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Primarie e principio egualitarista

dicembre 3, 2013 • Contributi dei lettori

 

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Carmine Gonella – Londra

E’ da un ventennio che il legislatore sta adeguando la Costituzione alla politica personalista, senza osservarne piu’ i suoi dettami e indirizzi.”

Per chi non lo sapesse nel nostro ordimamento parlamentare e’ ancora il Capo dello Stato che designa il Primo Ministro e nessuna delle alte cariche e’ eletta a suffragio universale e diretto, come avviene in America (per esempio). Come tutti sappiamo sono solo i parlamentari che dovrebbero essere eletti direttamente dal popolo, come lo sono stati sino al mattarellum(1994).

Le primarie del PD, sono truffaldine e incostituzionali, ossia un metodo spacciato per democratico, ma che in effetti non lo e’. Ma, voi credete veramente che i nostri padri costituenti fossero degli sprovveduti, quando decisero l’ elezione del Capo dello Stato dal parlamento (e dai grandi elettori) e con il voto segreto e non a suffragio universale e diretto?

Per un principio fondante e parte integrante del nostro stato di diritto, ignorato per decenni dalla politica, il principio egualitarista: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. “ Condizioni personali e sociali”, significa che se una persona non ha i due euro (anche se sotto forma di offerta) per andare a votare non puo’ partecipare alle primarie. Con i due euro cari connazionali comprate un gelato ai vostri figli, perche’ con o senza le primarie e senza cambiare radicalmente la legge elettorale e solo una perdita di tempo. Con il principio egualitarista (anche del voto, il voto e’ eguale) in Costituzione una qualsiasi riforma che vada verso il presidenzialismo, ossia elezione del Capo dello Stato a suffragio universale e diretto (lasciamo perdere le primarie), dovra’ per forza maggiore essere bocciata dalla Corte Costituzionale.

Badate bene che, il principio egualitarista (al di la di cosa ne pensava un ex-senatore) non ha niente a che vedere con il comunismo, e’ un principio che si basa sulle eguali opportunita’ esistenziali, [diritti inviolabili dell’ uomo riconosciuti dalla nostra Repubblica art. Cost. 2] e doveri inderogabili di solidarieta’ da parte delle classi sociali. Vi sembrera’ strano ma quando c’era il vecchio sistema elettorale e in parlamento si votava in base all’ articolo 94 e nello specifico: Il voto contrario di una o di entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni”, ergo il parlamento poteva votare liberamente secondo coscienza, senza gli ultimatum e i ricatti delle questione di fiducie, poste da parte dei Governi, c’era piu’ Stato e Democrazia.(credetemi)

 

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