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Guerre stellari e costi marziani

ottobre 6, 2013 • Cultura e Società, z in evidenza

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di Ennio Remondino

Ascolti chi deve programmare gli armamenti con 30 anni di anticipo e ti sembra di avere a che fare con tanti dottor Stranamore con una montagna di soldi da buttare.
Parl
iamo di “Caccia ai miliardi” e raccontiamo come Archivio Disarmo abbia documentato la diatriba interna tra sostenitori di due diversi cacciabombardieri, dai costi comunque stratosferici. L’Eurofighter Typhoon che è già in servizio in Italia, e l’F-35 della Lockheed che dovrebbe arrivare. Indaghi sui documenti proposti da Fabio Carlini e Fulvio Nibali sul “Sistema informativo a schede” dell’Archivio Disarmo e scopri infinite contraddizioni tecniche ed economiche. Dubbi anche sul fronte militare con tifoserie contrapposte tra i due mostri volanti. Con una sola certezza: la montagna incredibile di soldi che tutto ciò sta costando e ancora costerà.

L’Eurofighter Typhoon è una produzione europea a 4. Produttori e consumatori, Regno Unito con 232 aerei, Germania 180, Italia 121 e Spagna 87. Poi la crisi e i tagli. L’Italia scende a 96 e ne vende 24 usati. 72 Eurofighter che bastano e avanzano, sostiene qualcuno. Collaudo pratico nel 2011 sulla Libia. Bastano alcuni modifiche e, come ha deciso di fare la Germania, l’aereo europeo eguaglia il fantascientifico F-35 americano. Non la pensano così vertici dell’aeronautica italiana, il giro ministeriale attorno all’ex premier Monti ed, ovviamente, gli americani della Lockheed-Martin e dintorni. Forse perché l’ F-35 rappresenta il più costoso programma militare mai realizzato.

Il Joint Strike Fighter F-35 è un caccia multiruolo di “quinta generazione”. Terminologie da stregoni. L’altro caccia concorrente, l’Eurofighter, è della “quarta generazione e mezzo”. Cosa voglia dire è ignoto. Probabilmente l’Efa perde mezzo punto perché un po’ meno invisibile, meno “stealth” dell’F-35, che poi è una caratteristica che dura finché un radar di una mezza generazione in più non lo fregherà. Aereo tutto Usa, la sua produzione coinvolge altre otto nazioni: Regno Unito, Italia, Olanda, Turchia, Canada, Danimarca, Norvegia e Australia. Istruzioni per l’uso: l’F-35 può anche trasportare ordigni atomici come le bombe B61. Purché senza temporali e non di notte
Con la bomba atomica si può forse dominare il mondo ma non si produce ricchezza. E torna il tema costi. Anche qui caos. Da “il mio è più bello”, a “il mio costa meno”. Sarà un po’ più o un po’ meno, ma è una montagna vergognosa di soldi. Gli oneri globali per acquisire e sviluppare l’Eurofighter Typhoon sono di circa 21 mila milioni di Euro! Provate a mettere tutti gli zeri per arrabbiarvi. Per l’F-35 il conto certo vola meglio dell’aereo che ha un sacco di problemi. Tifosi dell’Euro-caccia: i soldi spesi tornano al 100% in aziende e lavoro italiani. Balle, replicano i filo Usa, l’F-35 è vera innovazione tecnologica che andrà a mettere pezze occupazionali alla crisi del vostro velivolo.

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Eurofighter sostengono produca globalmente oltre 100.000 posti di lavoro in 400 aziende nelle 4 nazioni partner: 20mila in Germania, 20mila in Italia, 25mila in Spagna e 40mila nel Regno Unito. Con l’F-35 sarà meglio, sostiene qualcuno. Replica sindacale di Gianni Alioti, Fim-Cisl: un operaio impiegato nella produzione degli F-35 costerebbe 10 milioni di euro per posto di lavoro. Chi ha ragione? Non capendo nulla in materia uno evita qualsiasi conclusione. Con sana diffidenza. E memoria di ciò che disse l’ingegnere aeronautico statunitense Pierre Sprey a Presa diretta sull’F-35: «Il peggiore aereo che abbiamo mai costruito». Accusa: interessi prevalenti dell’industria militare.

Archivio Disarmo si arma di pazienza e fa conti militari, industriali e occupazionali in tasca ai due cacciabombardieri Eurofighter e F-35A e B che incombono sull’Italia.
Sicurezza nazionale, sicurezza nei cieli, eccetera eccetera. Ma qualche sicurezza economica esiste? Archivio disarmo tenta un confronto tecnico tra i due caccia che dovrebbero rappresentare il futuro dell’aviazione militare italiana: l’Eurofighter Typhoon e il Joint Strike Fighter F-35. Scopri che Eurofighter ha i suoi velivoli già operativi e quindi i suoi costi (e ricavi occupazionali) sono definiti. L’F-35 è un programma statunitense della Lockheed Martin ancora nella fase di progetto con molti problemi tecnici, molti ritardi e molte polemiche. Con l’F-35 Stealth, di visibile e certo è che volano i costi. A sintesi estrema per evitare tecnicismi, qualche spunto di racconto a puntate.

Tra gli stessi specialisti si infiamma il dibattito sulla partecipazione dell’Italia al programma F-35 che prevede l’acquisto di 90 di quei mostri volanti. Costo stimato (l’azzardo dei numeri, vedremo dopo) di almeno 14 miliardi di euro. Un programma militare tanto dispendioso in un periodo di grave crisi economica? L’Italia -rilevano alcuni tecnici- fa parte del programma del caccia europeo Eurofighter Typhoon, progettato per essere il più avanzato caccia multiruolo al mondo che potrebbe svolgere le stesse funzioni dell’F-35. Annotazione non trascurabile, il Joint Strike Fighter F-35 modelli A e B (decollo verticale) viene definito «il più costoso programma militare mai realizzato».

Nel Giallo F-35, se non c’è un assassino c’è certamente chi racconta frottole. Previsioni sul costo. Per la Lockheed Martin un F-35A costa 61 milioni di Euro. Per il generale Claudio Debertolis, febbraio 2012 in sede di Commissione difesa della Camera, lo stesso F-35A di milioni ne costerà 80. Ma i milioni crescono col tempo. A dicembre, stesso generale stessa Commissione difesa, i primi F35A salgono a 90 milioni, ma dal 2020 (offerta speciale?) caleranno a 63 milioni. Lotteria continua: stesso generale su Analisi Difesa, ottobre 2012, ci vende l’F-35A a 99 milioni e l’F-35B a 106,7. Risparmioso il generale Esposito che a luglio di quest’anno quota l’F-35A a 74 milioni e l’F-35B a 88.

Probabilmente qualcuno, volendolo, potrà spiegarci che il balletto di cifre è legato a quelli che per le auto chiamiamo gli “optional” richiesti, o al numero degli F35 che saranno prodotti. Somiglia molto ad una operazione a perdere. Ultimo dettaglio di interesse “civile”. Il numero degli occupati italiani nel programma JSF F35. Anche qui i numeri sono soltanto un’opinione. 10 mila occupati, spara il ministro della Difesa Mauro, da tifoso ultras del progetto Made in Usa. Un pelo più prudente il generale Domenico Esposito, Direttore di Armaereo che cala a 6 mila. Giuseppe Giordo, di Alenia ci racconta di 2500. Alioti e Bentivoglio, della Fim Cisl ci sotterrano col numero di 600.
Di chi è la presa in giro?

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