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Matti a cottimo

ottobre 21, 2013 • Comunicati Stampa

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Caratteri Liberi annuncia la collaborazione con l’Associazione Olocroma.

Nel gennaio 2011, dall’incontro di tre persone in un bar, nasce l’Associazione culturale Olocroma, che sarà poi fautrice del Torino Mad Pride e del progetto Matti a Cottimo. L’intenzione di Simone Sandretti, presidente dell’associazione, Luca Atzori e Lorenzo Peyrani, è quella di creare una rete per tutti i disagiati (non solo utenti della salute mentale ma chiunque non riesca a integrarsi nel tessuto sociale e nel mondo del lavoro), tale da mettere in condivisione le competenze di ognuno e rafforzare i nessi relazionali e comunicativi, spesso carenti in alcune realtà.

Tramite l’aiuto di altre persone che cominciano a credere nel progetto, sono organizzate rappresentazioni e laboratori teatrali (coordinate da Luca Atzori), eventi musicali (coordinati da Lorenzo Peyrani e Maurizio Suppo), mostre artistiche e fotografiche (a cura di Alessia Panfili) e viene realizzato l’aperiodico “La Sveglia” (progettato da Peyrani e Beatrice Di Zazzo, con l’apporto grafico di Alberto Moretti).

Nel corso dei mesi, con l’organico in continuo ampliamento e rinnovamento, si avvera per la prima volta la visione di un Torino Mad Pride (TMP 2012, seguito da una seconda edizione nel 2013), manifestazione per le strade di Torino degli utenti della salute mentale e delle persone coinvolte (a vario titolo) nell’ambito del disagio, che rivendicano gli stessi diritti delle persone considerate “normali” e che chiedono di potersi assumere la responsabilità delle proprie competenze personali e professionali.

Al di fuori di qualsiasi ottica assistenzialistica, la peculiarità del TMP è quella di ragionare in ottica orizzontale/paritaria poiché le persone con un malessere psichico ed esistenziale, definiti “diversamente sensibili”, hanno o possono acquisire (come chiunque altro) capacità da poter spendere nel mercato del lavoro e nella rete sociale.

Soprattutto vengono riconosciuti sia i diritti che i doveri di ogni persona in una visione responsabilizzante del proprio percorso esistenziale e/o terapeutico, dato che vengono costantemente incoraggiate revisioni critiche delle proprie azioni e dei propri pensieri.

La condivisione del proprio “mondo interno” ridiventa una delle pietre focali con la nascita dell’”Assemblea dell’Ascolto” in seno al CNUSM (Coordinamento Nazionale Utenti della Salute Mentale, di cui Atzori è responsabile della regione Piemonte): riunioni con diversamente sensibili, operatori e semplici cittadini che si confrontano, esponendo la propria visione di sé, della società e delle istituzioni.

A dicembre 2012, con l’essenziale aiuto di Chiara Abbà, il TMP risponde al bando regionale della Regione Piemonte “Per la diffusione della cultura di parità e del principio di non discriminazione nel sistema educativo e nel mondo del lavoro”, poi vinto nell’aprile 2013 insieme all’Associazione culturale Mente Locale. Con quel finanziamento i vari collaboratori stanno preparando un documentario, uno spettacolo teatrale (la prima dello spettacolo si terrà il 2 novembre alle 21 presso l’Hiroshima Mon Amour a Torino) e un sito web.

Il sito servirà a concretare il progetto Matti a Cottimo: annunci di ricerca/offerta lavorativa tra persone che possiedono le competenze idonee. L’istituzione di gruppi di lavoro inerenti specifici settori professionali permette anche di poter formare persone intenzionate ad acquisire dimestichezza in un ambito specifico, in modo da poter esprimere le proprie peculiarità non solo all’interno del TMP ma anche nell’ordinario mercato del lavoro.

Il plusvalore del progetto consiste nel garantire l’espletazione del servizio richiesto dal committente anche nel caso in cui uno dei partecipanti del gruppo di lavoro non sia in quel periodo in grado di poter assicurare un buon rendimento: l’esempio tipico è quello dell’utente in un periodo di crisi che potrà prendersi cura di se stesso e del suo malessere senza gravare sulla realizzazione del lavoro né sulla sua partecipazione al team professionale.

Come dire: il lavoro nobilita l’uomo solo se ne rispetta l’animo. D’altronde la peculiarità dell’Associazione Olocroma risiede nel fatto di avere come presidente un uomo che ha ricevuto una diagnosi da bipolare e come collaboratori persone con precedenti nel mondo psichiatrico (diagnosticati e non) che sono riusciti ad acquisire e ampliare le proprie capacità nell’ambito professionale che desideravano.

Tutto ciò a dimostrazione che il malessere esistenziale non è un freno all’espressione della propria creatività e preparazione, a patto che s’intenda l’ipersensibilità per alcuni aspetti della vita come una risorsa e non con un limite.

La sfida è proprio quella di far capire ai “normali” che una diagnosi o un disagio non vanno vissute come etichette (e in quel caso il disagio non può far altro che autoalimentarsi) e che a priori non si possono giudicare ed emarginare le persone.

In poche parole: dammi l’opportunità di poter lavorare ed esprimere la mia creatività, e poi dimmi chi pensi io possa essere. 

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