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Ricerca scientifica e vivere sociale

ottobre 4, 2014 • Bioetica, z in evidenza

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di Maurizio Mori

L’opinione comune sembra avere idee poco chiare circa la sperimentazione scientifica, soprattutto in ambito bio-medico. A volte è vista come un’attività riservata a pochissimi eletti che la eserciterebbero in un apposito recinto che li porta al di fuori della vita quotidiana.

Altre volte è dipinta come una eccessiva o anche brutale forzatura della natura fatta solamente per ragioni di profitto e per questo sostenuta dalle grandi multinazionali. Altre volte ancora è una sorta di bacchetta magica alla quale ci si appella per risolvere tutti i problemi. In Italia soprattutto la sperimentazione scientifica non gode né di buona salute né di un buon nome, e per lo più è marginalizzata.

A dispetto di questa trista situazione si deve prendere atto che la ricerca scientifica è la chiave di volta del nostro vivere sociale. La scienza ci ha creato una sorta di “mondo artificiale” il cui equilibrio può essere mantenuto solo attraverso la sperimentazione scientifica. Infatti, è grazie alla sperimentazione che diventa possibile controllare gli eventuali fattori negativi che continuamente tendono a rompere l’equilibrio richiesto da una soddisfacente vita sociale.

Troppo spesso dimentichiamo che malattie (vecchie e nuove) sono sempre in agguato, e che solo attraverso la ricerca scientifica è possibile trovare il modo di contenerle. Basterebbe questo dato per avvalorare l’idea che la sperimentazione è pratica di tutti coloro che sono impegnati in ruoli afferenti alla scienza, e non limitata a pochi.

Ciascun operatore dovrebbe essere impegnato a prestare la massima attenzione per scongiurare terribili epidemie o altri disastri che la natura spesso matrigna è pronta a infliggere. A volte grandi avanzamenti hanno avuto origine da osservazioni attente e poi scrupolosamente vagliate: in questo non ci si deve abbandonare né all’improvvisazione né al desiderio di arrivare subito all’obiettivo, ma seguire con cura quanto richiesto dal metodo scientifico.

È vero che l’atteggiamento scientifico comporta una disciplina interiore e umana che non è sempre facile, ma è necessario che nella nostra società si diffonda. In questa prospettiva si è pensato di organizzare a Torino un Convegno di alta divulgazione teso a affrontare i principali problemi riguardante la sperimentazione bio-medica, rivolgendo particolare attenzione a quelli morali che sono spesso oggetto di maggiore controversia. In una giornata di studio non si risolvono i problemi, ma si vuole dare l’avvio a un discorso di attenzione al tema.

C’è bisogno di un’opera di alfabetizzazione e il Convegno dell’11 ottobre vuole dare un primo passo in questa direzione.

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