MENU

Gli effetti dell’austerità: Alba Dorata uccide ad Atene

settembre 19, 2013 • Uncategorized

alba-dorata_teaser-e1351066547579

Di Angelo d’Orsi

Quasi nell’esatto anniversario dell’uccisione del poeta e musicista e cantante Victor Jara, in Cile, quarant’anni fa, i fascisti (che sono uguali, dappertutto, quale sia la loro sigla e la loro lingua) hanno ucciso un altro artista. Ora finalmente, forse, i Greci si sveglieranno dal torpore. Finora le vittime della violenza di Alba Dorata sono state i migranti: per la prima volta la barbarie colpisce un cittadino greco. Basterà a trasformare il bisbiglio in urlo di protesta e di orrore? Basterà a scatenare una reazione corale, di massa, contro costoro? Il riaffacciarsi continuo della barbarie fascista, invece, non sembra toccare gli studiosi che continuano a discettare del fascismo come grande movimento “modernizzatore”, o lo mettono al pari del comunismo, sotto l’ambigua categoria del “totalitarismo”: ma per quali cause hanno combattuto (anche sovente, ahinoi, sbagliando e commettendo crimini) i comunisti? e per quali combattono i fascisti? Nel giudizio storico e politico occorre andare oltre gli individui, la loro “moralità”, e interrogarsi sulle cause per le quali essi combattono. E allora capiremo indubitabilmente che non vi può essere equiparazione tra la falce e martello e la svastica o il fascio romano. Che il socialismo è la buona causa, e il fascismo è stato creato per impedire che quella buona causa si realizzasse. Tutto qui. Intanto, non lasciamo spazio ai fascisti di casa nostra. A coloro che cominciano a guardare “con interesse e attenzione” ad Alba Dorata. L’alba che gli assassini greci vorrebbero è l’alba della illibertà, della sopraffazione, della prepotenza, del razzismo istituzionalizzato, di una società ferocemente gerarchica e antiegualitaria. Non sottovalutiamo i segnali.

Print Friendly, PDF & Email

Comments are closed.

« »