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Il Ciclone Cleopatra affonda la Sardegna.

novembre 20, 2013 • Comunicati Stampa, z in evidenza

>>>ANSA/ MALTEMPO:NUBIFRAGIO SU CATANIA,AUTO TRAVOLTE IN PIAZZA DUOMO

di Luigi Coppola – inviato in Sardegna

Dal cielo nero di tempesta cadono oltre quattrocentoquaranta millimetri d’acqua in una giornata, (il 18 novembre 2013 che aggiorna il calendario storico delle calamità nazionali) l’equivalente della pioggia distribuita normalmente in sei mesi, un ciclone: Cleopatra il nome associatogli dai meteo creativi, un diluvio che semina morte e tragedia. La Sardegna muore.

Le scene apocalittiche del giorno dopo e il numero dei morti (al momento sedici ma persistono alcuni dispersi oltre diversi feriti gravi) riaprono dolori infiniti, nelle stesse ore in cui inizia, con una macabra coincidenza, il processo (cinque imputati con capi di accusa gravissimi fra cui il “disastro colposo”) relativo all’alluvione che nel 2008 colpì i comuni di Capoterra e Sestu nel cagliaritano, uccidendo “solo” cinque persone. Altri quattro anni indietro nel tempo, il Natale 2004 a Villagrande Strisaili in Ogliastra, consumò dissesti, dolore e lutti con due vittime: la nonna con la nipotina di tre anni, travolte dalla furia dell’acqua nell’alluvione del sei dicembre.

La tragedia si abbatte sull’isola intera ma il dramma si concentra in Gallura e a Olbia.

Ancora una volta la presenza dei bambini fra le vittime è inquietante: la piccola Morgana di due anni muore con la mamma Patrizia di quarantadue, entrambe prigioniere nell’auto invasa dall’acqua. Un bimbo di tre anni ingoiato dalla furia delle acque di un torrente, mutatosi in uno tsunami che ha distrugge il muretto dove sedeva insieme al papà di trentacinque.

La tragedia che costa la vita a Luca Tanzi e mette a grave rischio quella dei suoi colleghi è surreale, ricorda scene cinematografiche da “horror”: il poliziotto in servizio scorta ad una autoambulanza che trasporta una vittima dell’alluvione, precipita con l’auto di servizio insieme ai colleghi in una voragine che si apre al loro transito. Il viadotto fra Dorgali e Oliena è tranciato di netto (dalle prime notizie, sembra fosse stato ristrutturato da meno di un anno), le riprese televisive dall’alto non lasciano ulteriori commenti.

Non solo la Gallura vive situazioni immaginate o viste solo recentemente nei filmati tv dalle Filippine. La provincia di Nuoro è collassata da frane e smottamenti. La distruzione è ad ampio raggio: Torpè, Galtelliì Uras, Terralba, luoghi non noti come Arzachena anch’essa devastata. Visioni infernali che producono sentimenti diversi in chi li ha apprezzati non solo vivendoli, seppure da turisti, in contesti agro pastorali unici o li ha esplorati, innamorandosene, con la letteratura dei Grandi Sardi: dal premio Nobel Grazia Deledda sino a Marcello Fois e Salvatore Niffoi.

Sono circa tremila gli sfollati dalle proprie dimore, almeno mille le case inagibili ad Olbia, le prime cifre disponibili definiscono i contorni di una ecatombe.

Annunciata, secondo le prime reazioni che crescono e si moltiplicano con una crescita esponenziale, spesso malevola e non controllabile.

Sin dalle prime ore del mattino, nel “day after” si consolida nella comunicazione dei media locali, l’imprevedibilità degli effetti distruttivi rispetto ad un evento ciclopico, la cui frequenza ha dell’inedito. Il direttore de “La Nuova Sardegna” Andrea Filippi in collegamento con il contenitore mattutino su rai3 (Agorà) introduce il tema (inevitabile nel montare analisi sulle cause e i relativi interventi di soccorso) della serialità delle “allerte meteo” e i conseguenti livelli di comunicazione e ricezione da parte delle istituzioni locali.

Incalzanti negli ultimi tempi, anche e soprattutto nell’isola, regione con coefficiente nazionale più basso nel livello infrastrutturale, come confermerà in serata il governatore Cappellacci nella diretta televisiva di La7.

Appare stridente il contrasto, sfogliando il primo quotidiano dell’isola, l’Unione Sarda. La cronaca a caldo nelle prime sette pagine dedicate all’alluvione con la ripresa delle notizie “ordinarie”. A iniziare proprio dallo storico “piano paesaggistico regionale”, asso nella manica, blandito dallo stesso governatore in carica, per una sua eventuale conferma alla guida dell’esecutivo politico sardo, nelle oramai vicine elezioni regionali, in programma nel prossimo marzo 2014.

La battaglia su chi la spara più grossa, circa le responsabilità politiche e sociali di ciò che rimane sul territorio sardo e soprattutto delle condizioni degli sfollati e disagiati (condizione quest’ultima, già consolidata da lustri per troppi residenti isolani) è già avviata sulle testate nazionali sin dalle prime ore pomeridiane dell’infinito “giorno dopo”.

Purtroppo sarà davvero difficile prevedere la longevità di questa nuova emergenza sarda. I reiterati riti strumentali, peggio, (per gli esperti che riescono) speculativi dalla denuncia strillata o compassata, li lasciamo a chi, lontano dall’isola o soggiornando in essa, certamente non la vive, non prova in queste ore, i dolori, i lutti, le sofferenze immane dei Sardi, coinvolti nella tragedia.

Pensavamo in questi giorni, anche da questa piccola finestra, dai nostri caratteriliberi ad un piccolo contributo di approfondimento, il più pacato e realistico possibile, circa il vicino appuntamento elettorale e i profili dei candidati che si apprestano a proporsi come futuri amministratori nella RAS.

In queste ore concitate, qualsiasi valutazione non potrebbe prescindere da emozioni forti e pulsioni non serene.

Rispetto all’urgenza di quanto accaduto, al dolore di chi rimane accanto alle salme dei propri cari occorre uno sforzo fisico, quanto più unitario e condiviso possibile. Dopo l’intervento diretto del Premier Letta, atterrato nel pomeriggio ad Olbia, per una visione diretta della calamità, con la disposizione immediata dei primi 25 milioni di euro (stanziati insieme alla Regione Sardegna) pensiamo di risuonare anche con il nostro piccolo eco, lo strumento nazionale già predisposto per aiutare le popolazioni colpite.

Di seguito i dettagli dell’iniziativa di raccolta fondi già operativa:

 

La sottoscrizione «Un aiuto subito, un contributo per la Sardegna» è promossa dal Corriere della Sera in collaborazione con La 7 .

IL CONTO CORRENTE – I versamenti si possono effettuare sul conto corrente

IT34D 03069 09400000000111105
Codice bic/swift BCITITMMXXX

indicando come beneficiario «Un aiuto subito. Alluvione Sardegna» Banca Intesa Sanpaolo Filiale di via Verdi 8 – Milano.

Prima si asciuga l’isola martoriata, prima si potrà pensare alla costruzione strutturale del territorio, al riscatto civile ed europeo dei Sardi. Tutti insieme.

 

 

 

 

 

 

 

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