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LA TELA DEL RAGNO CHE SPIA IL MONDO

ottobre 25, 2013 • Cultura e Società, z in evidenza

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di Ennio Remondino

Spiare le comunicazioni altrui è facile. In generale. Basta sfruttare i cavi sottomarini in fibra ottica che portano le informazioni della rete da un luogo all’altro. 

La formula magica, l’abracadabra per lo spionaggio elettronico delle comunicazioni, sono due sigle, «Sea-Me-We 3» e «Sea-Me-We 4», che indica l’autostrada a fibre ottiche tra Sud-Est asiatico, Medio Oriente ed Europa Occidentale. Ma attenzione: il cavo che fa capo a Sea-Me-We 3 fa “terminal” proprio sotto l’Italia, nei pressi di Mazzara del Vallo, mentre Sea-Me-We 4 fa snodo a Palermo, città che già vede il passaggio dei dati del Flag Europe Asia, che collega il Regno Unito col Giappone. Per non emarginare la Sicilia orientale, ecco l’«I-ME-WE», India-Medio Oriente-Europa occidentale che, dopo 13.000 chilometri di mare, porta i suoi cavi a transitare per Catania. Ma torniamo al principale sospettato per lo spionaggio Usa ai danni dell’Europa. Il Sea-Me-We 4 è una fibra ottica sottomarina che trasporta le telecomunicazioni tra Singapore, Malesia, Tailandia, Bangladesh, India, Sri Lanka, Pakistan, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Sudan, Egitto, Italia, Tunisia, Algeria e Francia. Un percorso di 18,8 mila chilometri. Dettagli utili: come ogni autostrada anche il cavo ha la sua sigla, S1 tra Tuas a Mumbai, S2 da Mumbai a Suez, S3 da Suez al Cairo, S4 dal Cairo a Marsiglia. Ad esempio se vuoi rubare le comunicazioni sui Fratelli Musulmani al Cairo ti inserisci sull’S3, ovviamente scegliendo uno dei 17 “punti di sbarco” a terra. Palermo per l’Italia. Sea-Me-We 4 è un mostro nato nel 2005 con un costo di 500 milioni di dollari ed oggi è il percorso vitale per qualsiasi tipo di comunicazione digitale. Comunicazione strategica (probabilmente anche militare) da tutelare o, per contro, da violare. Incidenti apparentemente tecnici nel passato e timori sempre presenti oggi con la possibilità di danni o addirittura del taglio del cavo stesso. Per incidente o per sabotaggio. L’ancora di una nave che centra il cavo sottomarino o, peggio, l’attentato. Ad esempio, quanto accaduto nell’aprile di quest’anno in Egitto quando tre uomini sono stati arrestati mentre cercavano di tagliare il cavo vicino ad Alessandria. Traffico dati vitale ma molto vulnerabile. Dunque Sea-Me-We 3 e 4 servino per trasportare telefono, internet, multimedia e varie applicazioni di dati a banda larga. Piatto troppo goloso per qualsiasi struttura di spionaggio planetaria. E già nell’ agosto di quest’anno il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung aveva denunciato un’alleanza di agenzie di intelligence occidentali e asiatiche per sfruttare il cavo a fini spionistici. Secondo il quotidiano tedesco questo sarebbe avvenuto attraverso il GCHQ (agenzia britannica di spionaggio elettronico), sostenuto dalla National Security Agency, la gemella americana al centro delle dure polemiche che scuotono in mondo. E si torna a Edward Snowden come fonte delle informazioni.

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