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Una nuova Corte dei Miracoli

ottobre 14, 2013 • Arte e Poesia

Il Pensiero

Alle armi!
Dobbiamo re-impadronirci dell’arma del pensiero.
Non sentite?
Anche Dio grida attraverso la realtà!
L’avevamo già pensato, scritto, urlato vent’anni fa: mai più onde assassine nel Mediterraneo!
Non è stato sufficiente nasconderli tra le dune, insieme alla nostra dignità globale.
Ogni volta è una maledetta prima e ultima volta, non dovrà più capitare. Illusi!
Anche mio padre rimase ferito dalle bombe cadute a Sestri Ponente e sarebbe fuggito volentieri.
In questo tempo così certo d’assenza: basterà certo, il rintocco di un nuovo messaggio, un nuovo abbonamento, un telefonino più grande, uno stadio riempito d’urla inutili, moschee e chiese svuotate d’ideali.
In questo tempo così tecnologico; per alcuni ricco da far schifo, nella contraddizione dei mercati virtuali. Il mare non offre più pesce, le pesche arrivano dalla Spagna, gli imprenditori non investono e il paese soccombe di cassintegrati che soffrono la precarietà come la malattia dei giorni nostri.
Abbiamo nascosto i valori dietro a interessi di facciata, ogni notizia è viziata ad arte, travestita da dogma, diventa scudo, impunibilità.
Abbiamo sopportato governi fasulli, fantoccio, incapaci di scegliere, bloccati da giri di parole e ricatti. Tutti a libro paga.
Anni fa pensavo che alcune scelte strategiche fossero dettate da grandi responsabilità super partes e competenze adeguate. Da me certamente sconosciute le cause e certi meccanismi. Oggi mi chiedo se veramente avremmo potuto cambiare questa nomenclatura di idioti e ladri; lungi da me criticare gli onesti, che si sentiranno certamente legittimati dalla loro dignità personale.
Alle armi!
Senza violenza con l’arma vincente del ragionamento, della concertazione, del buon pensiero, del buon governo (lat. reggere il timone).
Riprendiamo fiducia nel valore del rispetto, partendo dalle nostre strade, che sembrano dei dedali invasi da arroganti, maleducati e presuntuosi.
Pane al pane, vino al vino. Ben venga la preghiera per un qualsiasi Credo, finalizzata al cambiamento, alla rivoluzione, contro chi ci ha portato in Piazza Alimonda, anche se nessuno di noi avrebbe preso in mano quel maledetto estintore.
Non voglio leggervi solo poesia, senza trovare o proporre linee guida. Come possiamo migliorare?
Come possiamo migliorare? Come possiamo evitare la mattanza dei nostri fratelli nel Mediterraneo? Certamente non con leggi o demagogie elettorali.
Non è dall’effetto che potremo produrre risultati. Oggi più che mai abbiamo bisogno di analizzare le molteplici cause che combinano gli effetti. Non ha più senso ragionare per campanili, gli interessi in gioco sono enormi, le multinazionali del potere non ci saranno alleate, occorre unire una nuova corte dei miracoli, occorre ragionare e agire velocemente in sinergia globale. Si dovrà partire dalle cause reali: le guerre e i loro padroni. Dobbiamo occuparci dei bisogni primari delle persone: il cibo, il tetto, la salute, il lavoro, la libertà.
Nel nuovo conflitto siriano, senza entrare nel merito, ho però compreso che L’ONU si limita a realizzare delle sanzioni a seguito dell’uso presunto di armi chimiche. Come se i morti fossero più morti a seconda dell’arma utilizzata. Se non si creerà un equilibrio alla base, non potremo pretendere, con squallide manifestazione di chiusura, di fermare disperati che hanno il legittimo torto di voler sfuggire alla guerra che uccide i loro figli.
Dalle nostre città si alzano piccoli gruppi, si nota un certo movimento nei momenti di aggregazione. Da questo punto di vista la poesia è scevra di interessi, non ha colore politico, è sensazione. La lettura in ambito pubblico si fa strumento divulgativo a costi nulli, non si dirige, invoglia al ragionamento, alla riflessione, ci priva della superficialità che diventa il luogo comune bestiale figlio del malcontento, e dell’ignoranza indotta. Vi risparmio le frasi ascoltate in strada in questi giorni.
Ricordo che la paura del diverso, il bisogno di chiudere le frontiere, il silenzio delle istituzioni, la perdita del lavoro, la riduzione del proprio stato sociale, ha aperto la strada nel 1933 al partito nazional socialista capeggiato da tale Adolf Hitler e alle sue aberrazioni.
Il mondo attende il miglioramento, possiamo fornire un contributo con le idee, che ci preparano alle domande:
Chi fornisce le armi?
Si tratta di prodotti tracciati?
Chi guadagna può accollarsi i costi delle innumerevoli vite umane?
Può partecipare alla spesa militare degli stati che altrimenti spendono per le guerre?
I soldi forniti dall’Europa agli stati sul Mediterraneo per pattugliare le coste, si sarebbero potuti utilizzare per migliorare le condizioni di vita di un piccolo paese in Africa?
La chiesa potrà contribuire alla costruzione di nuove famiglie, consentendo il matrimonio ai sacerdoti, senza il timore di doverle mantenere economicamente?
Naturalmente non ho competenza per rispondere a queste mille domande.
Sono soltanto un poeta.
Il testo che vi “leggo” a voce alta è stato scritto da me nel 2004.
Siamo tutti a dover alimentare la pace (Palestina)

