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In Sardegna pulsa il cuore del Faber

ottobre 2, 2014 • Cinema e Dintorni, z in evidenza

 

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di Luigi Coppola

A pochi giorni dal debutto a Porto Torres, in anteprima Andrea Scanzi ci anticipa “Le cattive strade”, lo spettacolo teatrale dedicato alla vita di De Andrè.

 …Era uno straordinario organizzatore del lavoro altrui – Senza coloro che l’hanno accompagnato, non sarebbe stato ciò che è stato…”

Musica, parole, documenti audio e videoperripercorrere in novanta minutila carriera di Fabrizio De André. Si intitola “Le cattive strade” lo spettacolo scritto e interpretato da Giulio Casale e Andrea Scanzi. La coppia di autori sbarcherà in prima assoluta in Sardegna con due spettacoli in programma:

venerdì 10 ottobre al teatro Parodi di Porto Torres e sabato 11 al Teatro delle Saline di Cagliari. Giornalista, scrittore e autore teatrale Andrea Scanzi ripercorre il percorso artistico del cantautore genovese scomparso quindici anni fa. Alla sua narrazione si alternano le interpretazioni del cantattore Giulio Casale, capace d’interpretare con rispetto e originalità il repertorio di De André.

 In una pausa di lavoro, appena reduce dall’ultima “Piazza Pulita”, tramutatosi quasi in un “Sangue e arena” per i toni accalorati sulle ultime riforme renziane, il cronista del Fatto Quotidiano, ci ha risposto, in una esclusiva per Caratteri Liberi, ad alcune domande:

Sul legame forte fra De Andrè e la Sardegna, “Le cattive strade” cosa aggiunge o rinnova in questo territorio martoriato da una crisi sociale e occupazionale che appare ogni giorno quasi irreversibile?

Nel caso specifico del territorio non ne so abbastanza per rispondere. Io racconto semplicemente De Andrè. E’ chiaro che c’è la Sardegna nello spettacolo: un parallelismo tra il popolo Sardo e quegli indiani metropolitani che Fabrizio canta in “Coda di lupo”.

 Un brano bellissimo incluso nell’album Rimini del 1978. Nella disamina del fallimento della rivolta sessantottina, c’è assonanza fra quegli autonomisti delusi e gli stessi Sardi, accomunati ai primi, dai tanti nemici venuti da fuori a sistemare le cose.

 In quel disco (scritto con MassimoBubola, dove alla batteria siede un giovane Tullio De Piscopo -ndr) lui descrive una lingua nuova. Da allora in tutti gli album che seguiranno ci sarà sempre la Sardegna. Basta ricordare “HotelSupramonte” del 1981 che testimonia con la sua poesia l’esperienza del rapimento subito ad opera dell’anonima sequestri. Nello spettacolo emerge la Sardegna, l’idea di un Popolo: della “sua Sardegna.”

Il teatro, ultimo avamposto del giornalismo italiano? Ovvero a Porto Torres e Cagliari va in scena l’attore Scanzi?

 “Scanzi è quello di sempre con lo stesso volto, non ne ha tanti. Magari è uno che si arrabbia anche troppo con i politici (il riferimento è alle partecipazioni televisive nei talk della sera precedente a La7: “8 e mezzo” e “Piazza Pulita” ndr), ma dal palco di un teatro, narratore e affabulatore, diventa la persona più felice di questo mondo.”

Restando in platea, la desertificazione culturale, che accomuna buona parte del teatro italiano, inteso nell’accezione classica come la prosa di una compagnia di attori sul palco e gran parte dell’informazione italiana avvitata da editori impuri; può favorire la produzione di spettacoli “diversi” come quello che lei propone insieme a Giulio Casale?

 “Credo che questo Paese sia oppresso dal potere politico, ma anche da una maggioranza di popolo che non mi sembra molto sensibile alla realtà.

Posso però dirtle che ho fatto 125 repliche con “Gaber se fosse Gaber”, 45 repliche de “Le cattive strade” e altrettante ne ho in programma nell’anno. 

Giro tutta l’Italia con questo mio spettacolo: in ogni città, in ogni paese, trovo un piccolo avamposto, una nicchia di poesia, una minoranza consistente.

 Lo vedo negli occhi degli spettatori: l’empatia che si produce, l’emozione che cresce. Facendo questo teatro mi accorgo che questo Paese è ricco di tante minoranze bisognose di cibo culturale.

 Siamo molto emozionati per questa prima assoluta in Sardegna. Siamo anche curiosi di come reagirà questo pubblico così unito a De Andrè.

Anche per questo arriverò a giorni in Sardegna, il prossimo 4 ottobre e ci rimarrò l’intera settimana sino allo spetttacolo di Cagliari. Sabato e domenica saremo a Cagliari e Sassari per la festa del Fatto Quotidiano con Marco Travaglio e Antonio Padellaro. Poi vorrò gustarmi in pieno questa terra con alcuni amici che ho, sino al giorno del debutto a Porto Torres.”

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