MENU

EU-DAYMONIA, la banca dati della felicità.

ottobre 3, 2013 • Cultura e Società, z in evidenza

 

LocandinaEudaymonia

di Luigi Coppola

“Il suo chip verrà riformattato, lei si sveglierà una persona nuova: tornerà ad essere una persona felice”. E’ rassicurante nei toni l’esito al trattamento cui sarà sottoposta Grace. La giovane anarchica, codificata nel mega sistema di Eudaymonia come “X-27”, è accusata di un grave attentato criminale, perpetuato a Smirne in Turchia nell’anno decimo del Supremo Ordine Mondiale. La sanzione comminata, sentenziata dallo stentoreo giudice, “Sorvegliante V2 Snider”, la risparmierà dall’estrema ratio, la pena capitale, riallineandola nel profilo adeguato, previo opportuno, inevitabile memory reset.
Il passaggio clou di una fra le scene salienti, è tratto dal cortometraggio Eu- Daymonia – Stay in the happy net, il contest fantasy, scritto e diretto da Rita Rocca.
Il progetto, ideato in autonomia dalla giornalista, inviata speciale Rai, si è avvalso della collaborazione di un interessante e valido cast di attori, sceneggiatori, esperti di linguaggi e comunicazioni innovative. L’ispirazione di questa produzione nasce dal concorso di cortometraggio “ComeravamoContest” indetto dall’Archivio di filmati amatoriali NosArchives.com di Cecilia Pagliarani. Il concorso, pur essendo a tema libero, prescriveva l’inserimento di almeno il 60% del materiale dell’archivio.

“Ho iniziato a visionare la ricchissima banca dati di NosArchives, ritrovando delle pellicole di un cineamatore del paese in cui sono nata, Bracciano. E’ stato emozionante rivedere le “memorie della mia infanzia”. Così descrive la genesi del suo lavoro la giornalista. Che ha presentato l’inedita opera, alla presenza di giornalisti, addetti ai lavori e suoi prediletti maestri, lo scorso ventotto settembre a Roma, presso l’Upter, l’Università popolare di Roma.

La fiction si era già aggiudicata un importante riconoscimento, vincendo il Premio Speciale della Giuria, al Suricata Film Festival “Il gusto della memoria”, lo scorso 14 settembre a Bracciano. “Per l’originalità della sceneggiatura, l’alto livello qualitativo e l’impegno nella realizzazione e nella produzione” – stabilisce la motivazione al premio.

“Noi gli diamo l’illusione del libero arbitrio.” L’intento, enunciato dal Sorvegliante, custode del Gran Consiglio degli Eminenti (l’ottimo Riccardo Castagnari), racchiude una cifra essenziale del prototipo realizzato dalla Rocca. Che grazie ad una serie di messaggi, visioni e metafore, amalgamati con gli strumenti giornalistici d’avanguardia, la speciale fotografia di Valerio Valdroni, gli effetti visuali di Virginia Arati (sua l’accattivante locandina), pone in campo una serie di temi. Che condizionano fortemente i nostri comportamenti quotidiani stabilendo, spesso inconsapevolmente, la valenza delle nostre relazioni.
La mia prima visione, dall’intenso impatto emozionale, accompagnata dalle musiche coerenti di Gualtiero Cesarini, ha scavato faglie recondite nelle memorie infantili, rielaborando trame sbiadite in bianco e nero. Illuminando personali reperti d’epoca, riemersi nei ricordi di “A come Andromeda”, con la giovane Paola Pitagora diretta da Vittorio Cottafavi, circa gli accenni ad una fantasiosa e improbabile eugenetica anni Settanta. O per una più colorata e vivace fiction britannica di Gerry Anderson, consumatasi con le sognanti amazzoni spaziali, omologate nel caschetto modello Carrà dell’indimenticabile serie tv “UFO”.

Attenzione, Eudaymonia non rivive su questi brand del secolo scorso. Piuttosto realizza, in un contenitore moderno, distillati di visioni e proiezioni. Che alimentano ragionamenti e studi non propriamente distanti dalla realtà, soprattutto nella nostra società, avvezza al consumo di surrogati in quantità industriale.
Vorrei ricordare ancora le immagini finali che accompagnano i titoli di coda: una sapiente radice storica del Novecento che ci riporta con i piedi in terra, ancorati a valori non dissolti. Il discorso di J. F. Kennedy sulle “società segrete” del 27 aprile 1961, con la melodia di Cesarini, assume la forma di un rap – ponte di idee, esperanto di consapevolezza per le generazioni non sempre liquide 2.0.

