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La chimica a Porto Torres. Verde oltre la speranza

settembre 3, 2014 • Economia, z in evidenza

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di Luigi Coppola

Catia Bastioli conferma in esclusiva per CaratteriLiberi le nuove produzioni ad alto contenuto biotecnologico.

 La Sardegna langue. L’emorragia sul fronte occupazionale procede con una progressione inarrestabile. Di questi giorni l’ultimo annuncio shock dal versante americano con la definitiva chiusura del sito Alcoa a Portovesme, dopo una serie di agonizzanti e costose proroghe: interventi palliativi di Governo centrale e enti locali.

Un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore lo scorso 22 agosto di Barbara Ganz,(http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-08-22/per-marghera-tavolo-roma-063759.shtml?uuid=ABn6JNmB) rilancia la vertenza ENI con le parti sociali su Marghera circa le dismissioni di alcune filiere della chimica tradizionale (impianto per il cracking). La questione riflette lo stretto legame con la pluri decennale parabola consumatasi a Porto Torres e con il nuovo percorso di conversione industriale, avviato a metà giugno con l’inaugurazione di Matrica (http://caratteriliberi.eu/2014/06/18/scienza-e-ambiente/parte-matrica-porto-torres-futuro-gia-presente/).  All’amministratore della joint venture gruppo ENI, Catia Bastioli (chiamata la scorsa primavera dal Premier Renzi alla presidenza di Terna), abbiamo rivolto alcuni quesiti:

 

Nella recente inaugurazione del primo impianto Matrica lo scorso 16 giugno a Porto Torres, ha definito “strategico”, il contributo delle parti sociali del territorio a realizzare la sfida delle nuove bio produzioni. Con uno speciale riferimento ai potenziali fornitori locali delle materie prime (i coltivatori del cardo), decisivi, nella localizzazione del ciclo produttivo. Nel suo recente ritorno, nei primi giorni di agosto, ha ribadito il concetto, constatando insieme all’amministrazione comunale i percorsi avviati nelle coltivazioni sperimentali. Allo stato dell’arte può confermarci l’avvio delle nuove linee di lavorazione previste per ottobre? Ha dei ritorni incoraggianti circa le risposte del territorio?

 Confermo che siamo impegnati nelle operazioni di avviamento dei nostri primi impianti e che ad ottobre dovremmo incominciare a fare entrare sul mercato prodotti che daranno un contributo nel diminuire ulteriormente l’impatto ambientale di bioplastiche, che permetteranno di sviluppare filiere di biolubrificanti biodegradabili in acqua e in suolo, bioplastificanti in grado di sostituire gli ftalati, oli estensori bio per gomme a bassa resistenza al rotolamento, bioerbicidi etc.

 Anche i risultati che stiamo ottenendo sulla coltivazione di cardo sono quest’anno molto incoraggianti per produzione di seme e di biomassa, per i passi avanti sui protocolli di coltivazione e sulle attrezzature progettate ad hoc per la trebbiatura . Abbiamo inoltre una esperienza di tre anni di ciclo produttivo da condividere con il mondo agricolo che ci permettono di iniziare a ragionare su possibili accordi di produzione più solidi.

 Stiamo rafforzando le collaborazioni sul territorio con accordi con centri di ricerca ed Università per studiare tutte le soluzioni che possano massimizzare le ricadute delle sperimentazioni in atto quali lo sfruttamento delle proteine del cardo come integrazione dell’alimentazione animale e stiamo anche lavorando con il territorio per capire il potenziale di altre colture e di scarti presenti localmente. Abbiamo attivato borse di studio che si stanno trasformando in lavoro a tempo determinato, il centro di ricerche Matrìca sta lavorando a pieno ritmo.”

Gli addetti, impiegati nell’indotto Matrica, (in buona parte con contratti a tempo determinato nei vari cantieri collegati) costituiscono al momento un tampone non sufficiente alla domanda di lavoro e sviluppo del territorio. Dove è necessario insistere, secondo lei, affinché Porto Torres e la Sardegna tutta, possano divenire in tempi ragionevoli un polo attrattivo di investimenti con un conseguente sviluppo sostenibile ?

 Come ho avuto più volte occasione di dire la trasformazione di risultati di ricerca in attività produttive prende moltissimi anni: se quindi non si semina nei tempi dovuti è poi difficile raccogliere qualcosa tanto più in questa fase in cui è in atto un cambio di modello di sviluppo.

In questo caso il fatto di essere stati attivi per più di 20 anni in progetti di innovazione nelle bioplastiche e nelle materie prime rinnovabili ci ha permesso di disporre di tecnologie scalabili da subito. Inoltre le competenze di Versalis (Eni) sul territorio hanno permesso di costruirli in meno di 22 mesi impianti industriali primi al mondo di tecnologia complessa come sa chi ha partecipato alla inaugurazione del primo impianto il 16 giugno scorso. Per avere un effetto sul territorio l’innovazione deve però poter diventare un ingrediente della cultura locale e i nuovi standard più elevati per l’ambiente devono trovare una loro implementazione a livello istituzionale.