Questa storia racconta del silenzio assordante di una notte senza speranza

Si finge che nulla sia successo
Si gioca ad essere liberi
Liberi tutti
Si finge libertà per non impazzire
Si studia la libertà per continuare

Si vive:
Nella gabbia dei controlli, di chi va e chi viene
Nello spazio circoscritto dall’esplosione della granata
Nell’occhio del cecchino nel bersaglio

Sembra il futuro dei film
Mitra e gente che non muore

Gli occhi dei bimbi che giocano alla guerra, mimano sorrisi, alzano i pollici accesi, indossano Del Piero

Poi si fanno esplodere sugli autobus
Ma erano già morti

Distrutti come le case della loro città
Finiti nell’infrastruttura del terrorismo
Indossano odio come noi indifferenza

Occhi frutta sorrisi e
Massacro, sangue, altro sangue.

Insediamenti, check point, bandiere, risoluzioni, risoluzioni, risoluzioni fino alla prossima terribile volta
Al prossimo bombardamento mirato

Non c’è pace
Le bombe non aiutano la vita, sommano odio all’odio

Può nascere la speranza nella menzogna?
Dove possiamo andare se continuiamo ad alzare barriere?
Ponti non muri!

Animali rinchiusi, affamati, sporchi, uccisi, folli bombe viventi.
Morti.

Siamo tutti terroristi:
Mammebambinifotografipacifistisoldatimusicantioccupantipretitecnicieimperatori

Tutti guardiamo, leggiamo, qualcuno guadagna
Ma non sappiamo che sotto le macerie c’è dolore che uccide i nostri figli e acceca di rabbia la specie umana

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4 Responses to Una nuova Corte dei Miracoli

  1. gianfranco ha detto:

    Ottima la prosa. Trattando di problematiche ambientali, sociali, economiche, nèe leggerò sicuramente qualche passaggio in classe. ciao
    Gianfranco Carignano

  2. anna ha detto:

    Ho letto con attenzione questo tuo lavoro, lo avevo anche ascoltato in serata, è molto bello e molto profondo, rispecchia la società di oggi così attenta alle sciocchezze al punto di non accorgersi che si è arrivati ad essere morti che camminano, e per morti intendo intellettualmente, così presi dal dio denaro non ci accorgiamo di essere carnefici di noi stessi, credo che questa tua prosa sia un atto di accusa a noi stessi e che debba portare a chi legge un momento di riflessione attenta, affinchè il domani abbia ancora un senso di vita. da trasmettere ai nostri figli.

  3. andrea ha detto:

    Bravo Andrea….
    Purtroppo quello che tu scrivi sono alla fine la preoccupazione di un qualsiasi genitore (che si possa chiamare tale) per i propri figli….
    Un genitore che si prodiga ad insegnare il rispetto nelle cose e nelle persone, a cercare di fargli capire che cosa è il buonsenso, a provare a far capire che tutto non è docuto e che le cose si devono guadagnare….
    Tutta fatica sprecata… . il nulla che ci circonda è sempre più invasivo nelle teste dei ns figli rispetto ai ns insegnamenti…. il nulla che ci propinano ovunque, anche a scuola….
    Quando poi accendi quello che una volta era una scatola radiattiva ed oggi è un quadro animato con non ben chiari effetti sull’umanità, ti rendi conto che quello che le lobby ci propinano come notiziario, come informazione, come marketing, sia tutto pilotato sul consumismo, sui valori del dio denaro e sempre meno focalizzato al vivere secondo quanto noi abbiamo imparato dai nostri genitori e che con fatica cerchiamo di fare lo stesso con i ns figli
    L’editoriale non è che la prima delle grandi riflessioni che dovremmo fare tutti noi…

  4. Molto intenso e vero quanto hai scritto. Quello che aggiungerei che forse arrivati a questo punto il pensare ed il ragionamento sono i primi strumenti propedeutici per agire. Ma poi un’azione non violenta ma decisa e ferma ci deve essere perché il vero problema non è solo l’assenza di pensiero da parte della gente (Che stanca e rassegnata si disinteressa di tutto e cerca banale evasione come ai tempi di panem – poco – et circenses) ma anche il fatto che la classe dirigente di questo Paese (non solo i politici ma anche le banche e non solo Italiani) ragionano eccome e non hanno minimamente intenzione di abdicare dal loro dominio.

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