MENU

Mister B, assolto dai giudici ma non dalla storia

ottobre 23, 2014 • Politica, z in evidenza

 

berlusconi-candidato-europee-ungheria

Specchio di un sistema che all’ombra delle “serate eleganti” anziché governare la Nazione ha portato a una delle più gravi crisi morali del dopoguerra.

 

di Renzo Balmelli

 TEOREMI. In qualsiasi altro paese sarebbe da tempo in pensione. L’Italia invece, per oscuri motivi, continua a girare attorno all’ex Cavaliere che non si fa certo pregare e si diverte a disseminare astrusi teoremi per ridare smalto a un impero politico e mediatico ormai declinante. Eppure ciò che resta della sua eredità è il quadro di diffuso squallore uscito dagli atti del processo Ruby, specchio di un sistema un po’ gaglioffo che all’ombra delle “serate eleganti” anziché governare la Nazione ha portato a una delle più gravi crisi morali del dopoguerra. E chi ne ha la maggiore responsabilità sarà pure stato assolto dal giudici, ma certo non dalla storia.

 

MURI. Che la Lega e il Front National, passando dai nazionalismi più radicali, uniscano le loro forze per alzare muri xenofobi nel cuore dell’Europa è un triste spettacolo, ma non una sorpresa. Solo un serio programma nel campo della socialità e dell’ accoglienza potrà validamente contrastare la malsana tendenza di fare voti sulla pelle degli esclusi del mondo. Ma se a farsi contagiare sono leader di ben altra levatura, come il premier conservatore Cameron che per non perdere consensi cavalca la piazza con slogan di basso conio, la minaccia si fa ancora più grave. La temibile internazionale degli euroscettici può farci sprofondare nella notte dei tempi.

 

SCIOPERI. Se la Germania starnuta, aumentano le probabilità che tutti prendano il raffreddore. Adesso sarebbe un gioco da ragazzi fare della facile ironia sulla maestrina d’Europa che ha vissuto giorni da incubo, senza treni e senza aerei. Come si usa dire a nord del Reno con la solita aria di sufficienza quando le cose non vanno per il verso giusto, la Repubblica federale pareva l’Italia. Invece c’è poco da ridere. Negli scioperi dei ferrovieri e della Lufthansa si intravvedono le avvisaglie di un malessere sociale che può dilagare, accrescere l’insofferenza della gente e rendere più oscuro il cielo sopra Berlino, la qualcosa, come l’ esperienza insegna, non è mai un buon viatico.

 

PAURA. “Amore criminale” è un programma di Rai3 a cui è associata una Campagna di denuncia contro la violenza sulle donne. Da nord a sud e in ogni contesto sociale e culturale, finora sono state raccontate oltre duecento storie nel corso della trasmissione. Ma per quanto significativo, si tratta pur sempre di un numero esiguo rispetto ai 14 milioni di donne che in Italia, in base ai dati Istat, subiscono una qualche forma di abuso fisico, sessuale o psicologico , ma non trovano il coraggio di testimoniare la loro esperienza. Un fenomeno enorme, preoccupante, eppure poco denunciato dalle vittime, incatenate dalla paura che mortifica la loro volontà.

 

MITO. Da sempre le immagini hanno costituito un linguaggio efficace ed incisivo. Un vero maestro in questo campo è stato il famoso fotografo svizzero René Burri, scomparso in questi giorni a 81 anni. Nei ribollenti anni sessanta si deve anche un sua celebre intuizione se Che Guevara, ritratto mentre riflette con un sigaro alla bocca, divenne un mito che resiste tuttora all’usura del tempo. Oltre a questa opera, l’artista elvetico è stato uno dei più grandi fotografi della scuderia Magnum e il suo archivio di 30 mila scatti, donato al museo dell’Eliseo di Losanna, è la testimonianza di un’epoca nelle sue varie forme che ne rende più facile e duratura la comprensione.

fonte: l’avvenire dei lavoratori

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »