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Legge di stabilità tagli al sociale, approvati 2 miliardi e 200 milioni per navi da guerra

dicembre 16, 2013 • Comunicati Stampa, z in evidenza

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Delusione sugli emendamenti rigettati per scarsità di risorse, mentre si conferma la spesa di 2 miliardi per navi da guerra. Dubbi sul Fondo nuovi nati. Marcon (Sel): “Misura sbagliata. Alle famiglie servono servizi e politiche attive”

 Nella legge di stabilità 2014, per il sociale “i giochi sono chiusi”: dopo lo stop di ieri in Commissione Bilancio alla Camera a tutti gli emendamenti proposti dai deputati vicini al mondo del non profit “con la motivazione che non ci sono soldi”, la delusione del deputato di Sinistra, ecologia e libertà (Sel) e membro della Commissione, Giulio Marcon: “Per il sociale avevamo chiesto pochi milioni in più e ci sono stati negati, mentre sono stati confermati gli oltre 2 miliardi per le navi da guerra, la cui utilità è abbastanza dubbia”.

Un colpo di scena proprio sull’ultimo emendamento votato, ha aggiunto Marcon: “L’emendamento, di cui ero il primo firmatario, proponeva di tagliare gli investimenti nelle navi da guerra ed è stato votato contro, confermando un impegno economico di 2 miliardi e 100 milioni di euro nei prossimi tre anni per queste navi. È paradossale che ci dicano che non ci sono pochi milioni per il sociale e poi si chiuda il fascicolo degli emendamenti confermando un finanziamento così importante per delle navi da guerra”. Dopo la seduta notturna di ieri (iniziata alle 23:45), oggi pomeriggio la Commissione Bilancio si riunirà alle 15 e 30, ma per il sociale non c’è più nulla da fare “a meno che il governo non presenti un emendamento all’ultimo momento”, ha chiarito Marcon. Oggi, infatti, è la volta degli emendamenti del governo, del relatore e quelli accantonati. Più di una cinquantina in totale, ma il testo ormai è alle battute finali. “Dobbiamo chiudere oggi – ha spiegato Marcon – perché domani va in aula. Sarà una seduta ad oltranza”.

Tra le poche note positive c’è quello del rifinanziamento del Fondo nuovi nati con le risorse non utilizzate fino ad oggi, ma per Marcon più che una notizia positiva, si tratta dell’ammissione di un fallimento. “Sull’efficacia di questa misura ho dei dubbi – ha spiegato Marcon -. La gran parte dei fondi non sono stati utilizzati. Se dopo 4 anni, su 35 milioni c’è un residuo di 22 milioni, significa che non sono riusciti a utilizzare tutti i fondi. Più dei due terzi di quelli stanziati nel 2009 non sono stati utilizzati. Se non li usano significa che non funziona”. Per Marcon, infatti, il Fondo di garanzia, che permette alle famiglie con un nuovo nato di chiedere un prestito agevolato, non risponde alle reali necessità dei cittadini. “Le famiglie hanno bisogno di servizi e politiche attive – ha aggiunto -. Si tratta di una misura sbagliata”.

Nessuna novità sui fondi sociali, quindi, neanche per il 5 per mille, ma le brutte notizie riguardano anche l’8 per mille. “Durante i mesi primaverili sono stati presi circa 70 milioni dai fondi di competenza statale dell’8 per mille – ha spiegato Marcon -, che sono circa 140  milioni l’anno, con i quali si finanziano attività per i richiedenti asilo, per la cooperazione allo sviluppo e altro ancora. Soldi presi per coprire i primi provvedimenti, come il decreto del Fare e altri. Fassina aveva promesso che sarebbero stati reintegrati con la legge di stabilità, ma ciò non è successo”. Buone notizie, invece, per l’azionato popolare: via il bollo fisso di 34,20 euro dal 2014 sui conti correnti bancari e postali, un’imposta che secondo Marcon,  “aveva danneggiato moltissimo esperienze come Banca etica e le piccole banche”.

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