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Eduardo trent’ anni dopo, il genio nelle arti visive

gennaio 17, 2015 • Cultura e Società, z in evidenza

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di Luigi Coppola

Solo il genio consapevole del più grande drammaturgo napoletano del Novecento poteva infondere serenità e distacco ad un quartetto di “discepoli corregionali”.

Per realizzare un memoriale televisivo su un network nazionale (Rai2) a trenta anni dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, in un giorno “sensibile”. Quasi una sfida, una sorta di giocoso sacrilegio, rispetto alla grandezza dell’autore. Così, in quel “venerdì 17” dello scorso ottobre, nel rotocalco mattutino condotto da Marzia Roncacci (Tg2 Insieme) s’incontrano testimonianze dirette (Lina Sastri) e stralci musicali dei classici napoletani (interpretati dalla Posteggia di Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis).

In studio partecipano anche i giornalisti e scrittori: Giancarlo Governi e Italo Moscati.
Quest’ultimo autore del saggio Eduardo De Filippo, pubblicato nella prima versione nel 1998 per i caratteri di Marsilio Editore. La nuova edizione, consentita dall’associazione Centro Studi Veliterno di Velletri (promotrice del premio Eduardo De Filippo), è distribuita in libreria dallo scorso autunno da Ediesse Edizioni. Il sottotitolo, articolato in tre attributi (scavalcamontagne, cattivo, genio consapevole), riepiloga un prezioso lavoro di ricerca dell’autore. Che esplora in una dettagliata indagine l’emisfero più intimo, talvolta inedito del pianeta Eduardiano.

“Era davanti a me, l’aria seria, il volto infossato, sereno, pronto ad aprirsi a un sorriso leggero.”
L’incipit del libro evoca un evento decisivo, non solo professionalmente, per il giovane Moscati: il suo primo incontro esclusivo con Edoardo: siamo nel 1980. – “Guardai nel suo piatto. Un piatto diviso in due: da un lato il tuorlo di un uovo, dall’altro un cucchiaio di miele.
Eduardo, classe 1900, aveva ottant’anni. Parlava dolcemente quando posava il cucchiaio”.

Da questo ricordo nitido e centrale, si snoda un percorso denso di storia, paesaggi e autori che attraversando il Novecento Italiano, riflette Napoli, capitale di un patrimonio culturale universale, bene per l’Umanità. In questo contesto non localistico o provinciale,
Eduardo assume, con le sue doti, ben segnate dal narratore (attento con uguale scrupolo a illuminare i non pochi grigiori in una personalità complessa) un ruolo di pontiere determinante e determinato. Nel costruire una scuola di arte, più che di recitazione, declinata in più forme di espressione. Sono molti e autorevoli i contributi di colleghi, attori e non, che
arricchiscono un quadro variegato. Approfondendo aspetti, apparentemente secondari che completano il volto di Eduardo anche nelle sua discendenza più prossima.
Il rapporto complesso con la famiglia, in particolare con il fratello Peppino, è uno dei temi portanti della vita di Edoardo, affrontato nelle corde intonate da Moscati.
Dalla nascita, nel 1931, del primo sodalizio teatrale che riunisce i tre fratelli (con la sorella Titina), nella compagnia di Teatro Umoristico “I De Filippo”. La compagine andrà avanti sino al 1944. Il capitolo titolato “un album di molte famiglie” è una guida importante nei luoghi meno noti del regista commediografo.
Il libro non è certo l’agiografia Edoardiana. Il “fiasco totale” è ricordato puntualmente in una versione lirica di Napoli Milionaria, proposta al Festival di Spoleto nel 1977: “certi sconfinamenti di territorio sembravano inutili e inopportuni”.

Il cinema (“la grande magia in celluloide”) e la televisione sono gli altri veicoli di espressione Edoardiana. Non sempre in linea con le aspettative dell’autore, probabilmente con un rapporto non sempre paritario nei termini di riconoscimento.
Lo stesso Edoardo non appare campione di generosità rispetto agli attori delle sue compagnie. Confermando distanze e rapporti criptici (il “cattivo”) con i suoi interlocutori quotidiani di ribalta e camerino. I “Cinquant’anni di copioni” sorvolano la produzione vasta della prosa Edoardiana.
Il libro continua un lavoro importante di conservazione e diffusione di memorie indelebili. Il bisogno è sempre prioritario non solo per le giovani generazioni.

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One Response to Eduardo trent’ anni dopo, il genio nelle arti visive

  1. Da non perdere “Sogno di una notte di mezza sbornia” a Fermignano (URBINO)!!

    http://www.statistiche-lotto.it/superstizione-e-lotto-sogno-di-una-notte-di-mezza-sbornia-fermignano

    Il 23 e 24 gennaio 2015, ingresso libero presso il Salone Comunale!!

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