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Sull’indipendenza della Scozia

settembre 16, 2014 • Mondo, z in evidenza

arton21599

 

I sondaggi per la prima volta indicano che al referendum del prossimo 18 settembre gli Scozzesi potrebbero votare per l’indipendenza dalla Gran Bretagna. C’è concretamente la possibilità che, dopo oltre 300 anni, venga abolita l’unione politica fra Scozia e Inghilterra, con enormi implicazioni in patria, ma anche sul sistema internazionale. 

Restano sul tappeto numerose questioni: come organizzare l’eventuale divorzio? Come dividere il patrimonio pubblico? La Scozia continuerà a far parte della NATO? E dell’UE? Quale moneta utilizzerà? Uno dei princìpi cardine dell’architettura internazionale postbellica è stato l’inviolabilità dei confini europei.

Poichè per secoli le dispute sui confini sono stati motivo di guerra, dopo la Seconda Guerra Mondiale i confini furono semplicemente “congelati”. Alcuni gruppi etnici si ritrovarono allora sul lato “sbagliato” del confine, ma fu considerato il giusto prezzo da pagare per avere la pace. Dopo la fine della guerra fredda questo principio ha iniziato a traballare. 

La disintegrazione dell’URSS ha dato origine a una serie di stati indipendenti, che però corrispondevano grosso modo alle ex repubbliche sovietiche. Ci fu anche il “divorzio di velluto” fra Repubblica Ceca e Slovacchia, però in un paese giovane, nato solo all’indomani della Prima Guerra Mondiale.

La separazione del Kosovo dalla Serbia fu più violenta, però, si disse, poteva essere giustificata come misura di protezione della minoranza albanese. Si è sempre trattato di casi che avevano un ‘però’…. Il caso scozzese non permette nessun però: se si mette in discussione un’unione politica di così vecchia data, tutto può essere rimesso in discussione. Gli Scozzesi sostengono di essere una nazione separata, e che ogni nazione ha diritto a un proprio stato: ergo ogni nazione può scegliere liberamente di non essere più parte di un’unione. Non si tratta di certo dell’unico caso in Europa.

La Catalogna in Spagna è sede di un importante movimento separatista. Se la Scozia ha il diritto di separarsi dalla Gran Bretagna, perché dovrebbe essere negato lo stesso diritto alla Catalogna? E come considerare i diritti di un popolo che lotta per la secessione dallo stato centrale, che vuole impedirglielo, come ora i Russi in Ucraina?

Si tratta di una rivendicazione legittima o eversiva? Dopo la prima guerra mondiale il trattato del Trianon assegnò porzioni dell’ex Ungheria alla Romania e all’allora Cecoslovacchia. Perché gli Ungheresi non dovrebbero ora chiedere di ritornare nelle braccia della madrepatria? E perché Valloni e Fiamminghi dovrebbero continuare a vivere insieme in Belgio? Il fenomeno si estende anche oltre l’Europa, in India, Cina, Africa e così via. Nessun confine potrebbe più essere legittimo e inviolabile.

La separazione della Scozia dalla Gran Bretagna in Europa potrebbe diventare un precedente importantissimo e ispirare movimenti separatisti in tutto il mondo. Se questo non rischia di sfociare nella violenza in Europa, potrebbe invece generare conflitti laddove il diritto all’autodeterminazione non è contemplato dallo stato centrale.

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