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immigrazione in cifre

novembre 9, 2014 • Articoli, Politica, z in evidenza

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Secondo le stime dell’ADUC di Firenze, gli immigrati regolari presenti in modo regolare sul territorio italiano all’inizio del 2014 sono 5.364.000: la stima è del Dossier statistico immigrazione.

Una cifra più alta rispetto alle rilevazioni ufficiali sugli stranieri residenti (4.922.085). La presenza straniera, secondo il rapporto, è diminuita nel nord mentre è aumentata al centro e al sud. In crescita le acquisizioni di cittadinanza: da 65mila (2012) a più di centomila (2013).

In calo i permessi di soggiorno scaduti e non rinnovati (145.670 nel 2013).  Le donne sono il 52,7% del totale degli stranieri regolari, i minori oltre 1 milione e 802.785 gli iscritti a scuola nell’anno scolastico 2013-2014 (il 9,0% di tutti gli iscritti, ma ben il 20% a Piacenza e a Prato).

L’incidenza dei residenti stranieri sulla popolazione totale ha raggiunto l’8,1% e in 27 province supera il 10%, con punte massime in alcuni piccoli comuni, tra i quali spicca Baranzate in provincia di Milano (31%). Il Dossier – curato dal centro studi Idos per conto dell’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio – sottolinea che rispetto al periodo pre-crisi, i flussi d’ingresso di nuovi lavoratori sono molto diminuiti: nel 2013 i visti rilasciati per soggiorni superiori a 90 giorni sono stati 169.055, di cui solo 25.683 per lavoro subordinato e 1.810 per lavoro autonomo.

Attualmente a far crescere la popolazione immigrata sono soprattutto gli ingressi per ricongiungimento familiare (76.164) e le nuove nascite (77.705 a fronte di 5.870 decessi). Il dossier registra poi un calo delle persone non autorizzate all’ingresso nel nostro Paese che sono state intercettate alle frontiere italiane (7.713), degli stranieri rimpatriati (8.769) e di quelli intimati di espulsione ma che non hanno ottemperato (13.529), per un totale di circa 30 mila individui, in costante diminuzione dal 2006.

Un ruolo positivo viene svolto dagli immigrati sul piano previdenziale, grazie alla loro più giovane età (in media 31,1 anni contro i 44,2 degli italiani), che ne fa dei fruitori marginali del sistema pensionistico.

Nel 2012 sono stati versati circa 8,9 miliardi di euro di contributi da lavoratori stranieri e in futuro, secondo le stime di Idos, l’incidenza degli stranieri tra quanti raggiungeranno l’età pensionabile sarà del 2,6% nel 2016, del 4,3% nel 2020 e del 6,0% nel 2025, quando tra i residenti stranieri i pensionati saranno all’incirca 1 ogni 25 (oggi tra gli italiani sono 1 ogni 3).

In questa edizione del Dossier un’attenzione specifica è stata dedicata alla rilevazione di situazioni di discriminazione degli immigrati. I casi segnalati all’Unar nel 2013 sono stati 1.142, dei quali 784 su base etnico-razziale.  

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