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La prima decadenza eccellente della giovane Repubblica

novembre 28, 2013 • Comunicati Stampa

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di Carmine Gonella – Londra

ASPETTANDO LA PRIMA DECADENZA PARLAMENTARE  “ECCELLENTE” NELLA STORIA DELLA NOSTRA GIOVANE REPUBBLICA

“Domani comunque vada, resta di fatto che la nostra giovane Repubblica nel corso dei decenni e’ stata gestita in modo “anomalo” sia da destra, sia da sinistra.”

Le decadenze in base all’ articolo 48 della nostra ( quasi ) beneamata Costituzione, diventano automatiche nei casi di sentenze penali e civili (casi di indegnità morale indicati dalla legge) irrevocabili. E’ inutile ripetere ai partiti che i presunti criminali vanno tenuti fuori dalle Res Pubblic, (gestione della cosa pubblica) ecco perche’ occore una legge che vieti l’ eleggibilita’ a tutti coloro che al momento delle tornati elettorali abbiano a loro carico pendenti giudiziari,  civili o penali.

E qui vorrei sfatare un’ altra leggenda metropolitana sulla presunzione di innocenza sino a condanna definitiva, [art. Cost. 27] il mandato politico dura solo 5 anni, mentre i tempi per la prescrizione e condanna di primo grado (credo) sia di sette anni (credo). Quindi la presunzione d’ innocenza non e’ compatibile con la politica, poiche’ una volta eletto il politico puo’ ricandidarsi e te lo ritrovi molto probabilmente, a gestire la Res Pubblic condannato in primo grado, per altri due mandati.

La decadenza di Silvio Berlusconi, doveva essere gia’ richiesta subito dopo la condanna definitiva sul caso Lodo Mondatori, perche’ indegno moralmente di rimanere a gestire la Repubblica. Quale imprenditore (nemmeno Lui) assumerebbe qualcuno condannato civilmente per truppa ai danni di terzi, alla guida della sua azienda?

Vorrei ancora una volta ritornare sull’ argomento “libero mandato”, ed “immunita’”. Questo e’ un’ altra leggenda metropolitana, che andrebbe statata definitivamente. Il neolegistatore ha male interpretato il pensiero e indirizzo dei nostri padri costituenti sul libero mandato. I membri del parlamento rappresentano la Nazione senza vincolo di mandato, tenendo sempre presente il mandato sovrano ottenuto dall’ elettore. Ecco perche’, vollero inserire uno dei principi di democrazia diretta come i referendum abrogativi, a mo’ di controllo legislativo sul loro operato.

In conclusione e qui mi rifaccio al secondo comma dell’ articolo primo della Costituzione : “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Il cittadino costituzionalmente non puo’ chiedere la decadenza, ma puo’ formalmente controllara il loro operato [art. Cost. 75, 138] puo’ altresi’ chiedere provvedimenti legislativi [ art. Cost. 50] e dulcis in fundo, con le iniziative legistative  popolari sostituirlo [art. Cost. 71]

 

Badate bene che per i nostri padri costiruenti L’iniziativa delle leggi appartiene non solo al Governo, o a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale, ma anche ai cittadini mediante proposta, di un progetto redatto in articoli, sottoscritta da parte di almenno 50 mila elettori, sottointeso (ma non lo diciamo a Schifani)  sia ben chiaro il pari trattamento iter-parlamentare.

 

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