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Nosiglia perde la porpora e indossa la toga

gennaio 11, 2015 • Comunicati Stampa, z in evidenza

 

giudice

di Maria Teresa Busca

Comunicato stampa congiunto della Consulta di Bioetica Onlus Sezione di Torino e Litaliaintesta

Monsignor Nosiglia, persa ormai l’ultima speranza di diventare porporato, si appropria del ruolo di giudice dei giudici. La sentenza della Corte d’Appello di Torino, che conferisce due madri, quella biologica e quella gestazionale, a un bambino, per lui non è ammissibile.

La motivazione del vescovo è tutta giocata sulla retorica da ritornello di una canzone degli anni sessanta: “mamma ce n’è una sola”. Consulta di Bioetica Onlus e Litaliaintesta desiderano plaudire la sentenza dei Giudici di Torino e sottolineare nel contempo, con stupore, come Nosiglia non abbia considerato la mens legis della sentenza: il benessere del bambino nel caso di specie.

Il Monsignore ha preferito rimanere legato tradizionalmente al formalismo degli anni sessanta, pretendendo così di cancellare più di mezzo secolo di crescita scientifica e culturale nell’ambito delle relazioni umane, con il risultato di negare a un bambino il riconoscimento legale dell’amore delle due donne che lo hanno desiderato e che lo cresceranno.

I venti innovativi che spirano da Santa Marta in direzione Vaticano paiono essere ben consapevoli delle vetuste correnti ideologiche che ancora perpetuano nelle segrete stanze di molti alti prelati lasciando privi di credito cardinalizio simili pastori di una civiltà che, per costui e non solo, prevede greggi incomprensibilmente discriminate.

Torino, 10 gennaio 2015

Maria Teresa Busca, membro del Direttivo Nazionale e Coordinatore della Sezione di Torino della Consulta di Bioetica Onlus
Paolo Briziobello, Presidente LITALIAINTESTA

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