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L’Egitto: il nuovo partner della Russia in Medio Oriente?

aprile 22, 2014 • Mondo, z in evidenza

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Rappresentanti di Russia ed Egitto si sono incontrati per esaminare la possibilità di un accordo di libero scambio fra l’Egitto e l’Unione Doganale Eurasiatica, che comprende Russia, Kazakistan e Bielorussia. La decisione verrà presa soltanto dopo le elezioni presidenziali egiziane, previste per il 26 e 27 maggio.

Anche questa proposta rientra perfettamente nella politica estera di Mosca, che cerca di stringere legami stretti con paesi di rilevanza strategica nelle loro regioni, non solo per promuovere gli interessi russi, ma anche per indebolire la posizione degli Stati Uniti. Tradizionalmente la controparte russa in Medio Oriente è l’Iran ma, ora che Teheran e Washington stanno negoziando, Mosca deve guardare anche altrove. Per questo ha rafforzato i rapporti con la Siria e sta trattando per investire ed esportare in Iraq. L’Egitto è l’altro paese chiave del Medio oriente, oltre l’Iran.

L’Egitto attraversa una fase economica molto complicata. Le riserve della banca centrale si sono ridotte in maniera preoccupante, perché i disordini che si protraggono dalla rivolta del 2011 hanno ridotto drasticamente sia gli investimenti stranieri che i proventi del turismo. Le esportazioni di gas naturale − altra voce fondamentale per le entrate di valuta estera necessaria per pagare le importazioni − si sono grandemente ridotte a causa dell’aumento della domanda interna, che nel 2015 arriverà a superare la produzione. Presto l’Egitto avrà bisogno di importare gas per poter soddisfare la domanda interna e tener anche fede ai contratti di fornitura con le grandi aziende estere che acquistano da anni il gas dall’Egitto. La Russia potrebbe decidere di aiutare l’Egitto e legare a sé altri clienti diventando sub-fornitore di gas per conto dell’Egitto nei confronti dei clienti esteri.

La produzione di grano egiziano è insufficiente a soddisfare la domanda interna, e questo fornisce alla Russia un’altra leva per accrescere la propria influenza. Da qualche anno la Russia è il principale fornitore di grano dell’Egitto. Nel 2014 il Cairo ha già acquistato un quinto del grano russo destinato all’export, ma questo basterà solo fino a giugno. Ora ne deve acquistare altro. La Russia usa gli scambi commerciali come strumento di politica estera, e per instaurare rapporti bilaterali offre gas naturale e armi a un prezzo inferiore a quello di mercato; ora potrebbe iniziare a farlo anche con il grano, di cui l’Egitto ha urgente bisogno. 

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