Accessori 468x60

Nello spirito libero e indipendente, avulso da impresari e priorità di bottega, comune ai sognatori folli di caratteriliberi.eu, Rita Rocca mi ha concesso il piacere di amichevoli riflessioni telefoniche all’indomani del battesimo alla stampa, nel sabato romano.
Scoprendo la tua biografia e il tuo percorso professionale, in che percentuale incidono in questo progetto i tuoi primi studi e amori per il teatro e l’antropologia?”

“Un’altissima percentuale. Teatro e antropologia mi hanno sempre accompagnato in tutto ciò che ho fatto; rappresentano una sorta di “basamento” che spesso mi aiuta a dare “forma” (il teatro) e sostanza (l’antropologia) al mio lavoro. Mi sono laureata in antropologia con una tesi sul teatro e quindi i miei due primi amori si erano già fusi. Nella regia di Eu-daymonia la mia esperienza in campo teatrale “in prima persona” mi ha permesso di allestire “il set” e dirigere gli attori nella recitazione e nella gestualità. Gli insegnamenti del mio professore di antropologia invece, Massimo Canevacci, che ci sollecitava all’interpretazione dei segni e dei simboli contenuti in pubblicità, films, cartoons, informazione e nei video clip sono stati fondamentali per inserire in Eu-daymonia una chiave di lettura simbolica. C’è un livello interpretativo esoterico (nel senso di occulto) che non viene colto subito dallo spettatore e questo perchè l’occhio è ormai assuefatto a certi gesti e a certi simboli anche se non siamo in grado di decifrarli. Simbologia occulta che per alcuni rappresenta un segno di appartenenza per altri avrebbe un forte impatto sull’inconscio. Simboli che fanno riferimento ad una conoscenza un tempo privilegio di pochi illuminati.”

Quali sono i messaggi prioritari di Eu-Daymonia? Possiamo cogliere l’ennesimo allarme circa una società borderline sospesa fra “l’illusione del libero arbitrio” e la ricerca di emozioni condivise ma terribilmente temporanee? Pensi ad una eventuale distribuzione di questo lavoro fra i giovani?

“Con Riccardo Castagnari, protagonista e co-sceneggiatore di Eu-daymonia, abbiamo
inteso non tanto inviare messaggi, piuttosto sollecitare la riflessione su alcuni temi che crediamo siano importanti; come quelli del controllo totale, dell’uso e dell’abuso del web propagandato spesso come unica via possibile per la libertà e la democrazia, la de-personalizzazione del rapporto con la realtà che ci circonda.. tendenza pericolosa dei tempi che stiamo vivendo dove si comincia a preferire l’interazione simbolica piuttosto che a quella interpersonale. Un mondo virtuale dove il corpo si annulla nell’immagine del doppio, del proprio “avatar”. E poi c’è la critica all’uso dell’informazione da parte del potere, quell’informazione che “taglia e rimonta le vita degli altri”. Secondo i dettami dei Potenti in uno scenario orwelliano a cui ormai rischiamo pericolosamente di con-fonderci. Un mondo dove è sempre più difficile distinguere tra nemici veri e fittizi, tra ribelli e burattini manovrati dal sistema, tra guerre e missioni di pace. Un mondo che secondo alcuni intellettuali sarebbe governo da una ristretta cupola di i Eminenti. In Eu-daymonia le emozioni e la felicità vengono somministrate sapientemente dal sistema centrale e i ricordi negativi vengono cancellati. Questa non è fantascienza è già una realtà. Alcuni scienziati sono riusciti ad cancellare i ricordi negativi e un’equipe di ricercatori è riuscita ad impiantare ricordi artificiali da un topo all’altro. La notizia è di un paio di mesi fa. Avevo già finito di montare il mio cortometraggio. Quando ho scritto il soggetto pensavo ad un “futuro non troppo lontano”. Oggi scopro che Eu-daymonia è già una realtà. E credo che dopo aver visto il film anche tu comincerai a sentirti sempre più dentro eu-daymonia. Il corto al momento girerà un po’ di festival e speriamo venga selezionato per le proiezioni. Stiamo cercando di organizzare altri dibattiti a Roma. Non abbiamo una produzione alle spalle nè sponsor. Siamo dei veri outsider, fuori da qualsiasi circuito. Questo non ci dispiace, da un lato ci fa sentire più liberi e veramente un po’ “ribelli” (ma non come la protagonista del film). Noi ci rivolgiamo a “liberi cittadini”: associazioni, scuole, cineforum, sale cine indipendenti, garage, riunioni di condominio, piazze…Ovunque ci sia la possibilità di incontrare le persone, proiettare il corto e mettere in piedi una riflessione sui nostri tempi e sul valore della memoria. Accettiamo inviti!.”

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »