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De Gregorio,fedeltà variabile un tanto al chilo

ottobre 24, 2013 • Politica, z in evidenza

de-gregorio

di Ennio Remondino
Chi è il De Gregorio comprato da Berlusconi? Napoletano, 53 anni, giornalista e politico a coerenza allternata. Dall’Avanti al Giornale, da Di Pietro a Berlusconi.

Giornalista arlecchinesco. Sergio per gli amici che ancora gli restano sulla scia dei ondivaghi interessi e coerenze, ha 53 anni e una antico problema di metabolismo. Inizia a scrivere sui giornali a 17 anni, nel 1977, su la cronaca di Napoli di Paese sera, fino al 1980. Il giovanotto si sbatte come può, da “abusivo” che vuole diventare giornalista. Di tutto di più. Dice di aver collaborato alla trasmissione radiofonica ‘Al rogo, al rogo’ di Radiouno, e a ‘Chiamate Roma 3131’, su Radiodue. Dopo la cronachetta a Paese Sera, il focoso Sergio fonda una propria agenzia fotogiornalistica, la Alfa Press Service. E prosegue nelle collaborazioni sempre molto varie sia per destinatari sia per temi: con L’Espresso, con Tg2 Dossier (dice), con Oggi sino al 1998. Afferma di essersi occupato di vari teatri di crisi: Ruanda, Iraq, Nicaragua, ex-Jugoslavia, Libano. Sarà, ma per strada non l’ho mai incrociato. Forse se ne occupava dal golfo di Napoli, visione larga per capire meglio.

La bio-degradabile. La biografia da Wikipedia fa sorgere qualche dubbio sulle fonti da cui nasce. De Gregorio appare con una novello Enzo Biagi, tanto è giornalisticamente plurale e richiesto. Durante gli anni ottanta continua la sua collaborazione con la Rai di cui di dichiara di volta in volta autore, o conduttore o inviato. Anche in questo caso io dovevo essere distratto. Comunque: Droga che fare (Raitre), Giallo con Enzo Tortora, Dario Argento ed Alba Parietti (Rai 2), Domenica In (Raiuno, consulente per la parte giornalistica!), Linea diretta con Enzo Biagi (Raiuno). Per vocazione da sempre espressa alla pluralità, collabora anche con la Fininvest come inviato di Linea Continua con Rita Dalla Chiesa (Retequattro) e de L’istruttoria con Giuliano Ferrara (Italia Uno). Poi lo scoop che lo fece uscire dall’anonimato. Il riconoscimento del pentito Tommaso Buscetta in crociera con la famiglia nel Mediterraneo, killeraggio giornalistico in conto terzi.

Politico a fedeltà variabile. Negli anni novanta De Gregorio si iscrive al Psi. Nel 1994 passa a Forza Italia. Nel 2000 fonda l’associazione Italiani nel Mondo, per promuovere -racconta- l’immagine dell’Italia attraverso, guarda guarda, un proprio canale televisivo satellitare. Ma intanto campa come assistente al Parlamento Europeo fino al 2004. Nel 2005, ben tre giravolte. Dopo il naufragio di un primo accordo con Forza Italia, si candida per le elezioni regionali in Campania nella lista di Gianfranco Rotondi, Democrazia Cristiana. Sempre nel 2005 l’accordo con l’Italia dei Valori per le elezioni politiche del 2006. Nel 2006, viene eletto al Senato dove diventa Presidente della Commissione Difesa grazie ad un accordo con la Casa delle Libertà raggiunto con la mediazione di Renato Schifani, in contrapposizione alla candidata de L’Unione, l’ex-partigiana Lidia Menapace. Nel 2006 lascia l’Italia dei Valori e nel 2008 affonda il Governo Prodi II.

2008, finalmente a casa. Alle politiche del 2008 De Gregorio è eletto senatore per il PdL. Membro della Commissione Difesa e anche presidente della Delegazione parlamentare italiana all’Assemblea parlamentare della Nato, da cui deve dimettersi per l’indagine sull’appropriazione indebita di 20 milioni di euro di finanziamenti al quotidiano L’Avanti! Nella successiva fase di “pentimento” dell’ex senatore, oltre ai 3 milioni incassati da Berlusconi per il tradimento di Prodi, esce fuori anche l’altra verità sullo “Scoop” di Buscetta. Operazione discredito del pentito fotografato in crociera per “salvare” Silvio Berlusconi (caso Mangano e Dell’Utri) e Giulio Andreotti dalle accusa di collusione con la mafia che stavano emergendo allora. Vissi personalmente la vicenda attraverso il sofferto racconto del mio amico Buscetta. Ma questa è un’altra storia. Masino, costretto all’asilo negli Usa, morirà a New York nell’aprile del 2000. Conto in sospeso per Pupo e Puparo.

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