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Destinazione Siria kalashnikov in offerta speciale

novembre 13, 2013 • Mondo, z in evidenza

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da www.remocontro.it  Ennio Remondino

“Tempesta perfetta” del malaffare: guerre e conflitti, instabilità, tanto denaro, domanda e offerta illecita.

La Guardia costiera greca, una nave da carico della Sierra Leone, un equipaggio di turchi e indiani, salpata dall’Ucraina e diretta a Iskenderun, Turchia, a pochi passo dal confine di Anthakya con la Siria. L’Internazionale delle guerre con 20.000 fucili d’assalto Kalashnikov, esplosivi e munizioni.

L’affare per chi lo gestiva era assolutamente eccezionale. Ed era un carico prezioso per la Nuor-M, una “Carretta del mare” che galleggia e campa grazie ad armatori criminali, equipaggi disperati e banditi internazionali che sulle guerre, o sulla droga, ci campano. La notizia dell’ Associated Press è povera. La Nour -M, salpata dall’ Ucraina all’inizio della scorsa settimana è stata intercettata venerdì nel passaggio delle acque territoriali greche vicino all’isola di Symi. Destinazione dichiarata del carico, Iskenderun in Turchia. Meno di 100 chilometri tra l’antica Alessandretta e Antiochia di Siria.

 

Torniamo al prezioso carico. Migliaia di AK-47, oltre a munizioni e una quantità sconosciuta di esplosivi. Le autorità greche che si sono mosse evidentemente sulla base di una segnalazione di intelligence, hanno scortato la nave verso l’isola di Rodi, nell’Egeo orientale, dove rimane sotto la protezione della guardia costiera. L’equipaggio della nave è stato arrestato. Dettagli sbirreschi. Ciò che invece interessa non è affatto chiaro. Alcuni database del trasporto marittimo davano per la Nuor-M il porto di destinazione a Tartus, in Siria. Altri confondono Tripoli di Libia col porto siriano

 

Il governo greco ha rifiutato di fornire dettagli sul percorso della nave: “La destinazione esatta delle armi e delle munizioni deve ancora essere verificata”. Mancano anche informazioni precise sul carico di Nour -M. “Voci non confermate£”, come da formula giornalistica, dicono che, in passato, la stessa nave ha attirato l’attenzione delle autorità marittime internazionali e che, il suo comandante è già stato sospettato di coinvolgimento nel contrabbando internazionale di droga. «Neve e tuoni», dice il gergo. E sul Mediterraneo, con l’esplodere di tante rivoluzioni, dopo i lampi, molti tuoni.

 

Una analisi sul legame tra il caos politico in Medio Oriente e Nord Africa e l’aumento delle attività di contrabbando attraverso il Mediterraneo, fatta dall’agenzia di stampa Reuters propone spunti di riflessione. La ricaduta politica causata dalla primavera araba ha alimentato un aumento quasi senza precedenti nel contrabbando di persone, di armi e di droga da e per il Nord Africa e il Medio Oriente. I due punti finali più interessanti per i contrabbandieri che cercano di importare armi dall’Europa orientale sembrano essere la Siria e la Libia. Banale legge della domanda e dell’offerta.

 

Più originale Massud Karimipour, Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine: «In queste due regioni volatili si sviluppa la tempesta perfetta: denaro, conflitti, instabilità, domanda e offerta illecita».

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