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Per quanto ancora o Silvio?

ottobre 31, 2013 • Politica, z in evidenza

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di Ennio Remondino
A dar retta ai titoli di prima pagina di quotidiani e telegiornali, l’Italia intera vivrebbe un unico travaglio attorno al dilemma sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Intanto sappiamo, e tutti si ripetono in fotocopia che si andrà in aula del Senato col voto segreto, rendendo più difficile ogni eventuale operazione di “convincimento” da parte del pericolante senatore Silvio.

Berlusconi come il Datagate: basta con questo inutile tormentone. Tutti lo pensano, anche a destra, ma quasi nessuno lo dice. Il risultato somiglia a certe Soap opera imposte da Mediaset nel ventennio che va a chiudersi. Ora qualche dubbio affiora persino tra i più accesi tifosi del partito di famiglia, e Forza Italia s’ammoscia nella noia del già visto. Copione abbastanza rigido da qui alla non ancora decisa seduta del Senato che potrebbe togliere a Silvio Berlusconi l’immunità parlamentare. Ed è qui il nodo, la regione di tante scomposte razioni: la paura della galera. Ancora qualche minaccia di crisi di governo, ma poi? Il Pdl ripete a disco rotto che il voto segreto è senza precedenti, «contra personam». I precedenti mancano perché è la prima volta che si vota la decadenza di un senatore.

Ma diamo ora un’occhiata al tele dramma politico-berlusconiano come ci è stato raccontati ieri, al secondo giorno consecutivo di voto al Senato. In casa Mediaset persino Studio Aperto cede l’apertura a Berlusconi al posto della solita e privilegiata cronaca criminale. La partecipazione delle testate Mediaset al destino politico del loro editore è granitica, e già nei titoli comunica la rabbia che ha caratterizzato la scomposta azione politica dell’ex Pdl allo sbando verso una molto fragile Forza Italia. Per Cologno Monzese -rileva Alberto Baldazzi nel suo Osservatorio Tg- la pietra dello scandalo è la parlamentare di Scelta Civica Lanzillotta, strumento decisivo per realizzare “l’attacco finale alla democrazia costituzionale”, decidendo il voto palese per la decadenza di Berlusconi.

Il pranzo saltato tra il Cavaliere ed i suoi ministri -chi si fida è perduto- trova spazio su tutti gli altri Tg con commenti e chiose, facendo risaltare l’assenza dalle testate di famiglia. La7 da spazio ad Epifani che chiede di finirla con le provocazioni e le minacce per il governo, mentre la possibile rottura della maggioranza è sbandierata apertamente dai Tg di famiglia. Assente su tutti i Tg una parola sulle ragioni dell’accanimento Pdl alla questione del voto segreto o palese: nessuno dice ciò che tutti sanno. Ma peggio ancora, andiamo oltre i tg già andato in onda, nessuno si cimenta nel spiegarci le prossime tappe del tormentone Berlusconi. Nel frattempo si esalta la fantasia letteraria della deprecazione Pdl: «assassinio politico», «ghigliottina», «ordalia barbarica» e «golpe bianco».

Da www.remocontro.it

 

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