Per fare questo occorre un progetto condiviso con partners che siano in grado di condividere gli obiettivi comuni da realizzare insieme, all’insegna della sostenibilità e dell’innovatività di quanto si va a realizzare. Purtroppo un cambiamento di sistema richiede grandi sforzi come tutte le costruzioni e il tifo calcistico per il si o per il no è quanto di meno costruttivo e di più inutile si possa fare (anche se è decisamente la cosa più facile da fare). Da parte nostra faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per rendere il progetto più aperto possibile e per raccogliere i suggerimenti di chi con onestà intellettuale e buona volontà vorrà dare il suo contributo, l’importante è che ci sia la consapevolezza che per estendere le ricadute non possiamo essere lasciati soli.”

 Sul tema dello sviluppo sostenibile insiste la questione madre delle bonifiche. Al taglio del nastro inaugurale di Matrica, bagnato da una bene augurante pioggia, ha partecipato, in rappresentanza del Governo, il ministro dell’ambiente Galletti. Che ha impegnato inedite sinergie fra sviluppo industriale e sostenibilità ambientale con un coinvolgimento diretto del territorio.

Gli oltre 550 milioni di euro annunciati a più riprese da ENI per le bonifiche, sono recepiti dalla comunità locale con più di una perplessità. Diffidenze giustificate peraltro dall’erosione dei due miliardi e mezzo di euro nell’ultimo trentennio del polo chimico turritano (come ricordato all’inaugurazione dall’a.d. Versalis, Daniele Ferrari), con quel che rimane sul versante occupazionale.

Dal convergere degli accordi interministeriali riguardanti i protocolli nazionali per le stesse bonifiche e l’evoluzione dei progetti collegati alla chimica verde, nello scenario dei mercati internazionali, che prospettiva immagina per Porto Torres, la Sardegna e l’Italia tutta, luoghi dove sviluppo e sostenibilità non possono essere più disattesi?

 Qui parlo non solo come AD di Matrìca ma anche come AD di Novamont che ha fortemente voluto Matrìca. Il progetto ha senso solo se sarà in grado di dare un esempio compiuto di Bioraffineria integrata di terza generazione completamente implementata mettendo al centro l’ambiente e la qualità della vita del territorio .

Ho recentemente riletto un articolo del Sole 24ore di Raul Gardini dell’’89 sulle bonifiche. 25 anni fa Gardini riteneva il tema delle bonifiche cruciale e da affrontare con un piano strategico a livello italiano ed europeo perché altrimenti la frattura fra ambiente ed industria sarebbe stata incolmabile.. Il dato di fatto è che per 25 anni non è stato fatto nulla per risolvere l’enorme problema. Ora a Porto Torres credo che si sia avviato un processo positivo in cui le bonifiche sono un ingrediente essenziale per la credibilità di tutto il progetto e so che Eni sta lavorando in questa direzione: altrimenti che senso avrebbe avuto il convinto supporto dato?”

Fa piacere constatare nelle risposte della Dr.ssa Bastioli alcuni passaggi cruciali che dovrebbero reggere, più di ogni altro asset, l’evoluzione del processo in atto. Consapevolezza e onestà intellettuale sono valori intrinsechi alla formazione delle singole persone.

Purtroppo come si evince dalla realtà dei fatti, il“cambiamento disistema”,evocato dal secolo scorso, in tanti settori della società italiana, ha bruciato decenni e vite vissute di troppe famiglie.

Proprio la questione delle bonifiche dei siti industriali, determinante in tutte le riconversioni dei cicli di produzioni, assume in Italia proporzioni non misurabili, dalle competenze centralizzate e blindate. Quella di Porto Torres è “area di interessenazionale” con tutti i protocolli normativi che ne conseguono. La loro effettiva applicazione si rimanda nelle generazioni, ricordando la stessa era Montedison di R. Gardini. E’ pure plausibile che se in 36 mesi allo stesso dicastero dell’ambiente si alternano 3 ministri, le derive disfattiste o le facili fazioni di ultrà insipienti possano prendere il largo.

Nè vorremmo che, dopo nuove attese di altri moltissimi anni necessari alle trasformazioni della ricerca in attività produttive, lo stratega di turno in un biodegradabile maglioncino scuro, ci aggiornasse nuovi e peggiori parametri economici. Dopo aver depauperato la “fabbrica Italia” di prodotti industriali, mano d’opera e saperi innovativi. Riempiendo di contenuti e profitti portafogli esteri, lasciando in patria encomi e lustri per il solo diritto d’autore.

Questa è un altra storia, forse la stessa che auspichiamo non debba ripetersi.

 

 

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