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La tragedia in Siria e la “disinformazione” occidentale

agosto 13, 2014 • Contributi dei lettori, z in evidenza

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di Elena calogiuri

Dal ritorno dell’organizzazione estremista dell’ISIS in Iraq, dopo due anni di razzie, occupazioni ed uccisioni in Siria a complicarne la guerra, l’attenzione dei media si è concentrata su questa nuova formazione terroristica. Tutti, persone preparate e comuni mortali, parlano dell’ISIS, confondendo (volutamente e non) le immagini delle prime vittime della furia ISIS per cristiani. I primi a pagare invece le conseguenze della stessa inciviltà e violenza degli estremisti islamici sono gli stessi musulmani, doppiamente offesi: fisicamente e nell’immagine. Perché da sempre, si sa, la paura porta alla generalizzazione, all’individuare il nemico in un’intera categoria.

“ Decapitano bambini cristiani, impiccano le madri o le prendono in moglie, l’inferno si è scatenato sulla terra” scrive un utente Facebook su un post con una foto di qualche tempo fa che mostra una decapitazione di quello che è in realtà un comandante del FSA siriano musulmano sunnita e non un cristiano. Mark Arabo “uomo d’affari californiano e leader cristiano” ha dichiarato che in Iraq è in corso un “genocidio dei cristiani (…) i bambini vengono decapitati, le madri violentate e uccise e i padri impiccati. (…) a Mosul esiste un parco dove sono decapitati bambini e le loro teste infisse su dei bastioni). (…) tremila cristiani in Iraq sono in fuga verso le città vicine”.

Considerando la pesantezza di tali dichiarazioni e le pericolose conseguenze che ne potrebbero scaturire in fatto di dialogo religioso tra cristiani e musulmani è opportuno esseri obiettivi sulla faccenda. Le dichiarazioni di tale leader cristiano non sono state accompagnate da alcuna documentazione, né foto, né video, che le rendesse valide, inoltre, il patriarca caldeo di Babilonia, Luis Raphael I Sako ha smentito le decapitazioni, le violenze sulle donne e le impiccagioni di cristiani nella città irachena di Mosul dove, secondo Arabo, ci sarebbe addirittura un parco di teste cristiane mozzate.

Sako conferma piuttosto l’esodo dei cristiani e di altre minoranze, la conseguente crisi umanitaria in cui versano sotto la minaccia dell’effettiva avanzata dei terroristi ISIS. Il patriarca ha affermato che, assieme al governo iracheno, sta lavorando per trasferire quanti più profughi cristiani nella capitale irachena. Tali profughi provengono soprattutto da Mosul, al Qosh e dalla città che conta più cristiani, Qaraqosh. Vera è anche la notizia del marchio N (Nazareni) di cristiani sulle abitazioni della minoranza a Mosul .

L’ISIS, quando nel giugno scorso ha occupato la città, ha adottato, sempre in modo estremizzato, la jezia, tassa che il Profeta Mohammad chiese agli ebrei e ai cristiani per essere protetti dallo Stato islamico. Una tassa venne però imposta anche a coloro che si convertirono all’Islam, detta invece zakah, considerato uno dei pilastri della terza grande religione monoteista. Gli estremisti, sulle orme del Profeta, hanno chiesto ai cristiani di pagare la jezia ma con la minaccia di ucciderli se non lo avessero fatto o, come all’epoca di Mohammad, di abbandonare le loro abitazioni. Piuttosto altre bufale di ipotetiche violenze contro i cristiani impazzano sul web: una è la storia di propaganda del governo iracheno di al Maliki su donne cristiane che sarebbero state vendute come schiave al mercato di Mosul per mano dell’ISIS

. La fonte è la parlamentare marocchina Souad Sbai che, basandosi su foto pubblicate da sconosciuti con sole didascalie, ha dichiarato pubblicamente il fatto basandosi su un comunicato della Mezzaluna Rossa. Le foto, in realtà, confuta David Tyto Puente, altro non rappresentano che esecuzioni teatrali svolte in Libano per la festa della Ashura del VII° secolo d.C, aggiungendo che nel sito ufficiale della Mezzaluna Rossa non compare nessun comunicato sul fatto. Un’altra bufala, ben più grave, è il riciclo di foto di esecuzioni dell’ISIS effettuate su musulmani sunniti che si spacciano volutamente per cristiani.

Fanatici le utilizzerebbero per gridare al “massacro di cristiani” da parte di un’indistinta massa di uomini selvaggi di cui l’unica cosa certa è che sono musulmani. Per omologia e superficialità divaga ancora una volta il sospetto e la paura nei confronti della categoria musulmani senza sapere che le prime vittime della ferocia dell’Islam sono gli stessi musulmani sunniti e che la maggior parte dei musulmani di tutto il mondo condannano ciò che stanno compiendo questi estremisti (il cui movente religioso è più che discutibile…) macchiando l’Islam, parola la cui radice è la stessa di salam, pace.

A maggio i media italiani pubblicarono la notizia delle crocifissioni avvenute a Raqqah, capitale siriana dell’ISIS, e ad al Manbij, in provincia di Aleppo, scrivendo che le vittime erano di religione cristiana. In realtà gli uomini crocifissi a febbraio a Raqqah erano dieci o sette, secondo altri media arabi, soldati del Free Syrian Army, ragazzi di venti anni prima sparati in testa e poi appesi a croci con cartelli con su scritto la loro colpa: tradimento. A maggio, invece, è stato crocifisso ad al Manbij un ragazzino di quindici anni, anch’esso musulmano sunnita, con l’accusa fittizia di aver rubato e stuprato una donna. A distanza di una settimana sono stati crocifissi altri soldati del FSA, sempre musulmani sunniti, con l’accusa di simpatizzare con il regime di Assad.

