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Camorra, arrestata moglie di Vallanzasca

dicembre 9, 2013 • Mafie, z in evidenza

 

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La donna avrebbe avuto un ruolo di intermediazione, manette anche per altre 17 persone

Moglie di un uomo condannato a quattro ergastoli e 260 anni di prigione per rapine, sequestri di persona, cinque omicidi. Le vicende di Vallanzasca, pericolo pubblico numero 1 negli anni Settanta, sono di nuovo sotto i riflettori. Lo erano già stati, alla Mostra del cinema di Venezia, presentarono fuori concorso il film Vallanzasca – Gli angeli del male, regista Michele Placido, interprete Kim Rossi Stuart. Antonella, che è stata consulente sul set, disse quando uscì il film: «Vorrei fare una premessa. Io non voglio offendere la sensibilità dei parenti delle vittime: ogni volta che penso a quello che è successo mi manca il fiato. Le mie notti sono piene di incubi».

CASSINO (FROSINONE) – Gli agenti del Commissariato di polizia di Cassino (Frosinone) hanno dato esecuzione, alle prime ore di questa mattina, a 18 provvedimenti cautelari(13 di custodia carceraria), tra le province di Frosinone e Caserta, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli. Le ordinanze sono state emesse dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di altrettante persone gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione di stampo camorristico, estorsioni, usura e intestazione fittizia di beni.

Tra le persone arrestate c’è anche Antonella D’Agostino, moglie di Renato Vallanzasca, che avrebbe avuto un ruolo di intermediazione in un’operazione di acquisizione di un hotel a Mondragone e in alcune vicende usuraie. Dalle indagini risulterebbe anche il coinvolgimento di Vallanzasca, che, come fanno sapere gli inquirenti, sebbene detenuto, avrebbe mantenuto rapporti con contesti criminali. Secondo gli inquirenti, Antonella D’Agostino, sarebbe apparsa strettamente legata ai vertici del clan mondragonese, come anche ad alcuni esponenti del clan Esposito. L’attività investigativa, coordinata dalla Dda di Napoli, è stata caratterizzata da intercettazioni telefoniche e ambientali, e si è avvalsa anche delle dichiarazioni dei più recenti collaboratori di giustizia. Le indagini hanno consentito di ricostruire una lunga sequela di crimini, accertare un vastissimo giro di usura e di conseguenti estorsioni. Emerge che anche una impiegata dell’Asl del comune di Cellole, in provincia di Caserta, si è rivolta ai componenti del sodalizio criminale per recuperare una somma denaro concessa in prestito. Ben consapevole – sostengono gli investigatori – del loro spessore criminale e dei metodi utilizzati per raggiungere gli obiettivi prefissati.

L’operazione ”Sistema Perfetto”, nei confronti di affiliati al clan camorristico, si è conclusa con gli arresti per associazione a delinquere di stampo mafioso (art. 416 bis codice penale), usura e estorsione, eseguiti nelle province di Caserta, Latina, Milano, Napoli e Terni. Le indagini erano partite due anni fa dal commissariato di Cassino in seguito di un primo episodio di usura ed estorsione a danno di alcuni imprenditori operanti tra Cassino e il Basso Lazio. La polizia ha sequestrato cinque società, bar, ristoranti, aziende all’ingrosso di prodotti alimentari, tutti i beni mobili e immobili degli indagati per un valore di oltre 2 milioni di euro. Tra le persone arrestate figura un commercialista che, secondo le emergenze investigative, appare contiguo al sodalizio. All’operazione hanno collaborato le Squadre Mobili di Caserta e Latina.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi nei confronti di affiliati al gruppo camorristico ‘Perfetto’. Le indagini, coordinate dai magistrati della DDA della procura di Napoli, hanno permesso di individuare alcuni prestanome, di cui gli affiliati al gruppo si sarebbero avvalsi per costituire società e per reimpiegare il denaro proveniente dalle attività criminali.

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