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Ciao Giorgio

settembre 14, 2013 • Comunicati Stampa

 

giorgiosanterini

 

Di Edmondo Rho

Stamattina ha smesso di battere il grande cuore di Giorgio Santerin, 75 anni, già presidente dell’Associazione Lombardia Giornalisti e segretario della Fnsi. Ecco come lo ricorda con affetto ed emozione, Edmondo Rho.

Grazie per tutto quello che mi hai insegnato. Grazie per tutto quello che hai fatto per i giornalisti italiani (anche per i tanti che non se lo meritano). Grazie per la tua amicizia, che in questi ultimi anni abbiamo tanto coltivato, tra i caffè a casa tua e quelli ai bar di sotto che sceglievi di giorno in giorno, e ogni volta mi raccontavi qualcosa di nuovo: sulla Milano dove arrivasti da studente o sulla tua Genova dove frequentavi altri bar e dove avevi imparato a giocare bene a poker…

Grazie, Giorgio, per avermi voluto trasmettere tanta parte del tuo sapere. Non so cosa potrò fare dei tuoi racconti: ne parlerò con Priscilla e con Giulia, poi decideremo. Nelle cose che mi hai detto, nella tua storia, c’è un pezzo importante della storia d’Italia. Lo sanno in pochi, per esempio, che nel Psi degli anni ’70, a Milano, quando tu con la corrente di Giacomo Mancini eri in maggioranza, all’opposizione c’era Bettino Craxi… E pochi sanno come te la vera storia del Corriere della Sera, dalla signora Crespi a Bazoli, dai fratelli Agnelli a Rotelli: grazie per avermi svelato anche nei dettagli tanti segreti di via Solferino. E grazie soprattutto per avermi raccontato tanti episodi, dietro le quinte, che svelano una storia oscura: il Pci, gli americani, il terrorismo, Tangentopoli… Sì, ce ne sarebbe da scrivere un libro, chissà.

Grazie, naturalmente, per i consigli politici e per avermi indirizzato tra le correnti dei giornalisti, da Stampa Democratica a Quarto Potere. Ma questo che mi hai dato era per te una sorta di minimo sindacale: rispettavi ‘una procedura’ come hai spiegato a me e a Franco Siddi l’ultima volta che siamo venuti a trovarti in ospedale, sabato scorso, e siamo anche riusciti a ridere insieme! Perché sei sempre stato una forza della natura, Giorgio, e quando volevi riuscivi a essere simpatico: non a tutti, naturalmente, ma a me sei sempre stato simpatico, anche quand’eri burbero, sai?

Grazie, poi, di avermi dato la forza di scriverti quest’ultima lettera: è in realtà la prima. Già, in tanti anni non ti ho mai scritto… Curioso, non trovi? Però tu mi hai fatto un bel regalo durante l’estate quando mi hai corretto al telefono il testo del documento che avevo scritto degli ‘innovatori e socialisti con Matteo Renzi’ e poi lo hai anche firmato! Mi ricordo quando definivi Renzi “un boyscout”, poi siamo arrivati insieme alla decisione di votarlo alle primarie (“ma non lo dire a nessuno”, mi raccomandavi con fare paterno) e infine alla decisione di dichiarare quest’adesione: grazie anche per questo tuo testamento politico.

Grazie infine per tutte le cose più private che mi hai detto e che non racconterò mai pubblicamente. Io non so bene oggi come ho fatto a scrivere queste righe, con le lacrime agli occhi. Ma so che l’ho fatto grazie a te. Un abbraccio

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