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Le tappe della jihad  e la conquista facile  dell’Iraq in frantumi

agosto 13, 2014 • Agorà, z in evidenza

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di Ennio Remondino

Le impellenze umanitarie e le tentazioni di protagonismo che ora premono sulla crisi irachena

 La cavalcata dei jihadisti in Iraq’, titola l’agenzia ANSA nel proporci una meritoria e graficamente elaborata sintesi delle tappe percorse dai ribelli sunniti guidati dai jihadisti ultraradicali che hanno preso il controllo di vaste zone del territorio a nord e ovest dell’Iraq. Offensiva 9 giugno

Tutto è iniziato il 9 giugno, quando nel mondo pochi sapevano dell’esistenza di Isis. Parliamo della sigla de ‘Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante’, a volte tradotto come ‘Stato Islamico dell’Iraq e della Grande Siria’, abbreviato con l’acronimo inglese ISIL o ISIS, in arabo Dāʿish. Qui pochi lo conoscevano come un gruppo jihadista attivo soprattutto in Siria. Una formazione integralista islamica una tempo legata ad Al-Qaeda e poi dissente che operava contro il regime di Assad ma che improvvisamente supera i labili confini con l’Iraq e il poche settimane se ne conquista un bel pezzo.

 

1) 10/06/2014

LA PRESA DI MOSUL

500mila civili in fuga da Mosul. Centinaia di ribelli sunniti, tra cui appartenenti allo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), si impadroniscono di Mosul. I ribelli, oltre a Mosul, la seconda città più grande del Paese, conquistano gran parte della sua provincia, Ninive (nord). I ribelli prendono anche il controllo di diverse aree in due province vicine, Kirkuk e Salahuddin. Le forze di sicurezza abbandonano le loro posizioni in molte zone del Paese.

 

2) 11/06/2014

CADE TIKRIT

Gli insorti si impadroniscono di Tikrit, ex roccaforte di Saddam Hussein e principale città della provincia di Salaheddin (Nord).

 

3) 12/06/2014

I PESHMERGA A KIRKUK

Le forze curde prendono il controllo della città petrolifera di Kirkuk, per proteggerla da eventuali attacchi ribelli.

 

4) 15/06/2014

TOCCA A AL-ADHIM

La città di Al-Adhim, nella provincia di Diyala (Est), cade nelle mani dei jihadisti.

 

5) 16/06/2014

ESPLODE LA FEROCIA JIHADISTA

I ribelli dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) si vantano su Twitter di aver passato per le armi centinaia di soldati e mettono in linea foto raccapriccianti per sostenere la loro causa.

 

6) 19/06/2014

LA GUERRA DEL PETROLIO

L’esercito sostiene di aver ripreso il controllo della principale raffineria di Baiji, che si trova a 200 chilometri a Nord di Baghdad.

 

7) 20/06/2014

L’APPELLO DI ALI SISTANI

La più importante autorità sciita dell’Iraq e di tutto il Medio Oriente, il Grand Ayatollah Ali Sistani, lancia un appello per cacciare i ribelli e formare un “governo efficace” che “eviti gli errori del passato”, criticando cosi’ implicitamente il primo ministro Nuri al-Maliki. Quest’ultimo, uno sciita, è accusato di condurre una politica confessionale che ha emarginato la minoranza sunnita e preparato il terreno all’offensiva jihadista.

 

8) 20/06/2014

L’APPELLO DI ALI SISTANI

La più importante autorità sciita dell’Iraq e di tutto il Medio Oriente, il Grand Ayatollah Ali Sistani, lancia un appello per cacciare i ribelli e formare un “governo efficace” che “eviti gli errori del passato”, criticando cosi’ implicitamente il primo ministro Nuri al-Maliki. Quest’ultimo, uno sciita, è accusato di condurre una politica confessionale che ha emarginato la minoranza sunnita e preparato il terreno all’offensiva jihadista.

 

9) 29/06/2014

NASCE IL CALIFFATO

L’Isis proclama la creazione di un califfato nei territori conquistati in Iraq e in Siria

Poi annuncia di aver cambiato il suo nome in Stato islamico (Is). Il gruppo dichiara Abu Bakr al-Baghdadi “califfo”, e quindi “leader dei musulmani ovunque” nel mondo.

 

10) 03/07/2014

REFERENDUM IN KURDISTAN

Il presidente del Kurdistan iracheno, Massoud Barzani, chiede al Parlamento della Regione Autonoma di tenere un referendum sull’indipendenza.

 

11) 05/07/2014

IL VIDEO DI AL-BAGHDADI

Abu Bakr al-Baghdadi appare in un video pubblicato su siti jihadisti, invitando tutti i musulmani ad “obbedirgli”.

 

12) 02/08/2014

L’EPOPEA DEGLI YAZIDI

L’Is si impadronisce di varie città tenute dai curdi, tra cui Sinjar e Zumar, vicino al confine siriano, infliggendo una grave battuta d’arresto ai Peshmerga. Decine di migliaia di civili, tra cui molti della minoranza yazidi fuggono, in particolare verso le montagne.

 

13) 04/08/2014

ALLEANZA COI PESHMERGA

Nouri al-Maliki ordina alle forze aeree di appoggiare i Peshmerga curdi.

 

14) 07/08/2014

L’IS PRENDE ANCHE QARAQOSH

I Jihadisti si impadroniscono di Qaraqosh, la più grande città cristiana in Iraq, spingendo decine di migliaia di persone a fuggire. I Jihadisti si impadroniscono della diga di Mosul, la più grande del Paese.

 

15) 07/08/2014

OBAMA AUTORIZZA I RAID

Il presidente Barack Obama autorizza attacchi militari mirati “per proteggere i civili intrappolati” ed il personale americano, citando il rischio di genocidio.

 

16) 08/08/2014

L’AMERICA BOMBARDA

Gli Stati Uniti sono direttamente coinvolti, per la prima volta dal ritiro delle loro truppe nel 2011, nel bombardamento di postazioni jihadiste.

L’Onu cerca di stabilire un “corridoio umanitario” nel Nord del Paese per permettere l’evacuazione dei civili. Obama, indica la Casa Bianca, non fissa un termine per l’operazione militare. La Francia è “pronta a svolgere appieno il suo ruolo” per aiutare i civili.

fonte: remocontro.it

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