cristiano e ogni famiglia è giusto che sforni i suoi tre coniglietti.

Senza offesa per chi, non avendo ben compreso le istruzioni per l’uso che il pastore è sempre pronto a spiegare, ne ha scodellati sette e vuole anche l’ottavo. Dov’era il pastore? Ma il pastore non era quello che guardava le pecore? Insomma nella bella fattoria messa su da Bergoglio c’è un attimo di confusione. Sarà colpa delle galline? O dei pavoni?

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