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Il Pd torinese e le tessere “lievitanti”

ottobre 24, 2013 • Comunicati Stampa, z in evidenza

tessera

Il sospetto inquietante è che la malapolitica sia una realtà dilagante, la provincia di Torino è una delle “zone monitorate” a causa dello strano incremento delle affiliazioni al partito.

Presso il quartier generale del Partito democratico sono arrivate segnalazioni di un’anomala crescita di tesseramenti, anche in seguito alla polemica riguardante i “signori delle tessere”, di cui il candidato cuperliano Aldo Corgiat

ha fatto i nomi.

Mancano pochi giorni alla prima fase dei congressi, e la commissione congresso del Pd ha adottato alcune contromisure, e invia un emissario a verificare la regolarità delle procedure. La commissione lavora ad una comunicazione interna che ha stilato un codice di comportamento che avrebbe lo scopo di rilevare le anomalie circa il numero degli iscritti, e bandire i tesseramenti collettivi. Si dovrà accertare che ogni tessera corrisponda alla quota individuale di 15 euro.

A Roma risulta che la provincia di Torino abbia circa 26mila tessere, che sarebbero più del doppio rispetto al 2012, anno in cui erano 12mila. Rimane da capire come mai sono state chieste una quantità di tessere in più rispetto allo scorso anno e chi detiene le altre 15 mila, dovrà accertarlo la Commissione nazionale di garanzia per il congresso.

E intanto non si placa so scontro su Salvatore Gallo, artefice delle iscrizioni di massa, e sul ruolo che le correnti avrebbero, insieme ai capibastone che duellano a distanza, il renziano Catizone e il senatore cuperliano Esposito che si accusano reciprocamente di ipocrisia e opportunismo.

Insomma, mala tempora per il Pd torinese.

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