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l’Università di Sassari cuore mediterraneo in Europa.

ottobre 21, 2013 • Cultura e Società, z in evidenza

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di Luigi Coppola

Erasmus welcome day 2013: l’Università di Sassari cuore mediterraneo in Europa.

“ L’Erasmus è come un tatuaggio, vi segna per la vita…” – La metafora di Sabrina Ledda, emozionato presidente dell’associazione Erasmus Student Network Sassari, ha impresso il saluto inaugurale della tradizionale cerimonia di accoglienza. Consumatasi con un semplice ma intenso protocollo autoctono lo scorso diciotto ottobre, in una festosa e giovane cornice. Un affollata platea che ha colorato la splendida e sobria Aula Magna dell’ateneo sassarese con un melting pot gioioso e concentrato. Unito nell’esperanto di pace e cultura, puntuale fil rouge in tutti gli interventi istituzionali, etnici, che si sono alternati nel corso della serata.

“Quest’anno, 120 studenti hanno scelto Sassari per svolgervi, nel primo semestre, la loro mobilità a fini di studio. Ma stasera, oltre a loro, abbiamo il piacere di avere con noi anche i primi 10 tirocinanti arrivati con l’ “Erasmus Placement in Sardinia” per svolgere i loro stages formativi presso imprese, istituzioni e studi professionali del Nord Sardegna, che vogliamo qui ringraziare. Molti altri arriveranno nel secondo semestre.Tra voi, quasi il 55% per cento sono donne. Come da tradizione, gli studenti spagnoli sono (con il 63%) la componente più numerosa, ma, al secondo posto figurano anche quest’anno (con il 17%) gli studenti delle università turche. Seguono gli studenti polacchi (5 %), i francesi, i cechi, i greci, gli ungheresi, gli irlandesi e i portoghesi.
L’Europa e il Welfare europeo vi consentono di studiare con gli stessi doveri e con gli stessi diritti degli studenti dell’Università che vi ospita.
In questi anni il nostro Ateneo ha fatto grandi progressi: abbiamo rafforzato i corsi di lingua e cultura italiana, e siamo ora in grado di fornire anche la certificazione internazionale (CILS); abbiamo potenziato gli sportelli Erasmus e i servizi di tutorato per gli studenti incoming; abbiamo rafforzato le funzioni del Garante degli studenti stranieri e adottato un Regolamento d’Ateneo per le mobilità internazionali studentesche che tutela, insieme agli outgoing, anche gli studenti incoming; abbiamo riformato il sistema di riconoscimento delle valutazioni di profitto, utilizzando le percentuali di distribuzione dei voti, e ci siamo allineati ai criteri dello spazio europeo dell’alta istruzione; abbiamo migliorato l’accesso all’assistenza sanitaria, agli spettacoli e ai servizi sportivi e, con il decisivo contributo dell’ESN, abbiamo potenziato le politiche d’integrazione; lo scorso anno, grazie all’iniziativa della dottoressa Titti Zedda, abbiamo perfino offerto a tutti gli studenti stranieri una piccola ma preziosa rassegna di film italiani.

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Molto è stato fatto ma molto resta da fare. E’ per questo che vi chiediamo di portarci le vostre esperienze e di aiutarci a migliorare la nostra organizzazione.
Vi ringraziamo, per esempio, di averci segnalato le disfunzioni degli orari delle lezioni di italiano e vi annunciamo fin d’ora che uno o più corsi serali inizieranno entro il mese di ottobre.”

Lo stralcio, tratto dall’intervento di saluto dei delegati d’ateneo per la mobilità internazionale studentesca, (professori Piero Sanna e Quirico Migheli), illustra con cifre importanti, l’attività strategica del progetto, assunta dall’ateneo sassarese in un ambito fortemente europeo dai chiari influssi mediterranei.

E’ Umberto Eco, l’autore scelto, nella prefazione del Magnifico Rettore, Attilio Mastino, per ricordare l’Università come luogo deputato ad una forza di pace.
Di seguito un estratto del suo intervento:
“…basta pensare al progetto Erasmus. Che prevede la creazione di una nuova rete internazionale di clerici vagantes, i quali spesso si sposano fra di loro. Preparando così, almeno in prova, una nuova generazione di cittadini bilingui: immuni dalle seduzioni di qualsivoglia nazionalismo. Il ruolo dell’Università è ancora fondamentale, soprattutto in un mondo ormai diventato sempre più virtuale. Le Università sono tra i pochi luoghi in cui le persone si incontrano ancora faccia a faccia, in cui i giovani studiosi possono capire quanto il progresso del sapere abbia bisogno di identità umane reali e non virtuali. Siamo orgogliosi di accogliervi oggi qua, chiedendovi scusa per i disagi per gli studenti che frequentano ad Alghero il dipartimento di architettura, hanno subito. Da lunedì le lezioni inizieranno regolarmente. Vi assicuro che nel corso dell’anno cercheremo le occasioni per incontrarci. Per conoscere di più la lingua italiana, per organizzare delle visite guidate, escursioni, gite, per farvi conoscere la Sardegna: benvenuti in Sardegna !”.

I primi due interventi erano stati intervallati dal saggio musicale del quartetto d’archi, String Quartet. Un prezioso interludio di arie e sonate classiche realizzati dai musicisti del Conservatorio di Sassari “Luigi Canepa”.
Il secondo saggio musicale è stato animato da Ichnvss, Gruppo etnomusicale, composto dalle cinque voci dei Giovani Cantori Sardi dell’Ateneo Turritano : “Procurade e moderare”; “Nanneddu meu”, i brani tradizionali proposti in sala.

Nessuno tocchi le Università Sarde.

Più che a braccio, un fiume in piena il saluto invettiva del sindaco Gianfranco Ganau:

“…la nostra Università sa aprirsi all’Europa, sa aprirsi al mondo. Credo che non è il momento adatto perchè siamo in festa. Non facciamo troppe polemiche su quello che si sente dire da poco sulle unificazioni delle Università in Sardegna. Vada immediatamente rigettato senza neanche perderci troppo tempo. Due Università in Sardegna ci stanno tutte per la storia e per la specificità della nostra Regione. Io credo che siamo tutti impegnati a riprendere fino in fondo l’autonomia di questa specificità. Diversa è la collaborazione che già si sviluppa fra l’Università di Sassari e l’Università di Cagliari. Tutto questo non è campanilismo: è un tener conto della nostra realtà. Che è diverso dal tener conto degli standard che si possono definire da altre parti. Che poi vedono produrre disastri, come quello dell’applicazione degli standard dell’accorpamento scolastico. Che hanno portato la Regione a diventare, in solo due anni, di nuovo in testa alla classifica per la dispersione scolastica. Mi fermo qui perchè siamo in festa.”

La festa si è avviata al termine con il saluto di Carlo Bitetto, presidente ESN Italia, l’intervento del coro universitario sassarese e il congedo conviviale di tutti i partecipanti, docenti e studenti.
L’Erasmus conferma la missione dell’integrazione fra i popoli studenteschi: insieme nel rispetto reciproco delle diversità. Sassari rilancia l’accoglienza nel segno della cultura mediterranea.

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