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Pier Paolo Pasolini 5 Marzo 1922 – 2 Novembre 1975

novembre 2, 2013 • Arte e Poesia, z in evidenza

 

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 Il 2 novembre 1975 ci lasciò Pier Paolo Pasolini, che è stato e sarà uno dei più grandi poeti, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paroliere e scrittore del nostro paese. Un’intellettuale scomodo in un paese corrotto, che dava fastidio al potere, perchè non ha mai risparmiato le sue impietose critiche ai potenti, e ha anticipato i tempi in modo impressionante. Lo si può definire certamente un poeta e profeta.

 Nella notte tra il 1º e il 2 novembre 1975 viene assassinato. Il cadavere, massacrato e travolto dalla sua stessa auto, viene trovato alle 6 e 30 sulla spiaggia dell’idroscalo di Ostia. 
Dell’omicidio si dichiarò colpevole il diciassettenne Pino Pelosi, un “ragazzo di vita”. Ma le sue contraddizioni nelle deposizioni, oltre all’intervento dei servizi segreti durante le indagini e alcuni passaggi poco coerenti negli atti processuali, hanno messo in forte dubbio la sua versione.
Le circostanze della morte di Pasolini, considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo, ad oggi non sono ancora state chiarite.

Come disse Alberto Moravia il giorno del suo funerale, questo è un paese che ammazza i suoi poeti.

A Pier Paolo Pasolini:

Pensieri vicini

Quando il pensiero non tace, col suo incedere mi sveglia

Rassegnata lo accolgo, lo assecondo, perchè contrastarlo mi darebbe il tormento.

E non dormo più, il gorgoglio del caffè che sale, mi rassicura, come di cose antiche, di vite passate ma presenti.

La tenue luce dell’alba rischiara un poco la stanza

E mi fa pensare all’amico lontano, che credevo perduto

Un poeta che amavo, e che sentivo risvegliare in me, in quei giorni passati.

Quella sensazione che credevo perduta, o che rifuggivo, perchè faceva soffrire.

In quest’alba d’estate, il cinguettio leggero del mattino, quando tutti ancora dormono, mi risveglia

le membra

E dedico a te, amico perduto, il pensiero vago, l’ispirazione che anch’essa credevo perduta

E un po’ m’attanaglia la nostalgia, ma so che questa, ci avvicina e ci fa ritrovare.

I primi piccoli rumori del mattino, quelli che forse tante volte hai sentito anche tu nei giorni inquieti

E l’emozione sgorga dai miei occhi, perchè ti sento vicino

Siamo vicini come non avrei mai immaginato.

Solo ora comprendo questa sensazione che provavo sin da ragazza, quando il mattino presto ascoltavo i primi rumori del mondo che piano si svegliava

E la notte orrenda, come quella della tua vita strappata, scompariva, lasciando il posto ad ad un nuovo giorno.

Un mondo più triste senza te.

Oggi il mio pensiero rincorre il tuo pensiero, che è tagliente più che mai, e mi riempie la vita di speranza infinita.

Poesia di Loredana Biffo, tratta da “I Poeti contemporanei” vol.1 editrice Pagine

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