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Raccolta alimentare a Torino, città d’integrazione e volontariato

dicembre 5, 2013 • Cultura e Società, z in evidenza

immigrazione

La multietnicità e l’integrazione sono una realtà consolidata in molti quartieri di Torino, il più famoso è San Salvario, ma anche la zona di Corso Spezia grazie al lavoro della onlus Prati-care, con il supporto di Annamaria Fantuzzi, è partita la raccolta alimentare che vede coinvolti ambulanti, ristoratori e commercianti, molti dei quali stranieri. “Sono i principali donatori. E spesso i più generosi”.

A Torino il mercato rionale di Corso Spezia, uno degli oltre quaranta presenti a Torino, è tra quei rari posti che riescono a darti all’istante il senso di un’intera città. Camminando per i banchi di frutta e verdura di stagione, tra il brusio degli ambulanti che strillano e giurano sulla qualità dei loro prodotti,  ci si ritrova al centro di in un dedalo linguistico dove espressioni dialettali piemontesi vengono declinate in una bizzarra inflessione araba. Questa strana lingua, parlata un po’ in tutti i mercati di Torino, riflette bene la trasformazione demografica di una delle città con la più alta presenza straniera in Italia.

Annamaria Fantauzzi, trentenne, docente di Antropologia medica e culturale all’Università di Torino, quella metamorfosi la vive in prima persona da otto anni. Durante i quali, ogni giorno, per sei giorni la settimana, è venuta tra i banchi di Corso Spezia per chiedere agli ambulanti di donare cibo e ortaggi da destinare ai poveri e alle famiglie svantaggiate che si rivolgono al servizio di raccolta alimentare organizzato dalla sua Onlus, Prati-Care (gioco di parole tra Pratica e l’inglese “To care”, prendersi cura), insieme alla vicina parrocchia di San Giuseppe.

Col crescere dell’immigrazione, sono cambiati anche i soggetti coinvolti in questa rete di volontariato, che oggi serve decine di famiglie e interessa ambulanti, ristoratori e commercianti della vasta zona che da Piazza Carducci arriva fino al Lingotto.  “Quando abbiamo iniziato – ricorda – la maggioranza degli ambulanti era ancora composta da Piemontesi; ma negli anni molti di quei banchi sono stati rilevati dagli immigrati marocchini o romeni che lavoravano lì come dipendenti. Sono loro, oggi, i nostri principali donatori. E spesso sono anche i più generosi” . Con i suoi ritmi stressanti, in effetti, la vendita ambulante è uno di quei lavori che gli italiani non vogliono più svolgere: nella raccolta alimentare di Corso Spezia, questo ha significato una sorta di capovolgimento dei ruoli, perché “mentre in passato a chiederci aiuto erano soprattutto gli stranieri” ricorda Fantauzzi “oggi, con l’acuirsi della crisi, ci sono sempre più famiglie italiane che si rivolgono a noi. Mentre sono soprattutto gli immigrati a donare”.

La comparsa di nuovi attori nel mercato di Corso Spezia ha implicato anche il confronto con un nuovo modo di intendere il volontariato.  A partire dal vocabolario,  come Annamaria scrisse in un articolo del 2010 per la Rivista dei popoli: “ a volte, le parole e i concetti della solidarietà islamica – spiega – possono essere diverse rispetto a quelle di matrice cristiana: il corrispettivo della nostra ‘elemosina’, nella cultura Islamica è la saadaqa, che in termini pratici è ciò che accade quando un ambulante ci dona una cassetta di frutta. Quello che facciamo noi, che la raccogliamo per distribuirla ai poveri, viene detto invece mutatawe, un concetto che nell’Islam indica, per l’appunto, il volontariato”.

E il mutawate per Annamaria Fantauzzi è diventato un gesto quasi compulsivo: “ormai, ovunque io mi trovi – conclude – ho preso l’abitudine di andare da commercianti, panettieri e ristoratori a chiedere cibo e avanzi da distribuire a chi ne ha bisogno. A volte, quando sono fuori città per lavoro, quel cibo lo porto direttamente ai senza tetto della stazione; ma in alcune occasioni mi è capitato anche di caricarlo sul treno e smistarlo ai poveri della nostra raccolta alimentare”. Ma  sono molte altre le attività messe in piedi da Prati-Care Onlus, incluse alcune missioni mediche in Africa. Il prossimo evento è una cena multietnica di beneficenza che si terrà venerdì 6 dicembre, il cui ricavato andrà a sostenere, oltre alle famiglie indigenti di Torino, anche due missioni umanitarie in Kenya e in Senegal. Durante la cena verranno servite specialità italiane, venezuelane albanesi, marocchine e romene; per l’occasione verrà anche allestita una mostra fotografica, con gli scatti realizzati nel corso dellle missioni. Per informazioni sulle iniziative della Onlus: http://praticare.altervista.org (ams)

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