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Nel mome di Allah, Terrore vigliacco

gennaio 7, 2015 • Agorà, z in evidenza

 

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di Ennio Remondino*

Charlie Hebdo aveva scelto da tempo di pubblicare le sue vignette contro tutte le intolleranze religiose
Attacco contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo. Uomini incappucciati hanno fatto irruzione nella redazione aprendo il fuoco con dei kalashnikov. Almeno 12 persone uccise, tra cui due agenti di polizia, quattro i feriti gravi. Durante l’attacco le grida, Allah u Akbar, Dio è grande
I fatti sono noti e non serve arrivare per ultimi. Ma forse aiuta lo sforzo nel cercare di capire. La sintesi della tragedia. Nell’attacco sono rimasti uccisi il direttore e vignettista Charb (Stephane Charbonnier), e altri tre noti vignettisti Cabu, Georges Wolinski, molto famoso anche in Italia, e il suo collega Tignous. Oltre le grida di ‘Allah u Akbar’, avrebbero gridato, ‘vendicheremo il Profeta’ (Maometto, ndr), e avrebbero rivendicato di essere di al Qaida. Il settimanale, già in passato era stato nel mirino dei fondamentalisti islamici per vignette su Maometto. Irriverente con tutto o tutti.

Charlie Hebdo era un settimanale assolutamente provocatorio e non sempre condivisibile. Satira carogna, dicevano loro stessi. ‘Bete e méchan’, bestiale e cattivo, iconoclasta, per disturbare l’opinione pubblica perbenista, ma non soltanto loro, abbiamo visto. Il nome Charlie viene scelto quando il giornale appare come versione francese dell’italiano Linus e come quest’ultimo prende il nome da un personaggio dei Peanuts, Charlie Brown. Nel ’92 assume l’attuale identità. Giornale espressione di una sinistra culturale. Tuttavia vi si trovano opinioni e posizioni diverse e contrapposte.

Nel 2006 CB pubblicò le famose vignette di satira su Maometto e i costumi musulmani che erano uscite sul settimanale danese Jyllands-Posten provocando manifestazioni di protesta in tutto il mondo islamico. Disegnatori e giornalisti danesi vennero minacciati ripetutamente. Charlie Hebdo scelse di pubblicare le vignette contro tutte le intolleranze religiose. La pubblicazione provocò proteste nella comunità musulmana francese. Da allora il giornale è stato bersaglio di polemica da parte degli esponenti musulmani. Da allora c’è un presidio di polizia davanti alla sede del giornale.
Ora la follia dei cosiddetti ‘Lupi solitari’, sciacalli e vigliacchi per colpire nel mucchio. Prima, in Francia, fu soltanto l’Oas anti indipendenza algerina nel 1961. Ma oggi si pone in maniera tragica un problema già noto alle forze di sicurezza. Il rischio “lupi solitari”. Dopo Parigi, allarme anche in Italia. Il pericolo riguarda ormai la capacità di attacco di lupi solitari e di piccoli gruppi. Situazione incontrollabile soprattutto se certo estremismo cresce all’interno del Paese stesso. Integralismo che forse imporrebbe di rivedere antichi sostegni petroliferi a stantii e folli regimi dispotici medioevali.

 

*fonte: remocontro.it

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