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Il dramma dei Curdi nel Rojava

ottobre 1, 2014 • Mondo, z in evidenza

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di Dario Cataldo

Nell’immagine vedete la mappa del Kurdistan siriano o Kurdistan occidentale, che i Curdi chiamano Rojava. Il Kurdistan National Congress (KNC) lo scorso 17 settembre ha rilasciato una dichiarazione che abbiamo tradotto (qui di seguito).

Il KNC negli ultimi giorni ha organizzato a Bruxelles eventi e manifestazioni in occasione della settimana della cultura curda a Bruxelles, sperando di farsi ascoltare dalle istituzioni europee. 

Il KNC accusa apertamente la Turchia di armare l’ISIS, di fare il doppio gioco. L’accusa è grave, per questo è bene prenderla in considerazione, sondarne la veridicità. La Turchia fa parte dalla NATO, insieme a noi Europei, oltre che insieme agli USA.

Fermate gli attacchi dell’ISIS a Kobane. Fermate i rifornimenti della Turchia all’ISIS. Solidarietà al Kurdistan Occidentale (Rojava).

Il Medio Oriente si è ormai trasformato in una polveriera. I metodi barbarici dell’ISIS terrorizzano l’intera regione. A parte gli attacchi contro le regioni curde nell’Iraq settentrionale, dove l’ISIS massacra abitualmente Curdi (specialmente gli Yazidi), Cristiani, Turcomanni – Mosul e Tikrit sono già state catturate -, da settembre l’ISIS ha ripreso ad attaccare Kobane, nel Nord della Siria, con metodi brutali.

La regione era già finita nel mirino degli estremisti la scorsa estate: in data 18 settembre 2014, a causa degli attacchi le persone erano state costrette alla fuga e ventun villagi erano stati evacuati. Se ora anche Kobane cadrà nelle mani dell’ISIS, assisteremo a nuovi massacri con migliaia di morti e un enorme flusso di rifugiati.

Rojava: un modello di democrazia in Medio Oriente

Kobane è uno dei tre cantoni del Rojava (Kurdistan occidentale e settentrionale). Nel novembre 2013 la regione ha dichiarato la propria autonomia varando una costituzione democratica che prevede la partecipazione di tutti i gruppi etnici e religiosi.

La creazione di strutture democratiche di autogoverno nel Rojava rappresenta un’alternativa democratica per l’intero Medio Oriente, un modo per sorpassare le strutture nazionaliste, religiose, fondamentaliste, patriarcali e capitaliste. Per difendere questa conquista, le forze di difesa dei cantoni a Rojava hanno formato un’alleanza, la Burkan El Firat, con alcune unità di combattimento dell’Esercito Libero Siriano con lo scopo di combattere l’ISIS a Kobane.

La Turchia appoggia l’ISIS

Il modello democratico di Rojava è una spina nel fianco non solo per gruppi terroristici come Al Qaeda, Jubaht al Nusra e lo Stato Islamico, ma anche altre forze regionali e internazionali. Numerose notizie confermano che la Turchia invia su rotaia equipaggiamenti militari all’ISIS attraverso il confine con la Siria.

Non è la prima volta che la Turchia appoggia i terroristi dell’ISIS contro il Rojava. Il sostegno del governo (turco) guidato dall’ AKP, che ha aumentato la presenza militare sul confine con Kobane, è alla luce del sole. Al contrario di quanto avvenuto per gli attacchi dello Stato Islamico in Iraq e nel Kurdistan meridionale, iniziati lo scorso agosto, che furono prontamente condannati, gli attacchi in Rojava sono passati sotto totale silenzio.

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