MENU

L’Università di Sassari inaugura il nuovo anno accademico.

gennaio 24, 2015 • Comunicati Stampa

di Luigi Coppola

Siamo qui solo per questo: aiutarvi a costruire il vostro futuro”.

L’impegno forte, rivolto agli studenti presenti in un Aula Magna stracolma, chiude

l’intervento di Massimo Carpinelli. Il neo Magnifico Rettore dell’Università di Sassari si è insediato ufficialmente alla guida dello storico ateneo sardo, inaugurandone il 453° anno accademico lo scorso 20 gennaio.

Una cerimonia solenne improntata alla valorizzazione della ricerca scientifica e al diritto alla libertà dello studio. Assetti fondamentali per la tenuta democratica di una società civile: dibattuti a intervalli alternati nel nostro Paese. Non percepiti nella quotidianità delle sedi istituzionali preposte come priorità cruciali.

Eloquente la reprimenda di Martinelli nell’analisi di una gestione politica nazionale, attenta a normalizzare costi e tagli lineari, piuttosto che incentivare meriti e risorse umane: gli studenti. Si è accompagnata una contrazione spaventosa degli spazi di autonomia. Sotto forma di una burocratizzazione sclerotica e tentacolare. Che mentre da un lato sottrae tempo a ricerca e didattica, dall’altro soccombe continuamente, impedendo di fatto qualsiasi programmazione consapevole.” – ha attaccato Carpinelli. Nel suo puntuale intervento, non ha tralasciato la criticità forte del precariato che insiste nell’organico amministrativo come nel comparto scientifico. Né ha lesinato autocritiche rispetto a una “certa dose di superficialità” presente nella schiera degli accademici. Che non può più permettersi «facili sicurezze».

A ribadire energicamente l’urgenza di riabilitare il principio scientifico come stella polare delle politiche economiche formative del Paese, ha inciso la prolusione dell’ospite d’onore,

Elena Cattaneo. Ordinario all’Università di Milano (docente in “Applicazioni Biotecnologiche in Farmacologia” e “Cellule staminali in biologia e nella medicina rigenerativa”) presso la Facoltà di Scienze Biologiche, Cattaneo dal 2013 è Senatore a vita della Repubblica italiana, nominata dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

 La Senatrice ha pronunciato una prolusione intitolata “Il semplice coraggio di tornare a credere nella scienza, in Italia”. Un approfondimento sul livello d’indagine circa lo studio della “Corea di Huntington”, patologia alla quale il laboratorio da lei diretto ha dedicato vent’anni di lavoro. Caratterizzati dalla decodifica dei meccanismi patogenici, con lo studio di innovative strategie farmacologiche, geniche e cellulari contro la malattia.

Prima della cerimonia, nella sala istituzionale adiacente l’Aula Magna, la Senatrice Cattaneo e il Magnifico Rettore hanno trattenuto i giornalisti intervenuti in una breve audizione.

La Scienza è per tutti. Non è esclusiva dei ricercatori. Se non funziona per i cittadini, funzione peggio per la politica” – ha attaccato la biologa lombarda – sollecitata sull’incidenza della Ricerca in Italia. Ammettendo comportamenti talvolta minati da “narcisismo e arroganza” nella comunità scientifica internazionale («gli scienziati sono persone, la scienza è una parte della società»), la Cattaneo ha definito (anche nel suo intervento in aula) un “deragliamento ciclopico della medicina”, il dibattito, con tutti i contenziosi scaturiti, su alcune “aberrazioni” italiane: da stamina agli o.g.m. sino al metodo Di Bella. “Sembra che sugli argomenti della Scienza, la realtà faccia difficoltà a farsi strada: risulta sempre un Paese in bilico fra competenze e finzioni”.

Citando Obama («dobbiamo essere guidati dai fatti») ha auspicato ogni sforzo possibile per presidiare il dominio della libertà di studiare. Per contrastare il decadimento di alcune professionalità che, per la loro natura, devono essere “deontologicamente blindate”.

Perseguendo questi obiettivi grazie anche ad un gruppo di giovani rettori universitari che la parola credibilità l’hanno bene “attaccata al taschino”. Di fronte alla politica nazionale che ha altre priorità, lo sforzo rivolto agli studenti rimane quello di alzare il livello delle proprie idee.

Il ritorno alla “realtà quotidiana” dei cervelli, giovani e non, precari nell’Università sassarese (circa cento unità), è stato ricordato con toni pacati e decisi dalla dottoressa Maria Giovanna Trivero, referente alla didattica. La rappresentante del personale tecnico-amministrativo in ateneo, ha preceduto la prolusione della Cattaneo restituendo a tutte le professionalità in campo, un corretto riconoscimento alle funzioni delle singole persone. Nomi di colleghi che, insieme, costruiscono ogni giorno un percorso per i figli e per i nuovi cittadini europei che crescono. A tutela di quel ruolo primario dell’Università, «luogo di difesa di tutte le libertà con coesione di intenti e di valori.»

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »