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Palermo si mobilita a favore del procuratore Di Matteo

dicembre 18, 2013 • Comunicati Stampa, z in evidenza

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Con l’iniziativa “Non siate indifferenti”, promossa dalle Agende Rosse e da 37 associazioni, la società civile rompe il silenzio. Oggi pomeriggio in piazza per dare sostegno al pubblico ministero che si occupa dell’inchiesta sulla trattativa stato-mafia

PALERMO – Con “Non siate indifferenti” la società civile di Palermo rompe il silenzio sulle minacce al procuratore Nino Di Matteo, ai suoi colleghi del processo  della “trattativa” e all’avvocato Fabio Repici, per manifestare tutto il suo sostegno. Si attende la partecipazione di oltre 3 mila persone. Ad aderire alla manifestazione  promossa dal movimento delle Agende Rosse e da Salvatore Borsellino sono 37 associazioni e, tra queste, Addiopizzo, Libera Palermo, Libero futuro, Professionisti Liberi, Antimafiaduemila e associazione Peppino Impastato.

In passato le storie di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ci hanno insegnato che chi sceglie di affrontare le collusioni tra criminalità organizzata e potere si ritrova isolato e delegittimato anche da pezzi delle stesse istituzioni – scrivono gli organizzatori -. Oggi la storia si ripete ma noi vogliamo sostenere chi lavora per la giustizia”. Il Movimento Agende Rosse vuole così rompere questo assordante silenzio istituzionale chiamando a raccolta tutti i cittadini e le associazioni che hanno capito la gravità della situazione e che vogliono dimostrare pubblicamente la loro vicinanza ai destinatari di tali pesanti minacce”.

Tra oggi pomeriggio e giovedì 21 novembre alle ore 18.00 manifestazioni analoghe si svolgeranno anche a Torino, Roma e Napoli per chiedere alle istituzioni locali di scegliere da che parte stare e di farlo pubblicamente, affiggendo uno striscione sulla propria sede e firmando un documento di solidarietà verso Nino Di Matteo, Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia, Vittorio Teresi, Roberto Scarpinato e Fabio Repici, chiedendo alle istituzioni nazionali che si adoperino per concretizzare nei fatti questo sostegno. L’elenco delle città aderenti – con relativi luoghi e date – sarà in continuo aggiornamento sul sito www.19luglio1992.com

Recentemente, infatti, il capo mafia Salvatore Riina, detenuto a regime carcerario 41-bis, pochi giorni fa ha minacciato il pm Nino Di Matteo e tutti i magistrati che si occupano dell’inchiesta sulla trattativa avvenuta tra pezzi dello Stato e di Cosa Nostra nel biennio ’92-’93. “Di Matteo deve morire. E con lui tutti i pm della trattativa, mi stanno facendo impazzire – aveva urlato Totò Riina ad un altro detenuto –. Quelli lì devono morire, fosse l’ultima cosa che faccio”

Il 17 ottobre Rosario Pio Cattafi, imputato invece a Messina per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso con l’aggravante di aver promosso e diretto l’organizzazione mafiosa di Barcellona Pozzo di Gotto, ha pesantemente minacciato l’avvocato Fabio Repici. Cattafi è attualmente detenuto a regime carcerario 41-bis ed è pregiudicato per i reati di lesioni, porto e detenzione abusivi di arma, cessione di sostanze stupefacenti e calunnia.

Fatta eccezione per un comunicato stampa dell’Associazione Nazionale Magistrati e per un appello lanciato da Salvatore Borsellino in difesa, rispettivamente, di Nino Di Matteo e Fabio Repici, nessun vertice istituzionale ha fatto sentire la propria voce ed ha agito in difesa dei destinatari di così gravi minacce. Nel caso del pm siciliano solo il comitato per l’ordine e la sicurezza di Palermo si è riunito con urgenza lunedì 12 novembre, mentre per l’avvocato Repici nessuna analoga iniziativa è stata intrapresa a Messina.

Come cittadini -, sappiamo che l’adesione allo spirito dell’evento è massiccia anche se non tutti possono raggiungere il luogo della manifestazione – scrivono le associazioni -; è per questo che tutti noi invitiamo, chi fisicamente è impossibilitato a scendere in piazza domani, a condividere la nostra preoccupazione ma anche la nostra determinazione e ad esprimere la propria solidarietà inviando una mail all’indirizzo: nonsiateindifferenti@libero.it”. 

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