Nel frattempo, quando ancora alla parola ISIS il sistema di ricerca dava tutte le foto di esecuzioni pubblicate dagli stessi terroristi, coloro che già da tempo seguivano con il fine della denuncia i loro crimini, sapevano che l’ISIS, con dei tribunali a Raqqa e ad al Manbij, esercita già da tempo la sha’ria nei confronti di chiunque, tagliando mani a coloro che rubano e lapidando anche una donna accusata di adulterio, il 18 luglio 2014. Tutte musulmane sunnite le vittime. Il Syrian Network For Human Rights ha inoltre stimato che l’ISIS, da due anni che si è infiltrato in Siria, ha ucciso ben 1607 siriani, senza distinzione tra musulmani, cristiani o altre religioni.

La furia dell’ISIS è estesa contro chiunque non concepisce la religione in modo estremista sino alla patologia come i medesimi (hanno vietato ai contadini di mettere nelle stesse casse pomodori e zucchine che, assieme, alluderebbero alla sessualità) e i primi a pagarne le conseguenze, da due anni, sono i musulmani sunniti in Siria, costretti a sottostare alla loro legge. I primi a pagarne la conseguenze sono stati i 1607 siriani musulmani uccisi barbaramente, tutti i comandanti del Free Syrian Army catturati e decapitati barbaramente con un coltello, tutti i soldati siriani dell’opposizione mutilati a causa dell’esplosioni delle autobombe e dei kamikaze dell’ISIS, quelli rimasti invalidi per sempre e quelli eseguiti sommariamente, come i 50,000 nel gennaio 2014 in un ospedale abbandonato di Aleppo.

I primi a pagare le conseguenze di questo odio religioso sono la ventina di ragazzi fucilati e crocifissi, quelli le cui teste, ora, sono issate nella recinzione del tribunale islamico di Raqqa le cui immagini sono spacciate per gridare ad un “parco di teste mozzate di cristiani”. I primi a pagare le conseguenze sono i musulmani sunniti e sciiti che hanno visto distruggersi la Moschea di Jona, quella di Diyala e quella di Kirkuk dai miliziani dell’ISIS in Iraq . I secondi a pagare le conseguenze di questa furia fanatica, estremista ed inumana, sono ora i 400-500 mila cristiani iracheni realmente in fuga per trovare riparo, i cristiani che hanno visto distruggersi, a causa di un discriminante decreto, la chiesa di Santa Maria Vergine di Mosul e poi tutte le altre nella città e la minoranza yazida, realmente rapita e massacrata e realmente in fuga anch’essa, profuga nelle strade e sotto assedio nelle montagne irachene.

FONTI: Aleteia, Iraqi News, Messaggero, fonti siriane, bufale.it,  http://www.donotlink.com/framed?518313

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2 Responses to La tragedia in Siria e la “disinformazione” occidentale

  1. hamza ha detto:

    L’isis fa quello che gli pare dicendo che sono musulmani !!
    E dicono che dall’inizio dell’islam sono stati sempre battaglie contro gli altri non musulmani ma non vanno avanti per sapere xk questi battaglie…
    I misulmani dagli anni 600 combattono per smettere la schiavitù xk siamo arrivati tutti da uomini e donne e siamo tutti creati da dio e siamo tutti uguali non può essere uno schiavo dell’altro e hanno fatto la guerra per dare libertà ai tutti i schiavi questo si chiama JIhad
    Hanno fatto una battaglia xk prima dell’islam uccidono le donne e dicono le donne non servono a nulla solo per mettere bambini e uccidono tutti le femmine dalla nascita laciando qualche per andare avanti e hanno fatto la guerra contro questi e questo si chiama Jihad
    Hanno fatto le battaglie di diffesa contro quelli che vogliono fare la guerra contro l’islam e i musulmani ucvidono i bambini le donne rubano le loro cose li mettono fuori dalla loro casa ma per loro non hanno fatto la guerra contro questi e sempre avevano pazienza aspettando la parola di dio per diffendersi per fare una battaglia contro questi xk sanno bene che l’islam vuol dire PACE prima di tutto
    L’isis “non sanno” sti cose o più giusto chiudono gli orecchie i gli occhi su questo
    Dicendo anche agli altri musulmani che non sono veri musulmani xk non uccidono gli altri per loro questo si chiama Jihad
    E poi sono vittime anche il resto dai musulmani come proprio in Siria
    Siamo anche ( se non solo) noi le vittime dell’ISIS

  2. Hanan ha detto:

    Complimenti per l’articolo, l’isis é un associazione di killers spietati e senza scrupoli, un po’ come i mafiosi che pregano tanto i santini e vanno tutte le domeniche a messa. L’Islam é pace, si accettano gli altri per essere accettati, abbiamo il dovere di fare conoscere la nostra religione per far diffondere la parola di Dio, per insegnare un metodo di vita fatta di pace interiore ed esteriore, per invitare più persone a sperare nel Paradiso, noi abbiamo il dovere di rispettare gli altri siano essi cristiani, ebrei o atei, abbiamo il dovere di rispettare le leggi dei paesi dove risiediamo, abbiamo anche il dovere di pregare 5 volte al giorno per ricordarci che Allah ci accompagna in tutto ciò che facciamo durante tutta la giornata (forse così faremmo meno peccati) Questo mi hanno insegnato i miei genitori ed io lo insegnerò a mio figlio.
    L’isis é una bufala, sono assassini e basta, l’Islam é troppo nobile per gente così.

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