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Aborto e obiezione di coscienza

ottobre 3, 2013 • Politica, z in evidenza

obiettiamo_obiettoriE’ stato presentato al Consiglio Regionale della Toscana un documento volto a limitare il numero degli obiettori di coscienza in merito all’interruzione volontaria di gravidanza prevista dalla 194. Ma al voto, erano contrari i gruppi relativi a Udc, e Pdl; e pure i consiglieri del Pd Parrini, Rossetti, De Robertis, Tognocchi e Bambagioni.

La mozione era stata presentata dai consiglieri Monica Sgherri (capogruppo FdS-Verdi), Lucia Matergi, Daniela Lastri,Rosanna Pugnalini, Vanessa Boretti e Simone Naldoni (Pd), Maria Luisa Chincarini, Rudi Russo (Cd) e Marta Gazzarri (Idv).

Maggioranza spaccata e Pd diviso in Consiglio regionale. Oggi l’assemblea ha infatti respinto una mozione che chiedeva maggiori garanzie per l’applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza in Toscana ponendo dei limiti ai medici obiettori di coscienza.

Ma il Consiglio regionale  l’ha respinta con un solo voto di scarto (17 a 16) grazie al voto contrario dei gruppi di opposizione e quello dei consiglieri del Pd Gianluca Parrini, Pier Paolo Tognocchi, Paolo Bambagioni, Loris Rossetti e Lucia De Robertis. Numerosi anche gli assenti al momento del voto sempre nelle fila del Partito democratico (Nicola Danti, Alberto Monaci, Marco Remaschi, Marco Ruggeri, Matteo Tortolini, Fabrizio Mattei, Enzo Brogi e il presidente Enrico Rossi).

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Il documento proponeva in sostanza alla Giunta di porre limitazioni ai medici obiettori ­- quelli che non praticano l’interruzione di gravidanza – chiedendo di verificare, presso gli Ordini provinciali dei medici, l’istituzione «di elenchi di medici non obiettori e medici obiettori» consultabili dai cittadini che ne facciano richiesta. Inoltre, la mozione chiedeva che nei «curricula per i concorsi ospedalieri venga esplicitata la posizione riguardo all’articolo 9 della legge 194»; di verificare che le «Asl organizzino servizi di controllo e garanzia del servizio»; di vincolare «la scelta per un periodo di tempo di almeno tre anni, analogamente con quanto avviene con le nuove assunzioni»; e, infine, di implementare «le informazioni sul percorso per l’interruzione volontaria di gravidanza in tutti i presidi sanitari e sui loro siti». Chiedeva infine di tutelare «la professionalità del personale non obiettore da non relegare esclusivamente ai servizi di interruzione volontaria». 

Il consigliere Gianluca Parrini (Pd) era intervenuto durante il dibattito per «esprimere dissenso sul testo della mozione, anche se migliorato rispetto al documento presentato in precedenza». Voto contrario che lui stesso aveva già annunciato in precedenza (al momento della presentazione della mozione) al suo gruppo di appartenenza.

Forti tensioni di sono registrate durante il dibattito soprattutto all’interno del Pd. Molto critica la prima firmatariaMonica Sgherri (Fds-Verdi) secondo cui «clamorose assenze in aula, insospettabili voti contrari e una trasversalità che evidentemente sbarca anche in Toscana dopo il proselitismo a Roma, hanno portato alla bocciatura, per un solo voto, della mozione».

Non nasconde invece la propria soddisfazione Marco Carraresi, consigliere regionale Udc: «E’ la prima volta che accade…». «E’ positivo – aggiunge – che una parte del gruppo Pd si sia sottratto alla disciplina di partito che finora, anche e soprattutto sui temi etici era stato compatto, su posizioni oltranziste schierate a difesa del cosiddetto diritto all’aborto. Anche questa mozione, anziché soffermarsi sulla necessità di fare di più per la prevenzione del ricorso all’aborto, esprimeva di fatto una sorta di censura e comunque di limitazione all’obiezione di coscienza dei sanitari, che invece è riconosciuta e tutelata dalla legge. Ed è positivo – conclude Carraresi – che il Consiglio regionale abbia deciso di respingerla».

Fonte:www.toscanaoggi.it

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