MENU

Berlusconi. Scacco matto…dello stolto.

novembre 25, 2013 • Politica, Uncategorized, z in evidenza

027Truppe Karl - Partita a scacchi con la morte (1942)

 

Da noi in Sicilia, c’è un antico proverbio che si usa per indicare l’azione di quella persona che, in posizione di difficoltà, cerca sfacciatamente di darsi ragione pur trovandosi dalla parte del torto marcio; e il detto recita così: pigghiari di ncapu pin un cariri, ovvero prendere di sopra, sopraffare, per non cadere, per non soccombere.

Questa la cronaca del weekend italiano. Il Cavaliere, in vista del voto sulla sua decadenza di mercoledì 27, dalla convention dei giovani falchi della rinata Forza Italia, va di scena sabato con il solito teatrino dinanzi al solito pubblico pittato a festa per l’occasione. Lui condottiero impavido del popolo dell’amore, l’unico ad aver avuto responsabilità il governo per più tempo di Alcide De Gasperi, l’unico pluridatato ostacolo alla definitiva presa del potere da parte della sinistra. Lui, perseguitato dalla magistratura, umiliato da un presbitero ed eterno riconoscente a Vittorio Mangano. Poco ci mancava che solidarizzasse con Riina; un altro cittadino italiano che qualche giorno fa urlava l’accanimento contro di lui da parte di certi pm. E lui, Salvatore Riina, pragmatico per com’è, sa che tanto «a quello (Berlusconi) carcere non gliene fanno fare». «Ci vuole solo che gli concedono la grazia…».

E Berlusconi, difatti, non spiazza nessuno quando chiama direttamente in causa il Presidente della Repubblica, l’unica persona che può condonargli la condanna e le pene accessorie, e quindi anche l’interdizione dai pubblici uffici, che lo eliminerebbe dalla scena politica. Il caimano ha la dignità per non chiederla, la grazia, la pretende. Obiettivamente, è puro delirio. Tentativo scontato di un uomo disperato.

La risposta arriva subito, durissima, attraverso una nota dell’ufficio stampa del Quirinale che gela immediatamente l’ipotesi paventata dal Cavaliere, perché “non solo non si sono create via via le condizioni per un eventuale intervento del Capo dello Stato (…) ma si sono ora manifestati giudizi e propositi di estrema gravità, privi di ogni misura nei contenuto e nei toni”. Eh già!  Anche perché, nella prassi, una condizione essenziale per la concessione della grazia è quella di non riportare condanne penali entro un certo periodo di tempo successivo all’ esecuzione della grazia. Capiamo allora subito perché a nulla sarebbe valso che lui in persona o i figli, che pare avessero già firmato la domanda di grazia per il padre, presentassero l’istanza al Presidente della Repubblica.

Nella nota si fa attenzione ancora di precisare che nulla è più lontano del discorso tenuto sabato dal senatore Berlusconi dalle indicazioni e dagli intenti formulati nella dichiarazione del 13 agosto di questo stesso anno del Presidente della Repubblica. In quell’occasione, offerta dalla sentenza di condanna della Cassazione al Cavaliere a quattro anni per frode fiscale, il Presidente Napolitano, a Silvio Berlusconi e a tutti i berluscones di allora, non aveva raccomandato altro che “ decidere circa l’ulteriore svolgimento – nei modi che risulteranno legittimamente possibili – della funzione di guida finora a lui attribuita” e raccomandava a tutti di superare “le distorsioni da tempo riconosciute di uno scontro distruttivo”.

Ad oggi Berlusconi ha ancora il ruolo di guida indiscussa di una forza politica monca ma che continua a stravolgere la dialettica democratica. E ancora una volta, a nulla varrà l’appello di domenica, pacato, del Quirinale “a non dar luogo a comportamenti di protesta che fuoriescano dai limiti del rispetto delle istituzioni e di una normale, doverosa legalità “.

Muniamoci di bende per occhi e tappi per orecchie perché stiamo per essere travolti da una carrettata di video messaggi, interviste, interventi, manifestazioni e mobilitazioni dei berluscones che hanno già iniziato a farsi sentire per reagire al “colpo di stato”. E chissà quando finirà.

Questa settimana potrebbe veramente essere la primavera grigia di una campagna elettorale estenuante; e senza che possano esserci elezioni per giunta, almeno a breve!

In disparte, intanto, il democratico Alfano sta ad assistere e non insiste più di tanto sul punto. Il suo Nuovocentrodestra, pur rimanendo fedele alla causa contro la decadenza,  non scenderà in piazza con quelli di Forza Italia, estremisti che violentano l’equilibrio e la grande capacità del Cavaliere per fini di potere proprio.  Quindi, il vice premier, convinto che una crisi di governo al buio sia sbagliata e sarebbe fare un torto agli italiani, non creerà problemi al suo di governo e anzi propone un patto per le riforme, in cinque punti, ai compagni Letta e Renzi, e va da sé il perché non anche agli altri!

Invece, sembra che altri ostacoli possano minare la tenuta del Governo nella maratona sugli emendamenti in commissione Bilancio al Senato, dove  fino ad ora l’esecutivo ha già incassato sconfitte su due emendamenti. C’è già chi denuncia spaccature interne al Pd ma la senatrice Rita Ghedini rasserena tutti e assicura che il partito ha votato compatto seguendo le indicazioni del Governo.

Se, però, entro oggi la manovra non approderà alla Camera, la prospettiva, lo sappiamo, è quella di porre la fiducia sulla manovra domani e tentarne l’approvazione nel giro di un giorno.  A meno che non lo si voglia fare contemporaneamente alla decadenza di Berlusconi al Senato.

Sarebbe comunque un interessante esperimento antropologico, più del test sulla possibile maggioranza senza Berlusconi.

D’altronde nella partita che si sta giocando sullo scacchiere dell ‘apolitica italiana, ciascuna forza apolitica e ciascun parlamentare ha ancora infinite combinazioni a sua disposizione.

 

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »