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L’ Arabia Saudita e il suo ruolo nel conflitto mediorientale

novembre 5, 2014 • Medio Oriente

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Per l’Arabia Saudita l’Iran è un gran paese non arabo, situato all’estremità sudorientale del Medio Oriente, che vuole esercitare il suo potere sul mondo arabo attraverso la manipolazione e lo sfruttamento delle comunità sciite della regione e di altre minoranze sue alleate.

Il suo scopo principale sarebbe impossessarsi delle risorse petrolifere del mondo arabo, incluse quelle dei Sauditi. I Sauditi sono in gran parte salafiti (branca particolarmente settaria del sunnismo), e questo non fa che accrescere i loro sospetti nei confronti delle intenzioni iraniane e degli sciiti in generale, perché li vedono come scismatici che danneggiano l’Islam.

L’Arabia Saudita sperava che la guerra civile siriana avrebbe sferrato un duro colpo all’influenza iraniana nella regione. Per questo ha finanziato e sostenuto vari gruppi di insorti; ma il conflitto non ha fatto che creare nuovi problemi a Riyadh. Altrettanto sbagliato era aspettarsi che l’emergere dello Stato Islamico avrebbe indebolito l’influenza dell’Iran in Iraq e in Medio Oriente.                                                              

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Al contrario, il gruppo è diventato un pericolo per i Sauditi − che hanno già dovuto fare i conti con l’influenza di al Qaeda sul fronte interno e regionale − anche se in tutte le zone conquistate dall’ISIS nelle scuole vengono imposti libri di testo uguali a quelli in uso nelle scuole saudite, testi che propagano una forma estremamente conservatrice di islam, soprattutto in campo sociale.

Mentre i Sauditi erano impegnati a combattere la shi’a, i Fratelli Musulmani e – ora − lo Stato Islamico, ci sono stati importanti sviluppi in Yemen, al confine meridionale dell’Arabia Saudita. A metà settembre il movimento al Houthi, sostenuto dall’Iran, ha preso la capitale Sanaa e continua ad avanzare.

Gli avvenimenti in Yemen, paese che per decenni è stato fedele a Riyadh, hanno colto di sorpresa i Sauditi, che hanno ormai perso influenza sulle tribù yemenite, dopo che la vecchia élite al potere a Sanaa si è frammentata, portando alla caduta l’ex presidente yemenita Ali Abdullah Saleh.

I Sauditi pensano che, proprio mentre stavano negoziando con gli Iraniani sulla sicurezza della regione, Teheran faceva il doppio gioco e sosteneva nascostamente al Houthis, e ora esercita la propria influenza su Sanaa, alle porte di casa. I Sauditi hanno ora interrotto esplicitamente tutte le trattative in corso con l’Iran sulla situazione del Medio Oriente. 

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